Green Pass, troppi controlli per bar e ristoranti: cosa rischiano gli esercenti

Green Pass obbligatorio nei locali al chiuso, così come in palestre, cinema, teatri, musei ed esercizi commerciali che non siano all’aperto. Il decreto legge sarà in vigore dal 6 agosto, con l’obiettivo dichiarato di contenere la pandemia da covid-19. In Italia ormai non si parla d’altro, tanto che l’argomento è diventato ormai divisivo, fra piazze che protestano e categorie commerciali che esprimono le proprie perplessità circa le modalità di controllo.

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Una di queste ultime è sicuramente quella dei locali, dai ristoranti ai bar. Siamo stati a Napoli, dove dal 2020 è attiva l’associazione “Tutta colpa dei locali”: circa 50 imprenditori napoletani che, da inizio pandemia, rivendicano le ragioni del loro lavoro, tra le mille chiusure e difficoltà patite a causa del Covid. Abbiamo loro chiesto un’opinione sul Green Pass obbligatorio: “Si genereranno inevitabili assembramenti – dice uno degli esercenti ai microfoni di iNews24.it – ad esempio nel caso di un gruppo di cinque o sei persone che voglia sedersi a un tavolo, con inevitabile aumento di lavoro per noi.”

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“Siamo diventati dei capri espiatori – ci dice un altro degli ristoratori – l’ultimo anello della catena. In questo modo, l’istituzione che dovrebbe farsi carico del momento di controllo e di esecuzione della norma, cerca di colpevolizzarci e demonizzarci.” “Un eventuale verbale, in caso di omesso controllo, cadrà su di noi – chiosa un altro dei nostri intervistati – cosa che genererà ulteriori problemi economici per un settore già martirizzato.”