Ddl Zan, ci sono davvero franchi tiratori nel Pd che non lo voteranno? L’opinione di Emanuele Fiano

Il deputato del Partito Democratico, Emanuele Fiano, espone le sue perplessità circa il ripensamento di Italia Viva, che ha proposto una mediazione sul ddl Zan: “Questioni di principio che prima erano irrinunciabili e su cui ora invece vengono proposte modifiche”. Sulla possibilità paventata da Italia Viva che, in caso di una conta al Senato, la legge venga affossata dai franchi tiratori, l'esponente Dem. non ha dubbi: “Se per ogni legge paventassimo il rischio di un affossamento, allora faremmo prima a non legiferare più”

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Emanuele Fiano (Getty Images)

Alla fine la discussione sul ddl Zan al Senato comincerà martedì 13 luglio. Il testo è quello approvato a novembre dalla Camera dei Deputati, lo stesso su cui Forza Italia, Lega, e negli ultimi giorni anche Italia Viva, hanno cercato di proporre delle modifiche. Ve l‘aspettavate?

“Quelle del centrodestra erano proposte annunciate, così come quelle di Italia Viva, che da giorni ormai aveva palesato la volontà di non votare il testo cosi come proveniente dalla Camera”

Un testo che però anche Italia Viva aveva precedentemente votato a Montecitorio

“Sì, ma questo non deve ricordarlo a me, lo dica a loro piuttosto (ride- ndr). Per quanto riguarda Italia Viva, certamente sì, l’avevano votato, ma anche il centrodestra…”

In che senso?

“Per esempio, l’articolo che riguarda la liberta di opinione, se non idonea a provocare discriminazione o atti  di violenza…  quello è un articolo che fa parte di una proposta del centrodestra e votato all’unanimità dai grandi gruppi alla Camera. In pratica, vengono proposte delle modifiche a dei concetti che, non solo sono stati votati, ma addirittura richiesti alla Camera sia dal centrodestra che da Italia Viva, concetti che allora vennero definiti come irrinunciabili per la difesa delle opinioni”  

Lo scontro con Italia Viva sul ddl Zan

Crisi Governo Renzi
Matteo Renzi (Getty Images)

Eppure il capogruppo al Senato di Iv,  Davide Faraone, proprio sul rischio di una mancata mediazione sul testo del ddl, ha chiesto al Pd di “tornare in sé”. Vuole rispondere?

“No guardi, io non rispondo alle espressioni verbali, ma nel merito. Ho un’intervista di Ivan Scalfarotto alla Stampa del 26 giugno scorso, nella quale sosteneva- e lo condivido- che il riferimento all’identità di genere è irrinunciabile, e che la giornata contro l’omotransfobia  non può contrastare con l’autonomia scolastica. Ecco, questa era l’opinione non solo difesa, ma anche promossa da Italia Viva alla Camera. Quindi è evidente che ci siano delle questioni di principio che prima si dicevano irrinunciabili e su cui ora vengono invece proposte delle modifiche

Dicono che i voti potrebbero non esserci…

“Intanto ognuno inizi a prendersi le proprie responsabilità. I voti che sostennero a suo tempo la maggioranza giallorossa ci sono ancora al Senato, sempre se IV deciderà di votare questo testo. Ho letto l’intervista di Renzi in cui dice che sono pronti a votare il testo cosi com’è, quindi immagino che ritireranno anche gli emendamenti. Bisogna separare le due questioni, quella del merito e quella dell’atteggiamento parlamentare. Nel primo caso, io non faccio altro che riferire le opinioni espresse alla Camera dalla ministra Bonetti e dai colleghi, Ivan Scalfarotto e Lucia Annibali. Non credo che abbiano cambiato idea nel merito, semplicemente sostengono che sia meglio portare a casa un risultato, anche rinunciando ad alcune cose a cui credevano, piuttosto che niente. È lecito, ed è un possibile atteggiamento di prassi parlamentare, ma la domanda è: perché non dovremmo avere i voti al Senato?

Ddl Zan, i numeri al Senato e l’incognita dei franchi tiratori

Cura Italia
Senato della Repubblica (Getty Images)

Appunto, secondo lei questi numeri ci sono davvero?

“Le persone che anche oggi venivano indicate sui giornali come possibili dissenzienti tra le fila del Pd, hanno formalmente dichiarato che sono notizie false; quindi il Partito democratico ribadisce che i suoi voti ci sono. Certo io non sono in grado di garantire per gli altri gruppi parlamentari, soprattutto con lo scrutinio segreto che sicuramente il centrodestra chiederà, ma se Italia Viva garantisce tutti i suoi voti, cosi come Leu e il M5s, allora i numeri ci saranno

Eppure Italia Viva dice che nel caso in cui si dovesse arrivare ad una conta al Senato, i voti mancanti sarebbero proprio i vostri e quelli del M5s…

“E chi gliela da questa certificazione? Chi sarebbero questi franchi tiratori? Io sinceramente non ho letto alcuna dichiarazione formale di dissenso da parte di esponenti di Leu, Pd e 5 stelle. E poi, se di ogni legge che si approva, passibile di voto segreto, noi paventassimo il rischio di un affossamento, allora faremmo prima a non fare più leggi”

C’è anche chi parla di un rischio di incostituzionalità riferito all’identità di genere…

“Non affronto il tema, ma c’è un documento che ho pubblicato e che è stato firmato il 28 giugno in occasione della giornata internazionale del Gay Pride, da ben 16 Capi di Stato europei, tra cui Marcon, Merkel, Sanchez e Draghi. Questo documento riporta la difesa dell’identità di genere, usando proprio queste parole: “gender identity”, quindi sul fatto che sia incostituzionale avrei qualche dubbio, così come li ho su chi celebra l’incostituzionalità di una legge prima ancora di una sentenza della Corte costituzionale”

Secondo lei, c’è davvero il rischio che il Pd si trovi nella posizione di dover decidere se votare un ddl Zan mutilato o affossarlo definitivamente?

“Vediamo cosa accadrà. Noi facciamo una battaglia di principio, e in Italia ci sono stati tanti casi in cui nelle aule parlamentari si sono portati avanti dei principi, pur sapendo che non sarebbe stato facile farli passare. Ma se nemmeno proviamo a farle queste battaglie, allora è un po’ complicato…”

 

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