Come Pd e M5s stanno cercando di boicottare il Ddl Zan, l’ipotesi del capogruppo della Lega Romeo

Il capogruppo al Senato della Lega, Massimiliano Romeo, accusa il Pd, M5s e Leu di non accettare mediazioni sul ddl contro l’omotransfobia: “Hanno alzato un muro che alla fine rischierà di affossare la legge”. Sulla proposta di ricalcare il modello francese sull’obbligatorietà del Green Pass anche per bar e ristoranti, il senatore del Carroccio spiega la sua contrarietà: “Limita la libertà personale e rischia di frenare la crescita economica del Paese”

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Massimiliano Romeo (screenshot da Facebook)

Oggi la seduta in Aula a Palazzo Madama sul ddl Zan è stata sospesa dopo la bocciatura della questione sospensiva, che non è passata per un solo voto. Alla luce di quanto accaduto, qual è lo stato dei lavori in aula sul provvedimento contro l’omotransfobia?

“La situazione è molto semplice, nonostante i nostri appelli al confronto e al dialogo, i tentativi di trovare un giusto compromesso e di togliere dalla legge quelle che sono delle possibili derive illiberali, dall’altra parte purtroppo Pd, M5s e Leu hanno alzato un muro. Per loro è ‘o Zan o niente’, e a questo punto, inevitabilmente, si andrà alla presentazione degli emendamenti e a un muro contro muro che rischierà di affossare la legge stessa, come d’altronde già il voto di oggi ha lasciato presagire”

Nemmeno l’appello di Salvini ad «approvare in un mese una norma di civiltà», togliendo «ciò che divide» ha fatto cambiare idea al Partito democratico e ai 5 Stelle.

“Sembra quasi che la loro intenzione sia quella di andare alla conta, ecco perché, se alla fine il provvedimento verrà affossato, sarà solo una loro responsabilità quella di non aver dato al Paese una legge di civiltà. Se la loro formula, quella del Pd e del M5s, è ‘o Zan o morte’, come d’altronde qualche mese fa era ‘o Conte o morte’, forse farebbero bene a ricordarsi di come è andata a finire l’altra volta”

Lo scontro in aula sul ddl Zan

covid salvini
Matteo Salvini (Getty Images)

Secondo lei quindi Pd e M5s stanno cercando di fare un’operazione politico-ideologica su questo provvedimento?

“Noi fin dall’inizio ci siamo sempre mossi comprendendo bene lo spirito di questo governo, ovvero quello di accantonare i temi divisivi e cercare di ragionare sulle emergenze del Paese, sfruttando finalmente questa occasione storica di un governo di unità nazionale proprio per cercare di risolvere i problemi degli italiani. Pd e 5stelle invece, anziché essere proiettati a risolvere la crisi di questo Paese, sembrano pensare solo alle prossime elezioni politiche e sperano così di ricompattarsi su tematiche ideologiche. Basterebbe davvero un poco di buonsenso e la volontà di riprendere in mano l’arte politica del compromesso, e invece purtroppo, dall’altra parte, nonostante tutti i dubbi e le perplessità, c’è questa ideologia totale che mette addirittura a rischio la legge stessa. A questo punto, viene quasi da chiedersi se non siano loro a volerla affossare definitivamente, sennò non si spiega”

Calderoli ha detto che questa volta non presenterà migliaia di emendamenti, ma userà “il mitra di precisione”. Secondo lei c’è ancora spazio per una mediazione sul provvedimento?

“La logica del nostro gruppo sarà quella di presentare un numero congruo di emendamenti che siano il più possibile nel merito, proprio perché vogliamo discutere del provvedimento e non vogliamo farne una logica ostruzionista. Noi lo spazio per una mediazione lo lasceremo fino all’ultimo; è chiaro però che quando si voteranno gli emendamenti, se dovessero andare sotto, allora dovranno prendersi le loro responsabilità. Vogliono la conta e alzano muri, proprio loro che dicono sempre che i muri vorrebbero abbatterli…”

Il Green Pass obbligatorio e il rischio assembramenti

Zona bianca ristoranti
Nuove restrizioni per i locali in Italia (Getty Images)

C’è un’altra notizia che sta facendo discutere, quella relativa al Green Pass, in particolare dopo che il presidente francese, Emmanel Macron, ha annunciato l’estensione del certificato verde anche per chi vuole entrare in luoghi che accolgono più di 50 persone, mentre da agosto verrà utilizzato per accedere a bar e ristoranti. Voi che ne pensate?

“Su questa questione noi non siamo assolutamente favorevoli all’obbligo, d’altronde anche Salvini ha sempre ribadito l’importanza di garantire le libertà costituzionali, e questa proposta oltre ad essere un elemento lesivo delle liberta personali, rischia anche di frenare la crescita e l’economia del nostro Paese. Magari si può immaginare una maggiore attenzione per alcuni grandi eventi, in  luoghi dove c’è il rischio effettivo di una concentrazione notevole di persone, penso ad esempio ai grandi concerti. Quando però si comincia a parlare di bar, ristoranti, o addirittura della scuola, sinceramente noi non abbiamo intenzione di percorrere questa strada e faremo valere tutte le nostre ragioni all’interno del governo

A proposito di grandi eventi, ci sono state delle polemiche anche a seguito dei festeggiamenti della nazionale di calcio  per la vittoria dell’Europeo, con il tragitto del pullman degli azzurri circondato dalla folla. Secondo lei, in quel caso,  si poteva forse gestire meglio la situazione?

“È chiaro che bisognerebbe sempre mantenere il distanziamento e cercare comunque di avere un atteggiamento il più prudente possibile; è anche vero che di fronte ad una vittoria importante come quella del campionato europeo, pensare di poter evitare o controllare queste manifestazioni di gioia e felicità era obiettivamente impossibile. Anche dopo i festeggiamenti per lo scudetto dell’Inter, ricordo moltissime critiche e si temeva un boom di contagi che poi però, fortunatamente, non si è realizzato. Ripeto la prudenza e la responsabilità devono sempre guidare le nostre azioni, ma fermare la gente per strada ed impedirgli di festeggiare la squadra non era praticabile

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