Cashback, addio definitivo ma è pronto il sostituto: gli italiani esultano

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Cashback, addio definitivo ma è pronto il sostituto: gli italiani esultano perché potranno comunque ottenere un risparmio concreto

La decisione è definitiva e nessuno può tornare indietro. Il Cashback di Stato deve andare in panchina almeno fino al prossimo gennaio, sempre che il governo Draghi non decida di cancellarlo definitivamente. Una decisione attesa, ma che ha gettato nello sconforto gli italiani, ma nel frattempo è spuntata una nuova opportunità molto interessante per tutti.

(Pixabay)

Il nuovo incentivo si chiama Bonus bancomat, introdotto con lo stesso principio: più pagamenti con le carte, meno denaro contante in circolazione e quindi meno possibilità di evadere. In particolare però questo bonus è dedicato alle Partite Iva e non prevede lo scoglio dell’ISEE.

Si tratta di ben tre crediti d’imposta ai quali possono accedere tutti i possessori di Partita Iva in Italia. Uno considera la percentuale detraibile delle commissioni che tutte le attività devono pagare quando accettano i pagamenti con il POS. L’altro restituisce agli intestatari parte dei costi sostenuti per noleggiare o acquistare il POS. Infine l’ultimo dà un incentivo alle Partite Iva che nel 2022 utilizzeranno sistemi di pagamento di nuova generazione, per archiviare e trasmettere in automatico i dati.

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Cashback, addio definitivo: arriva un nuovo bonus che coinvolge moltissimi italiani

Scendendo nel dettaglio, il primo credito d’imposta prevede che le commissioni accumulate dal 1° luglio 2021 al 30 giugno 2022, siano scaricabili al 100% e non come è stato fino ad oggi, al 30%. Quindi le attività commerciali che accetteranno i pagamenti elettronici, non pagheranno commissioni.

Il secondo credito d’imposta rimborsa gli importi spesi dalle attività commerciali per l’acquisto, il noleggio e il collegamento di dispositivi utili per il POS. Il rimborso massimo sarà pari a 160 euro e la percentuale delle spese rimborsabili cambia in base al fatturato realizzato dalla Partita Iva nel precedente periodo d’imposta. In dettaglio 70% se il fatturato non va oltre i 200.000 euro all’anno, 40% se tra 200.000 e 1.000.000 di euro all’anno, 10% se è compreso tra 1.000.000 e 5.000.000 di euro all’anno. Anche in questo caso le spese devono essere sostenute tra il 1° luglio 2021 e il 30 giugno 2022.

(Pixabay)

Infine il terzo credito d’imposta è il più interessante perché sale fino ad un massimo di 320 euro. Interessa i costi che saranno sostenuti nel 2022 per dotare la propria attività commerciale di sistemi di pagamento destinati all’archiviazione elettronica.

Anche in questo caso si va a percentuale: 100%, se il fatturato non va oltre i 200.000 euro all’anno, 70%, se è compreso tra 200.000 e 1.000.000 di euro all’anno,
40%, se è compreso tra 1.000.000 e 5.000.000 di euro all’anno.

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