Denise Pipitone, colpo di scena: nuovo interrogatorio in Procura

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Denise Pipitone, colpo di scena nelle ultime ore: nuovo interrogatorio in Procura anche se solo come persona informata sui fatti

Lontano da telecamere e trasmissioni tv, la Procura di Marsala continua ad indagare sulla scomparsa di Denise Pipitone analizzando tutti i nuovi elementi. In realtà molti portano a piste vecchie o almeno a personaggi che già in passato sono stati coinvolti, almeno come testimoni.

(Screenshot Rai)

Il caso più recente, confermato anche nelle ultime ore a ‘Chi l’ha visto?’, è quello di  Gaspare Ghaleb, ex fidanzato all’epoca dei fatti con Jessica Pulizzi, la sorellastra di Denise. Ieri Ghaleb è stato di nuovo convocato in procura per un interrogatorio, durato alcune ore, come persona informata sui fatti.

Con lui, come ha spiegato la trasmissione condotta da Federica Sciarelli, c’era anche il suo legale. Una misura collegata alla precedente condanna, poi passata in prescrizione, per false testimonianze al pm.

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Denise Pipitone, colpo di scena: ecco i motivi della convocazione in Procura

Ma perché Gaspare Ghaleb è stato convocato di nuovo in Procura? Il motivo sembra associato alla lettera anonima inviata qualche settimana fa al legale di Piera Maggio. Giacomo Frazzitta, e alla redazione di “Chi l’ha visto?”. L’anonimo parlava parla di un’auto a tutta velocità per le strade di Mazara del Vallo quel 1° settembre 2004, il giorno della scomparsa di Denise.

Denise Pipitone (foto © Rai).
Denise Pipitone (foto © Rai).

In macchina con lei ci sarebbero state tre persone e una di queste sarebbe stato Ghaleb: “Guardo dal visore dello specchietto – è scritto nella lettera – e vedo e sento una bambina gridare. Aiuto mamma, aiuto, aiuto!”. E ancora, “a lato guida c’era il tunisino, il ragazzo di Jessica Pulizzi”. Poi una donna, che avrebbe trattenuto la bambina mettendole una mano sulla bocca per non farla urlare.

I nomi delle altre due persone citati sono stati coperto in trasmissione, ma la Procura li conosce bene. Ghaleb, oggi 35enne, è rimasto dentro quasi sei ore e per lui è stato come ritornare al passato. Già all’epoca gli inquirenti avevano più volte sottolineato le contraddizioni nei suoi racconti e nelle tempistiche che aveva citato. Ora comunque, per quello che sembra trapelare dalla Procura, non risulta indagato.

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