Prof No Vax, cosa rischiamo a settembre col ritorno a scuola e la diffusione di varianti Covid? Il monito di Pregliasco a iNews24

Il virologo e docente dell'Università di Milano: "Credo che l'obbligo vaccinale sia una decisione estrema, seppur brutta, per garantire la sanità pubblica complessiva della comunità".

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Dopo i sanitari, i lavoratori scolastici sono quelli più interessati alle vaccinazioni. Hanno la responsabilità di mantenere la continuità scolastica e sono anche a rischio, perché a contatto con i giovani”. Fabrizio Pregliasco, virologo e docente dell’Università di Milano, ai microfoni di iNews24 interviene sulla polemica dei lavoratori delle scuole che per ora hanno deciso di non sottoporsi alla vaccinazione.

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Il generale Francesco Paolo Figliuolo è tornato sulla questione dei circa 215mila lavoratori della scuola che non sono ancora vaccinati e che, in vista del ritorno in classe, rappresenterebbero un problema.
I lavoratori scolastici sono un target importante, perché hanno la responsabilità di mantenere la continuità scolastica e sono anche a rischio perché operano tra i bambini e i giovani potenzialmente positivi e asintomatici. Con la variante Delta poi, sono ancora di più in prima linea. Quindi, dopo i sanitari, sono quelli per i quali la vaccinazione è un elemento importantissimo”;

Sempre Figliuolo ha detto che “bisogna cercare di fare di più” e che si rivolgerà alle Regioni affinché sensibilizzino maggiormente i lavoratori scolastici. Cosa potrebbero fare le Regioni?
Si tratta di fare una campagna vaccinale 2.0 arrivando, come ha detto anche l’assessore Moratti, nelle case non solo dei lavoratori delle scuole, ma in generale anche dei sessantenni che non hanno tanta voglia di vaccinarsi. Sarà dura perché finora abbiamo vaccinato chi voleva farlo, ma adesso, come negli Usa, siamo arrivati a un punto fermo. Avanzare di percentuale è un lavoro impegnativo di convincimento e sensibilizzazione. Bisogna ribadire la sicurezza dei vaccini a chi è in dubbio”;

Fabrizio Pregliasco - Foto Twitter
Fabrizio Pregliasco – Foto Twitter

I vaccini, secondo lei, possono ancora essere considerati “sperimentali”?
Assolutamente no, anzi. Sono state utilizzate miliardi di dosi. Molti farmaci raggiungono miliardi di dosi in vent’anni”;

L’obbligo vaccinale potrebbe essere, secondo lei, una strada necessaria per raggiungere l’immunizzazione di massa?
A mio avviso è stata una sofferenza e una sconfitta per gli operatori sanitari, una grande delusione. Credo che l’obbligo vaccinale sia una decisione estrema, seppur brutta, per garantire la sanità pubblica complessiva della comunità”;

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In occasione degli Europei a Wembley, molti italiani partiranno per guardare la finale Italia – Inghilterra. Il governo Uk ritiene di poter gestire al meglio la situazione. Lei è d’accordo?
Sono contatti che si potrebbero evitare. In senso lato, questi Europei facilitano la diffusione del virus. Non solo a Wembley, ma anche in Italia durante gli assembramenti”;

L’immunologa Antonella Viola, in un post su Facebook, si è detta d’accordo con la decisione di Boris Johnson di abbandonare le restrizioni e di gestire il Sars-CoV-2 “come il virus dell’influenza”. Dice che è necessario ma prima bisogna vaccinare tutti. È d’accordo?
Sono dell’idea che sia giusto riaprire, ma in progressione. Dobbiamo limitare i contatti umani alle esigenze realmente importanti, come ad esempio il lavoro. Se si verificasse una crescita eccessiva dei casi sarebbe un problema per il sistema sanitario nazionale, non solo in Italia, ma anche in Uk. Credo che non si verificherà la stessa situazione delle precedenti ondate, ma dobbiamo tenere sotto osservazione la tenuta dell’efficacia dei vaccini, che sembrano funzionare anche sulle varianti, almeno per i casi di malattia grave. I non vaccinati però, rischiano”;

Se dovesse invece arrivare una variante che non risponda ai vaccini?
Spero che sia solo un colpo di coda. Ma tutto dipende da quanto ci si vorrà vaccinare”;

Molti cittadini italiani stanno spostando la data del vaccino per poter andare in vacanza…
È molto male, perché è necessaria la seconda dose per partire e garantire la sicurezza della copertura. Con una singola dose non è detto che si evitino i casi gravi. Devono vaccinarsi e non spostare la data, perché è molto importante non sottovalutare il problema”.

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