Green pass, quali danni potrebbe causare a economia e libertà personali? La denuncia del senatore Zaffini (Fdi)

Il senatore di Fdi e capogruppo in Commissione Sanità, Franco Zaffini, spiega la sua contrarietà alla proposta di utilizzo del Green Pass sul modello francese: “Comprime le libertà personali , vuole introdurre un obbligo vaccinale inattuabile e produce un enorme danno economico”. Duro il giudizio sull’operato del ministro Speranza- “Si è dimostrato del tutto incapace a gestire l’emergenza covid-19”- mentre per gli oltre 2,5 milioni di over 60 ancora non vaccinati, l’esponente di Fdi propone: “Andiamo a cercarli, parliamo con i loro medici, ma nessuno può essere costretto a vaccinarsi”

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Francesco Zaffini (Da Facebook)

Sembra che il governo stia valutando la possibilità di utilizzare il Green pass anche per frequentare luoghi pubblici come bar, ristoranti, cinema e teatri. Una proposta che vi ha visto contrari fin da subito, per quale motivo?

“Per FDI prendere le distanze da una proposta del genere è un fatto d’obbligo. Dopodiché, se questi pazzi ci porteranno ad una nuova emergenza sanitaria, nonostante i quasi 60 milioni di vaccini somministrati, è evidente che purtroppo, nostro malgrado, allora si dovrà per forza ragionare su questi rimedi estremi. La questione però è che, non oggi, ma già da ieri si sarebbero dovute attuare tutte le precauzioni necessarie dal punto di vista sanitario, come d’altronde stiamo continuando a ripetere invano dall’inizio della pandemia. I gravi errori e le mancanze sul versante del contenimento del virus, oltre al dramma sanitario, hanno prodotto come diretta conseguenza anche un danno economico, e questa è esattamente la stessa tecnica che oggi rischiamo di riprodurre con il Green Pass”

Ma non può essere un modo per limitare il rischio di contagio?

“Al di là che agisce in costrizione di libertà individuali insopprimibili e pretende di introdurre un obbligo vaccinale inattuabile, dal momento che la nostra Costituzione lo vieta espressamente, ma il punto è che anche qui creerebbe un danno di natura economica, perché oltre ad essere una misura profondamente ingiusta e odiosa, continuerebbe a comprimere le liberta individuali, e quindi a limitare il libero svolgimento delle nostre esauste attività economiche. Questa non è altro che follia politica, siamo di fronte ad una banda di pazzi che andrebbe perseguita, non solo politicamente. Da una parte continuano ad essere latitanti sul versante delle misure sanitarie, dall’altra ci mettono davanti ad una situazione di emergenza per cui, l’unica soluzione che propongono è quella di fare come in Francia. Ma è possibile che dobbiamo scegliere sempre i peggiori esempi in giro per il mondo?”     

Il Green pass e la campagna vaccinale

Vaccinazione Italia
Vaccini covid-19 (Foto: Getty)

In Italia però mancano ancora 2,5 milioni di over 60 da vaccinare, questo non è un problema per il raggiungimento dell’immunità di gregge?

“Andiamo a cercarli, andiamo a trovarli a casa, parliamo con i loro medici di  base, che sono il perno del sistema sanitario nazionale. Dobbiamo capire quali sono i motivi per cui non si sono ancora vaccinati, anche perché banalmente possono esserci delle cause meccaniche, o semplici inabilità o impossibilita ad essere accompagnati. Comunque, anche qualora ci siano problemi legati alla poca convinzione o ad una mancanza di volontà, il medico deve parlarci, provare a  convincerli, ma poi alla fine resta la liberta dell’individuo che va tutelata. Non siamo in una società orwelliana e non si può obbligare nessuno a vaccinarsi, nemmeno attraverso questi sotterfugi”

E per le discoteche, una categoria alla quale siete sempre stati vicini in questi mesi, non sarebbe un modo efficace per poter finalmente riaprire in sicurezza?

“Certo che lo sarebbe, però anche qui siamo sempre nell’ambito dei ricatti. Ci sarebbero altre mille cose utili da fare per poter permettere ai ragazzi di andare in discoteca, per esempio fare un numero di tamponi adeguato. Oggi ne facciamo appena 150mila al giorno, perché non farne 500-600mila in modo da poter finalmente individuare anche gli asintomatici, fare un sequenziamento e riconoscere le varianti? Possibile che dopo un anno e mezzo ancora non abbiamo capito quali sono le priorità nella lotta al virus?”  

