Green pass Italia, approvato il decreto: quando parte e a chi serve

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Green pass Italia, approvato il decreto: quando parte, per cosa dovrà essere usato e a chi serve il passaporto vaccinale

Il governo ha sciolto le riserve e ha fissato i paletti. Il Green pass Italia diventa effettivo dal prossimo 6 agosto, valido per chiunque abbia affrontato almeno una dose di vaccino, abbia effettuato un tampone negativo nelle 48 ore precedenti o sia guarito dal Covid nei sei mesi precedenti.

Zona bianca ristoranti
Nuove restrizioni per i locali in Italia (Getty Images)

Dal prossimo 6 agosto il certificato sarà necessario per accedere ai tavolini di ristoranti e bar, ma solo quelli al chiuso. Non è invece ritenuto obbligatorio per consumare al bancone, anche se sono al chiuso. Rimane invece in piedi i divieto di aprire le discoteche, con nuovi ristori previsti per proprietari e lavoratori.

L’obbligo di Green pass è destinato anche a cinema e teatri, permettendo così però di numero di spettatori ammessi, sia al chiuso che all’aperto. In zona bianca, fissato un tetto all’aperto di 5.000 persone e al chiuso di 2.500 persone. Invece in zona gialla gli spettatori potranno salire all’aperto dagli attuali 1000 fino a un massimo di 2.500 e al chiuso da 500 a 1.000. Restano in piedi distanziamento e uso della mascherina.

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Green pass Italia, approvato il decreto: Mario Draghi spiega e contraddice Salvini

Tutte le novità sul Green pass Italia sono state commentate da Mario Draghi: “Non è un arbitrio, ma una condizione per tenere aperte le attività economiche. Quindi invito tutti gli italiani a vaccinarsi e a farlo subito”. E poi una stoccata a Matteo Salvini: “Gli appelli a non vaccinarsi sono inviti a morire, oppure a far morire: non ti vaccini, contagi, muori, o fai contagiare e fai morire. Senza vaccinazione si deve chiudere tutto, di nuovo”.

Draghi, lettera delle Regioni
Mario Draghi (Getty Images)

Il premier ha poi spiegato che l’obbligo vaccinale per i lavoratori proposto da Confindustria è un tema di riflessione, ma dovrà essere concordato con i sindacati. “Sono rimaste fuori tre aree: scuola, trasporti e lavoro. Richiedono altre misure, provvedimenti specifici particolarmente complessi”. In ogni caso il pano del governo è quello di garantire lezioni in presenza a tutti fin dall’inizio dell’anno scolastico.

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