Raffaella Carrà, l’agente è senza freni: “Sento tante falsità in questi giorni”

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L’agente di Raffaella Carrà ha ricordato i 37 anni di amicizia con il caschetto più famoso della televisione italiana. E non ha esitato a fare nomi, indicando i commenti sentiti in questi giorni e che a Raffa non sarebbero piaciuti.

L'agente di Raffaella Carrà, Angelo Perrone, in una foto d'epoca (fonte: Instagram).
L’agente di Raffaella Carrà, Angelo Perrone, in una foto d’epoca (fonte: Instagram).

Angelo Perrone e Raffaella Carrà si conobbero nel lontano 1984. Lui, che allora lavorava come giornalista in ambito musicale, le fece un’intervista. Da allora, i due divennero grandi amici, oltre che una squadra di lavoro perfetta. Perrone, infatti, è diventato con il tempo anche l’agente e l’addetto stampa della Carrà.

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Perrone si è lasciato andare ad un lungo sfogo con l’agenzia LaPresse, in cui ha raccontato cosa avrebbe detto Raffaella in questi giorni, se fosse ancora qui con noi. Inanzitutto, la cerimonia funebre voluta da Sergio Iapino, che è durata tre giorni, è stata un atto dovuto. Lui però chiede a gran voce che venga dedicata alla Carrà una serata su Rai 1.

Raffaella Carrà, ecco chi erano i suoi veri amici

Festival di Sanremo, Raffaella Carrà si esibisce sul palco. Anno 2014 (foto di Daniele Venturelli/Getty Images).
Festival di Sanremo, Raffaella Carrà si esibisce sul palco. Anno 2014 (foto di Daniele Venturelli/Getty Images).

Secondo Perrone, uno dei più grandi crucci di Raffaella è proprio non aver mai ricevuto un’onoreficenza in Italia: “Lei si dispiaceva, ma rimaneva in silenzio“. Sicuramente, la Carrà sarebbe indispettita da tutte le persone che, subito dopo la morte, hanno rivendicato di conoscerla, anche se in alcuni casi non c’era nulla di vero.

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L’agente spiega che i veri amici di Raffaella Carrà sono proprio quelli che in questi giorni sono rimasti in silenzio, come Antonello Venditti e Renato Zero. Perrone ha anche apprezzato il silenzio di Loretta Goggi e Mina, senza specificare se queste persone fossero a conoscenza della malattia di cui da tempo soffriva Raffaella.

Angelo Perrone spiega che altri commenti, come quello di Magalli, gli sono sembrati poco opportuni. Non sarebbe dunque vero che lui ha accettato di lavorare con la Carrà in un momento di affanno della sua carriera. E non le aveva fatto piacere quando Pippo Baudo le aveva inviato i dieci comandamenti per il Festival di Sanremo.

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