Dramma Eriksen, ennesimo colpo di scena: due esperti non hanno dubbi!

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Dramma Eriksen, ennesimo colpo di scena: due esperti non hanno dubbi su quello che sarà il futuro del giocatore danese.

Christian Eriksen festeggia la partecipazione della Danimarca al Campionato Euro 2020 (foto di Catherine Ivill/Getty Images).
Christian Eriksen festeggia la partecipazione della Danimarca al Campionato Euro 2020 (foto di Catherine Ivill/Getty Images).

Sul finire del primo tempo di Danimarca-Finlandia, partita disputatasi in data 12 giugno, come ricorderanno tutti, Christian Eriksen si è accasciato in campo. La situazione era apparsa subito preoccupante. I compagni, guidati dal capitano Simon Kjaer hanno fatto un cordone attorno a lui, mentre i soccorsi lo rianimavano. Dopo il massaggio cardiaco è stato portato via in barella.

Una volta in ospedale, nel corpo di Christian Eriksen è stato impiantato un ICD (defibrillatore automatico impiantabile), un dispositivo sottocutaneo necessario per chi subisce un attacco e soffre di disturbi del ritmo cardiaco.

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(Getty Images)

Sulle pagine dell’edizione odierna del Corriere dello Sport si può leggere il parere di due esperti che hanno analizzato la situazione di Christian Eriksen e il suo possibile ritorno in campo dopo i noti fatti accaduti durante Danimarca-Finlandia di Euro 2020.

Riccardo Cappato, ‘padre’ del defibrillatore interamente sottocutaneo, direttore del centro di elettrofisiologia clinica e aritmologia del gruppo Multimedica di Milano, ha affermato che “nel caso di Eriksen, le ipotesi sono svariate. Mancano elementi della sua storia clinica e di quanto appurato dagli specialisti dell’ospedale danese. Di certo la crisi cardiogena è stata grave. La causa infiammatoria, se si riesce a diagnosticare, è per esempio una causa reversibile, che potrebbe consentire a Eriksen di arrivare a togliere il defibrillatore e quindi tornare a giocare a calcio in Italia”.

Sul caso Eriksen si è esposto anche Franco Cecchi, specialista in malattie cardiovascolari e cardiomiopatie, fondatore e presidente dell’associazione di pazienti con cardiomiopatia (Aicarm): “Possibile una miocardite infiammatoria, per esempio da mononucleosi o da citomegalovirus o da un virus che lo ha infettato in modo asintomatico anche mesi prima. O a causa di una vecchia presenza virale che si è riaccesa.

Avere queste informazioni ci permetterebbe di sapere se ha avuto una passata infezione, se è rimasta latente un’infiammazione che può portare a una miocardite e a un’improvvisa crisi del ritmo. Allora si cura la causa dell’infiammazione e quando si è sicuri che è ‘spenta’ si potrebbe anche togliere il defibrillatore, se questo ostacola il via libera al ritorno in campo”.

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