Zone gialle, quali parametri incideranno sulle nuove restrizioni? La proposta di Matteo Bassetti

Secondo il direttore della Clinica Malattie Infettive del Policlinico San Martino di Genova, "con i parametri che abbiamo oggi, la zona gialla è quello a cui andiamo incontro, ma bisogna cambiarli guardando agli ospedalizzati".

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Spero che questa ripresa dei contagi non comporti nuove restrizioni e un ritorno alle zone a colori, e che al contrario, convinca la gente a vaccinarsi”. Matteo Bassetti, direttore della Clinica Malattie Infettive del Policlinico San Martino di Genova, ai microfoni di iNews24, commenta i dati italiani ed europei di oggi, 16 luglio, relativi alla diffusione della variante Delta in Italia e in Europa.

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A Barcellona torna il coprifuoco, a Malta si è registrato un focolaio tra studenti italiani, mentre in Uk continuano ad aumentare i contagi e Israele non esclude la possibilità di un lockdown a settembre, in occasione delle festività ebraiche. Insomma, la variante Delta avanza. Sono state giuste, secondo lei, le decisioni prese finora di rallentare le restrizioni?
Noi abbiamo mantenuto le mascherine nei luoghi chiusi, nei trasporti pubblici e all’aperto quando ci sono assembramenti. Non mi pare che abbiamo mai dato un “liberi tutti”. Se diciamo che Paesi che hanno altamente vaccinato come Israele e Gran Bretagna registrano un aumento dei contagi, stiamo dando un’informazione non del tutto corretta. Perché è vero che stanno aumentando i contagi, ma i dati inglesi di oggi dicono che le ospedalizzazioni e i decessi non sono per nulla aumentati nei soggetti vaccinati. Questo deve essere un messaggio ancora più forte, soprattutto nei confronti dei giovani, affinché si vaccinino, perché dimostra che la variante Delta galoppa tra i soggetti non vaccinati”;

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Quindi è d’accordo o no con un ritorno alle fasce di colore?
È evidente che i contagi riguardano soggetti che non hanno fatto la doppia dose di vaccino. Spero che questa ripresa non comporti nuove restrizioni e un ritorno alle zone a colori, e che al contrario, convinca le persone a vaccinarsi. Sono ancora troppi i non vaccinati che non si sono prenotati e non hanno intenzione di farlo. Il risultato di questa scelta si vedrà a settembre – ottobre”;

Professore, il bollettino di oggi, venerdì 16 luglio, sembra peggiorare. Nelle ultime 24 ore ci sono stati 11 decessi. I nuovi contagi invece, sono 2989 su 205.602 tamponi.
11 morti su 60 milioni di abitanti è ancora un numero basso. Ci sono intere regioni che non registrano decessi da giorni. Guardiamo i numeri in maniera oggettiva e pacata. Sono d’accordo se diciamo che ci si debba vaccinare perché registriamo un aumento dei contagi, ma non lo sono se pensiamo di portare l’Italia in zona gialla”;

Covid Bassetti
Matteo Bassetti (da Facebook)

Ma i parametri con cui si decidono le restrizioni sono stabiliti…
Con i parametri che abbiamo oggi, la zona gialla è quello a cui andiamo incontro, ma bisogna cambiarli guardando agli ospedalizzati, non più ai tamponi positivi che hanno un semplice raffreddore. Se c’è una regione che di colpo passa da 10 a 100 malati in terapia intensiva, è chiaro che bisogna intervenire”;

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Come fare a convincere chi non vuole, a fare il vaccino?
Se arriveremo ad avere, ad ottobre, un terzo della popolazione italiana che non sarà vaccinata, sarà un grande problema. Queste persone vanno incentivate. Dopo aver passato tre mesi a convincerle, è ovvio che bisogna trovare strumenti di convincimento forzato”;

Quali sono questi strumenti?
Il green pass è certamente utile. Decidere che senza vaccino non è possibile prendere un treno, un aereo, andare al ristorante, a teatro o al cinema, recupererebbe almeno un 30% di cittadini ancora restii. Basti guardare cosa è successo in Francia”;

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È d’accordo con l’obbligo vaccinale?
Sono d’accordo a istituire l’obbligo vaccinale, ma solo per alcune categorie. Stiamo discutendo da ormai otto mesi. Bisogna agire come hanno fatto i francesi. Se si decide di rendere le scuole un luogo sicuro per gli insegnanti e gli studenti ad esempio, allora dobbiamo rendere obbligatorio il vaccino. Credo che dovremmo avere lo stesso atteggiamento duro che abbiamo avuto sulle chiusure, anche sui vaccini”;

Oltre che i lavoratori scolastici, quali sono le categorie per le quali, secondo lei, dovrebbe essere istituito l’obbligo vaccinale?
Gli operatori sanitari e gli operatori di pubblica sicurezza. Ma questa è una decisione che dovrebbe prendere la politica”;

Cosa intende dire?
La politica non può delegare il Comitato tecnico-scientifico. Deve decidere se vuole o meno una scuola sicura e assumersi le proprie responsabilità. Sarebbe inaccettabile se a settembre ci trovassimo di nuovo, come l’anno scorso, a discutere della dad o delle mascherine a scuola”.

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