Le accuse al ministro Speranza

Vaccini Speranza
Roberto Speranza (via Screenshot)

Quindi secondo lei è la strategia ad essere sbagliata?

“Parliamoci chiaro, il tema centrale è sempre il ministro Speranza, che si è dimostrato del  tutto incapace a gestire l’emergenza covid-19, e con lui  tutto l’apparato che gli gira intorno. Ministero della Salute, Iss, Css, Agenas, la Commissione Salute della Conferenza Stato-regioni, parliamo di persone che andrebbero allontanate per manifesta incapacità. Tutti questi errori erano comprensibili dopo i primi 30-60 giorni dall’inizio della  pandemia, quando non eravamo preparati, ma oggi continuare su questa strada è davvero inaccettabile”

Sembra invece che altri nel centrodestra ci stiano pensando, in particolare alcuni esponenti di Fi, Brunetta in primis, ma anche Toti e altri governatori di regione.

“Questa è esattamente la conseguenza del ragionamento che ho spiegato finora. Se si arriva in una situazione di emergenza, è ovvio che, anche chi non è di sinistra, è costretto a valutare queste soluzioni estreme; la questione però sta nel riuscire ad evitare di ritrovarci per l’ennesima volta sull’orlo di un emergenza sanitaria. Il problema di questo Green Pass è che è un po’ come voler chiudere la porta dopo che sono già usciti i buoi, senza considerare il danno economico che questa scelta produrrebbe”

Lo scontro al Senato sul ddl Zan

Crisi Governo
Senato della Repubblica (Getty Images)

Cambiando argomento, ieri si è chiuso  il secondo giorno di discussione in Aula sul ddl Zan. Come prevedibile non sono mancate le polemiche legate principalmente al tentativo di modifica di alcune parti del provvedimento. Anche voi auspicate una mediazione sul testo, o siete per l’affossamento della legge?

“Se la legge cambia, eliminando tutte le parti che non hanno nessuna attinenza con la tutela dei diritti, allora non avremmo alcuna difficoltà. A sinistra dicono che vanno tutelate le diversità, ecco perché in Aula mi sono permesso di fargli notare che la prima differenza da tutelare è quella del pensiero e della libera espressione. Non è possibile rischiare di essere arrestati solo perché, magari in una trasmissione televisiva, qualcuno ha detto pubblicamente che un bambino ha bisogno di un padre e una madre, e rischiare  per questo fino a quattro anni di reclusione. Se questa robaccia viene tolta dal testo, noi siamo anche disponibili a votarlo, perché è ovvio che non vogliamo che nessuno venga mai discriminato o possa subire violenze per le proprie scelte di vita e orientamento sessuale, ci mancherebbe, ma nel ddl Zan questo tema è minimale, quasi assente”

Il Pd però non sembra intenzionato a cedere, anzi, sembra essere disposto anche ad arrivare ad una possibile, quanto rischiosa, conta finale.

“Il punto è che qui c’è dietro tutta la necessita di una sinistra che ha ormai esaurito ogni spinta culturale, politica e ideologica. Hanno sbrindellato e massacrato i loro ideali in nome di un tatticismo utile solo al mantenimento del potere, tant’è che oggi governano insieme alla Lega. Non hanno più argomenti e li devono costruire come surrogati di posizioni ideologiche intorno all’antifascismo, all’intolleranza nei confronti del diverso, all’immigrazione e allo ius soli, ma non si rendono nemmeno più conto di sembrare dei marziani agli occhi degli italiani. Ma le pare che un cittadino costretto a chiudere la sua impresa a causa della pandemia e della crisi economica, deve sopportare che il Senato della Repubblica sia bloccato da tre settimane su questa sul ddl Zan?”

Secondo lei, alla fine, un accordo si troverà?

“Ai miei amici di FI e della Lega che stanno disperatamente cercando un accordo, ho detto che sono degli illusi. Farebbero prima ad andare ad un consultorio familiare, dove sono abituati a mediare le liti tra marito e moglie. Chissà, forse lì possono riuscire a trovarlo un punto di accordo con il Pd”

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