Perché alcuni operatori sanitari sono contrari all’obbligo vaccinale, le motivazioni del ricorso al Tar

La prossima udienza è prevista al Tar del Piemonte e si discuterà del ricorso presentato dai sanitari che hanno deciso di non vaccinarsi.

0

Quella del personale sanitario che ha deciso di non vaccinarsi, “non è una battaglia no vax, ma una battaglia civile formata da ormai circa cinquemila persone e che si sta man mano allargando”. Ai microfoni di iNews24, l’avvocato Daniele Granara, che a nome dei suoi assistiti di Milano, Brescia, Torino, Genova, Venezia, Ancona, Bologna Parma e presto a Perugia e altrove, spiega le ragioni degli operatori sanitari che non hanno scelto di non vaccinarsi, nonostante siano destinatari dell’obbligo vaccinale. Non essendoci ancora una sospensiva, mercoledì 14 luglio è stato rimandato a dopo l’estate il primo appuntamento in aula al Tar della Lombardia per discutere dei primi due ricorsi. In Piemonte invece, la prima udienza è prevista il 28 luglio.

LEGGI ANCHE: Dove sarà necessario avere il Green pass per entrare? L’On. Campomenosi chiarisce la posizione della Lega

Avvocato, perché i suoi assistiti sono contrari all’obbligo vaccinale?
Non è una battaglia no vax, ma una che contesta la possibilità di sottoporre all’obbligo vaccinale, sotto pena della sospensione gli operatori sanitari. I vaccini non hanno avuto né tempo né modo di essere sperimentati secondo le regole scientifiche”;

Cosa intende dire?
C’è un documento dell’Aifa che dice che questi vaccini saranno sperimentali fino al 31 dicembre 2023. Fino a quella data, le autorizzazioni saranno provvisorie. Secondo l’articolo 32 della Costituzione italiana, un trattamento sanitario può essere imposto a condizione che siano garantite la sicurezza e l’efficacia. In questo caso, per espressa ammissione dell’Aifa, non è garantita né la sicurezza né l’efficacia. Questo vaccino non ha nulla a che fare con quelli tradizionali, che i miei assistiti hanno prescritto a iosa. In questo caso il vaccino rappresenta un mezzo possibile, ma va lasciata la libertà di scelta, secondo il principio di autodeterminazione. 

Vaccinazione Italia
Vaccini covid-19 (Foto: Getty)

POTREBBE INTERESSARTI ANCHE: Meteo, ancora temporali sulla penisola: nuovo rischio nubifragi

Tanti operatori sanitari hanno deciso di vaccinarsi…
In molti l’hanno fatto perché non avevano scelta o avevano paura e l’hanno fatto nel profondo dissenso. La scienza è sperimentazione. Prima del vaccino fanno firmare un modulo di esenzione delle responsabilità e questa cosa non si è vista in nessun Paese europeo. Tant’è che il Consiglio d’Europa ha invitato fermamente gli Stati membri a non imporre il vaccino”;

Tra i suoi assistiti è stato sospeso qualcuno finora?
Nessuno. Le Asl sono prudenti, perché di fronte a obiezioni di questo tipo credo che preferiscano che il processo faccia il suo corso. Tutti i ricorsi presentati sono di analogo tenore. Vogliono far passare gli operatori sanitari che hanno deciso di andare contro l’obbligo vaccinale, per no vax, con l’obiettivo di delegittimarli. Ma c’è una vera e propria battaglia civile formata ormai da circa cinquemila persone e che man mano di sta allargando. In un Paese civile questo non dovrebbe accadere. Abbiamo una costituzione molto democratica e garantista e dovremmo applicarla”.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui