Chi voterà contro il ddl Zan al Senato? La previsione di Cecilia D’Elia (Segr. nazionale Pd)

La componente della segreteria nazionale del Pd, Cecilia D’Elia, non usa mezzi termini per definire l’atteggiamento della Lega durante la discussione in Aula del ddl Zan: “Non hanno credibilità, d’altronde se presentano 700 emendamenti vuol dire che non cercano nessun tipo di dialogo”. Sulla polemica relativa all’utilizzo del Green Pass, l’esponente dem. non ha dubbi: “Non esiste un diritto alla salute contrapposto a quelli dell’economia, dobbiamo riuscire a tutelarli entrambi”

Cecilia D’Elia, foto da Facebook

Ieri è tornato al Senato il testo del provvedimento relativo alla legge contro l’omotransfobia. Qual è la sua percezione al termine della seconda giornata di discussione?

“Mi pare evidente che, in realtà, non ci sia nessuna intenzione di un confronto su questo testo, e la quantità di emendamenti presentati dalla Lega, quasi 700, credo che renda bene l’idea. È dall’inizio che i parlamentari del Carroccio stanno facendo ostruzionismo su questo provvedimento, ed è chiaro ormai che non possono essere considerati in alcun modo un interlocutore credibile. Noi crediamo ancora che su questo testo ci possa essere una maggioranza in Senato, e proprio per questo vogliamo andare avanti. Poi ognuno si prenderà le proprie responsabilità, d’altronde sono troppi anni che questo Paese aspetta una legge contro l’omotransfobia”

Eppure Salvini, prima di iniziare la discussione in aula, proprio ieri aveva dichiarato: “Invece di andare allo scontro, Letta scelga il confronto, altrimenti la legge non passerà”

“Il problema è che non hanno credibilità politica, soprattutto dopo aver dimostrato un atteggiamento del genere. Quello che contano sono gli atti, e se presenti 700 emendamenti vuol dire che non stai cercando nessun tipo di dialogo. Se firmi un manifesto con le forze sovraniste in Europa, schierate apertamente contro la comunità lgbt, non puoi essere considerato un interlocutore credibile. Noi riteniamo che sia necessario fare un passo in avanti dal punto di vista della civiltà giuridica e che occorra tutelare le persone che quotidianamente sono oggetto d’odio e di aggressioni; non stiamo parlando di giochetti strategici o politici, ma della vita delle persone, e di fronte a questo ognuno di noi dovrà fare i conti con la propria coscienza ”

Lo scontro con la Lega sul Green Pass

covid salvini
Matteo Salvini (Getty Images)

L’altro tema che sta tenendo banco è quello del Green pass, per il quale oggi ci saranno i passaggi fondamentali in cabina di regia e in Cdm che dovrebbero approvare i nuovi parametri e i relativi criteri di attuazione. È già in corso la mediazione, in particolare con il leader della Lega, Matteo Salvini, che ha già espresso più di una critica alla proposta

“Il Green Pass attuato con regole chiare e la campagna vaccinale, sono i due strumenti che abbiamo per poter tutelare la salute di tutti, e sono allo stesso tempo anche elementi fondamentali per poter garantire la ripresa e il funzionamento dell’economia. Strizzare l’occhio a chi ha dei dubbi sul vaccino e non essere impegnati nel potenziamento della campagna vaccinale è un comportamento da irresponsabili, perché la variante Delta già è in circolazione, e più il virus è libero di trasmettersi, più varianti si possono creare. Su questo dobbiamo essere molto determinati e anche i vari leader politici, con esempi personali, devono assumersi le loro responsabilità pubblicamente”

Si riferisce a qualcuno in particolare…?

“Ah guardi io tra i vari leader ancora non ho capito chi si è vaccinato e chi no. Io il 6 giugno ho concluso il mio ciclo vaccinale, e anche i miei figli ventenni lo stanno facendo. Questo perché, dopo un anno e mezzo di pandemia, dovremmo aver capito che la salute si tutela tutti insieme e che non ci sono scorciatoie individualiste. Non esiste un diritto alla salute contrapposto a quello dell’economia, semplicemente dobbiamo riuscire a tutelarli entrambi”

A proposito di leader politici, ieri Salvini ha dichiarato che è «demenziale minacciare con l’ago un diciottenne». Secondo lei Draghi  dovrebbe prendere distanze da queste posizioni?

“Draghi non ha di certo bisogno dei miei consigli. Detto ciò, qui nessuno vuole minacciare nessun’altro, anzi, considero queste dichiarazioni di Salvini davvero irricevibili. È fondamentale convincere i ragazzi a vaccinarsi, per se stessi e per gli altri”

Anche Zingaretti ha risposto a Salvini dicendo che “è come se stesse invitando le persone le persone a disertare la guerra”, è d’accordo con la metafora dell’ex Segretario?

“Personalmente non amo le metafore guerriere, ma ne compendo il significato. Diciamo che non vaccinarsi in questo momento, rappresenta più che altro un gesto di resa