Cosa succederà a chi ancora non è vaccinato con l’entrata in vigore del Green pass? 19 milioni di italiani a rischio, l’allarme del senatore Malan (Fdi)

Il senatore di Fdi, Lucio Malan, espone le sue perplessità sull’utilizzo del Green Pass a partire dal 6 agosto: “Produce un danno economico e ha delle tempistiche impossibili da realizzare”. Sulle manifestazioni di sabato scorso dei no Vax e no Green pass, che hanno accostato il certificato verde alle leggi razziali, l’esponente di Fdi precisa: “Bisogna evitare di urtare la sensibilità di chi è stato colpito dalle leggi razziali, ma bisogna anche andare piano con le limitazioni della libertà”

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Lucia Malan (foto da Facebook)

Sabato scorso nelle piazze di molte città italiane si sono riversate migliaia di persone per protestare contro il Green pass obbligatorio. Manifestazioni sono previste anche nei prossimi giorni, a partire da quella di oggi pomeriggio quando No vax e No Green pass torneranno in piazza a Roma. Come Fdi, come vi ponete nei confronti di queste proteste?

“Innanzitutto, le persone che vanno in piazza dicono loro che cosa pensano; per quello che riguarda noi invece, riteniamo che il Green pass in questo momento sia solo un danno economico che non ha ragioni reali per essere messo in atto. Grazie al generale Figliuolo infatti siamo arrivati a 500mila vaccinazioni al giorno e le cose stavano andando avanti normalmente, basti pensare che anche tra gli insegnanti eravamo quasi all’85% di vaccinati. Poi improvvisamente, e senza che gli indicatori fossero peggiorati dal punto di vista dei ricoveri e dei decessi, ecco che salta fuori questo Green pass, per di più con delle tempistiche che sono assolutamente impossibili da realizzare”

A quali tempistiche si riferisce?

“In Italia ci sono 19 milioni di persone che devono ancora ricevere la prima dose e quando è stato fatto il decreto mancavano solo dodici giorni alla scadenza del 6 agosto. Questo vuol dire che dovremmo vaccinare quasi 2 milioni di italiani al giorno, un numero ben al di sopra delle nostre capacità organizzative. E ora, come faranno tutte quelle persone che hanno prenotato la vaccinazione per fine agosto o inizio settembre? Non si può prima chiedere l’impossibile alla gente, e poi se non riescono a realizzarlo, escluderle dalla vita sociale”

Si tratta di una misura che però anche altri Paesi stanno vagliando, proprio per dare un’ accelerazione alla campagna vaccinale.

“In Europa soltanto la Francia ha introdotto questo sistema e tra l’altro, almeno l’ha fatto attraverso un disegno di legge votato del Parlamento. Poi c’è anche il problema dei giovanissimi, visto che diversi Paesi sconsigliano il vaccino a chi è minore di 18, 17 o 16 anni. ln Inghilterra per esempio, il comitato apposito ha specificatamente detto che per questa fascia d’età i benefici non risultano prevalere sui rischi potenziali derivanti dalla vaccinazione. Altri Paesi lo propongono ai minori di 16 anni, o agli over 12, ma solo nel caso che ci siano malattie pregresse, e poi ancora ci sono quei Paesi che invece lasciano la libertà di scelta, ma l’obbligo lo stiamo mettendo solo in Italia e in Francia”

L’accostamento con le leggi razziali e la risposta della ministra Lamorgese

Pasqua lockdown Lamorgese
Il ministro dell’Interno Luciana Lamorgese (Getty Images)

Il ministro dell’Interno Lamorgese ha invece condannato le manifestazioni (non autorizzate) di sabato scorso, stigmatizzando in particolare  i messaggi che paragonavano il Green pass alle leggi razziali.

