Covid Italia, aumentano i contagi: quali regioni rischiano la zona gialla

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La situazione Covid in Italia sta peggiorando velocemente con un aumento dei contagi. Diverse regioni rischiano la zona gialla: scopriamo quali.

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L’Italia teme la variante Delta (via Getty Images)

Torna la paura per una nuova ondata di contagi Covid in Italia, con il paese che potrebbe ritrovarsi in zona gialla in piena estate. I nuovi contagi stanno aumentando velocemente a causa delle diffusione della variante Delta. Si rischiano quindi restrizioni più dure, un vero e proprio colpo basso per la stagione turistica fondamentale per l’economia italiana. Per questo motivo Mario Draghi sta pensando di rendere obbligatorio il Green Pass.

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Inoltre sono sempre di più le regioni che rischiano il declassamento in zona gialla. Infatti a causa dell’aumento dell’incidenza dei casi, tra le regioni pronte ad adottare la nuova colorazione troviamo: Sardegna, Sicilia, Veneto, Lazio e Campania. Il ministro della Salute, Roberto Speranza, ha indicato anche i nuovi parametri. Infatti per le nuove restrizioni peserà di più il tasso dei ricoveri. Andiamo quindi a vedere come si sta evolvendo la situazione Covid nella penisola.

Covid Italia, cresce l’incidenza dei casi: “Tutti i positivi non sono completamente vaccinati”

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La situazione pandemica nel paese (via Getty Images)

Nella giornata di ieri il Bollettino Coronavirus in Italia ha riportato 3.121 nuovi casi, con un tasso di positività dell’1,3%. Fortunatamente però iniziano a vedersi gli effetti del vaccino, con il dato dei morti che continua a scendere. Infatti nelle ultime 24 ore sono stati solamente 13 i decessi legati alla pandemia. Al momento in terapia intensiva ci sono 162 (+9) pazienti in tutto il paese, mentre i ricoverati sono 1.113 (+23).

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Inoltre quasi tutti i casi sono stati identificati in soggetti non completamente vaccinati. Stiamo quindi parlando di chi ha ricevuto una o nessuna dose del vaccino. Gli autori del report, con una nota hanno evidenziato: “Se i vaccini non fossero efficaci nel ridurre il rischio di infezione, non si osserverebbero differenze nel numero di casi tra vaccinati e non vaccinati“. Infine diminuisce l’età media dei nuovi casi che adesso si attesta sui 28 anni.

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