Chi dovrà avere il Green pass per andare in vacanza? Il deputato Galli chiarisce la posizione della Lega

Il deputato della Lega, Dario Galli, è critico verso la possibilità di introduzione della misura del Green pass: “Non ha senso rischiare di bloccare tutto quando la situazione non presenta dati sanitari allarmistici”. Sulle tensioni con Fdi, dopo lo strappo avvenuto sulle nomine del Cda della Rai, l’esponente leghista non ha dubbi: “Capisco il principio, ma pensare si possano dare ad un opposizione del 5% tutti i ruoli che normalmente si attribuiscono a chi di solito rappresenta il 40-45%, mi sembra un po’ forzato”

Dario Galli, foto da Facebook

Onorevole, sulla questione del Green Pass è tuttora in atto una mediazione tra le varie forze politiche. Da questo punto di vista, ieri hanno fatto molto discutere le parole di Salvini, che a proposito dell’obbligo vaccinale applicato al Green pass, ha dichiarato che vaccinare i giovani non serve e che è «demenziale minacciare con l’ago un diciottenne»

“Ho ascoltato con molta attenzione tutte le cose che ha detto Salvini in questi giorni, e troppo spesso, da parte dei media ho trovato un travisamento al limite della bugia rispetto alla quanto era realmente detto. Salvini ha solo spiegato che, in questo periodo, a metà dell’estate, chi si muove di più sono ovviamente i giovani, che però in gran parte non sono vaccinati. Tutto ciò accade indipendentemente dalla scelta ‘sì-vax o no-vax’, che ognuno può liberamente fare, perché il loro turno di vaccinazione era previsto in un secondo momento, proprio per una questione anagrafica e di tutela prioritaria delle fasce di età più avanzate”

E quindi?

“Quindi, questi giovani, per poter viaggiare dovrebbero aspettare non solo la prima e la seconda dose, ma anche i 14 giorni aggiuntivi per ottenere il green pass. Così facendo, per i nostri ragazzi l’estate sarebbe praticamente già finita. Il problema ulteriore poi, è che anche solo ipotizzando un’idea del genere, si rischia di affossare definitivamente una stagione turistica che, seppur a fatica, stava comunque cercando di riprendersi”

La polemica sul Green pass

covid salvini
Matteo Salvini (Getty Images)

Dunque, secondo lei, la situazione sanitaria non è tale da giustificare una misura del genere?

 “Anche Salvini l’ha detto, i numeri sono quelli che sono, i nuovi casi fortunatamente sono molto bassi, anche se in relativa crescita, ma come sappiamo il contagio non è malattia, è solo positività al tampone. Nella quasi totalità dei casi i giovani non si ammalano. Le vittime al di sotto dei 50 anni sono state poco più di mille su oltre 130mila decessi. E anche i morti di oggi, purtroppo, sono tutte persone che hanno una certa età e non si sono ancora vaccinate. Quindi, che senso ha rischiare di bloccare tutto, quando la situazione non presenta dati allarmistici come invece potevano  essere l’anno scorso?”

Quindi, nessun obbligo?

“Se anche obbligassimo al Green pass, ci sarebbero comunque milioni di giovani al di sotto dei 40 anni che pur volendo, non potrebbero fare un sacco di attività, proprio per una questione di tempistica nell’ottenimento del certificato. Potrebbero fare il tampone, vero, ma il test non copre le ultime 48 ore, e quindi uno dovrebbe fare un tampone al giorno per stare sicuro? Capite bene che tutto ciò non ha senso, e anche dal punto di vista tecnico, da un Paese occidentale e industrializzato come l’Italia ci si aspetterebbe un pochino più di cura nei dettagli, prima di uscirsene con queste sparate che ottengono come risultato solo un danno mediatico e d’immagine”

Zingaretti ha detto che le affermazioni di Salvini equivalgono a “perdere la battaglia contro il virus, come se in guerra si invitassero le persone a disertare”

“Zingaretti farebbe meglio a pensare ai problemi del suo partito. Se non se ne è accorto, oggi in Italia sono state fatte già 62 milioni di vaccinazioni e fortunatamente siamo in piena estate, con tutto ciò che ne consegue. Nessuno vuole disertare nulla, ma ciò che ci differenzia da Zingaretti è che noi non abbiamo pregiudizi ideologici, non abbiamo totem da seguire, semplicemente noi guardiamo i dati. Quando sono favorevoli, è inutile bloccare quel poco di ripresa che c’è, dando origine ad un danno economico enorme a fronte di un danno sanitario che invece al momento non c’è”

Nel centrodestra ci sono evidentemente delle percezioni e sensibilità diverse sull’argomento: sia Forza Italia che Toti, infatti, si sono dichiarati favorevoli all’utilizzo del certificato verde, anche in funzione di un’ulteriore spinta della campagna vaccinale.

“Sensibilità diverse, magari su altri argomenti… in questo caso credo che si tratti più della ricerca di differenziazione politica che altro, anche perché mi pare che da questa parte della barricata in realtà la pensiamo tutti abbastanza nello stesso modo”

Le tensioni nel centrodestra

Caso Gregoretti Salvini
Meloni e Salvini (Getty Images)

C’è più di una questione in realtà a creare tensione tra i partiti, alleati e non, del centrodestra. Con Fratelli d’Italia, dopo il caso del Copasir, è scoppiata un’altra grana istituzionale, quella relativa al Cda della Rai, che ha visto l’esclusione dell’esponente meloniano , anche grazie al placet della Lega e Forza Italia. Sono tensioni che in qualche modo possono mettere in crisi l’unità del centrodestra?

“Allora, partiamo dal presupposto che, è vero che c’è una logica di principio che avviene nella dinamica tra maggioranza e opposizione, e che riguarda tutta una serie di prassi consolidate che, normalmente, vengono applicate. In questo caso però, bisogna anche considerare che siamo in una situazione del tutto eccezionale, perché questa non è una maggioranza normale, ma è nata per affrontare una situazione di grande emergenza nel Paese. Quindi anche la minoranza non è la classica opposizione, perché numericamente è molto piccola, e quindi non si possono applicare le stesse regole  di quando l’opposizione rappresenta il  40-45% del parlamento, anche perché, in questo momento, nel parlamento c’è il 95% in maggioranza e il 5% all’opposizione

Quindi è solo una differente interpretazione di una prassi istituzionale?

 “Guardi, io capisco il principio che rivendica Fdi, ma pensare che per un anno e qualche mese, che è quanto durerà questa legislatura, si possano dare a questo 5% tutti i ruoli che normalmente si attribuiscono ad un opposizione del 40-45%, mi sembra davvero un po’ forzato. Comprendo il loro punto di vista, ma sono certo che alla fine si troverà una soluzione ragionevole, bilanciando in altri istituti che hanno sempre a che a fare con l’informazione pubblica, un’adeguata presenza di Fdi”

Meloni a tal proposito ha dichiarato che «serve un chiarimento per capire se ci sono scenari diversi»

“La liturgia della politica non la inventiamo noi oggi, ed è anche normale che a volte si voglia marcare il territorio, però sono certo che all’interno della Lega non c’è nessuna idea di fare altre alleanze, che non siano quelle naturali che sono state portate avanti negli ultimi anni dal centrodestra. Potranno anche esserci alcuni episodi in cui, magari qualcuno, potrà anche immaginare un accordo, ma si tratta di un passaggio momentaneo, perché tutti sappiamo bene che non c’è futuro fuori dal centrodestra