“Non essendo d’accordo sul Green pass mi viene difficile essere d’accordo con il ministro Lamorgese. Detto questo i paragoni con le leggi razziali andrebbero fatti quantomeno con prudenza, evitando di urtare la sensibilità di coloro che personalmente o nei loro affetti sono stati colpiti da leggi razziali. Ma bisogna andare piano anche con le limitazioni della libertà, perché imponendo misure del genere, quando siamo in presenza di una malattia che nelle ultime settimane mediamente conta 12 vittime al giorno, e considerato che invece ogni giorno ne muoiono 600 per malattie cardiovascolari e altre 400 per patologie collegate all’apparato digestivo, rischiamo poi di replicare questo criterio e applicarlo anche in altri aspetti o per altro tipo di emergenze”

Ma secondo voi queste limitazioni della libertà, imposte a causa della pandemia, possono davvero aprire la porta a dei nuovi scenari illiberali?

“Dico solo che bisogna andarci piano con le limitazioni della libertà, per di più quando si cerca di imporre una cosa che è obiettivamente impossibile da ottenere, ossia che questi 19 milioni di italiani si vaccinino in 10 giorni. In questo modo si danneggia il turismo, la ristorazione e tutti quei settori che oggi sono colpiti dal Green pass, per di più con degli aspetti che sono del tutto irrazionali”

Per esempio?

“Mettiamo che un gruppo di dieci persone vada al ristorante, ovviamente divisi in due tavoli e a debita distanza gli uni dagli altri. Se hanno il Green pass è ok, ma se dopo cena le stesse persone vogliono andare a ballare, non possono farlo perché diventano infettive e pericolose. Quelle stesse dieci persone salgono su un autobus insieme ad altre trenta e in quel caso va tutto bene, poi però se vogliono andare ad un concerto all’aperto, possono entrare solo con il Green pass. È evidente come siano delle norme assolutamente irrazionali che in un certo senso questo sia un vero e proprio invito alla protesta. Dirò di più, se queste manifestazioni vengono considerate davvero pericolose, allora non andrebbero rafforzate presentando delle norme che non hanno alcun senso logico”

Le diverse opinioni sul Green Pass nel centrodestra

Salvini Meloni Roma
Salvini, Meloni e Tajani (Getty Images)

Dopo Matteo Salvini che si è vaccinato subito dopo il duro richiamo del premier Draghi, ieri è stato invece il turno di Giorgia Meloni. Si è trattato solo di una coincidenza temporale, oppure  le parole del premier e la consecutiva vaccinazione di Salvini ne hanno fatto anche una questione di opportunità politica?

“Dal momento che ogni giorno si vaccinano mezzo milione di italiani, credo sia normale che ogni tanto, a seconda dei giorni capiti anche il turno di importanti leader politici”

Nell’area del centrodestra sono note ormai le differenti sensibilità sulla questione del Green pass. Nella Lega, in particolare, si registra un cortocircuito con diversi parlamentari che, nonostante facciano parte della maggioranza di governo, hanno dichiarato che si presenteranno domani sera in piazza del Popolo a Roma, proprio per protestare contro l’accelerazione sul certificato verde.

“È una questione loro e non mi permetto di entrare nelle dinamiche della Lega. Devo dire che se ci andasse un ministro sarebbe totalmente fuori luogo, ma i parlamentari- quelli di maggioranza come quelli di opposizione- anche se la norma è già in vigore non hanno ancora visto nulla, per cui anche dal punto di vista istituzionale non ci trovo nulla di strano nel voler partecipare alla protesta”

Non temete che per la Lega questo sia anche un modo per impedirvi di essere gli unici interlocutori politici di questo dissenso nelle piazze, soprattutto in riferimento ai sondaggi elettorali che in questo momento vi danno praticamente testa a testa?

“Noi non facciamo battaglie politiche guardando ai sondaggi, ma semplicemente sosteniamo quelle che riteniamo siano le idee migliori per il bene di questo Paese. Dopodiché, sarà la gente a valutare in base ai fatti e a scegliere se votare noi, la Lega o qualsiasi altro partito”

 

 

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