Omicidio Chiara Gualzetti: cosa c’è nelle chat tra lei e il suo assassino

Chiara forse non si sarebbe mai aspettata che, uscendo con l'amico, sarebbe andata incontro alla morte.

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Dalle chat tra Chiara Gualzetti e il suo amico non sarebbe emerso che volesse suicidarsi, né tantomeno che lui le avesse fatto intendere di voler ucciderla. Chiara quindi, forse non si sarebbe mai aspettata che, uscendo con l’amico, sarebbe andata incontro alla morte. Le indagini sulla quindicenne ritrovata cadavere a Monteveglio, nel Bolognese, vanno avanti e si starebbero concentrando in particolare sul movente dell’omicidio.

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Il giovane non dà motivazioni chiare sul movente dell’omicidio di Chiara Gualzetti

Il suo coetaneo ha confessato ai carabinieri di averla uccisa, dando però, motivazioni ancora in fase di accertamento. In sede di interrogatorio infatti, il giovane avrebbe raccontato ai militari dell’Arma di sentire “voci demoniache che lo indurrebbero a commettere gesti bruttissimi”, ma anche di essere infastidito da presunte avance di Chiara nei suoi confronti. Inoltre avrebbe anche spiegato che la ragazza avrebbe espresso il desiderio di uccidersi, quindi lui l’avrebbe uccisa per aiutarla.

Perché le spiegazioni del giovane risulterebbero inverosimili

Questa ipotesi però, secondo gli investigatori sarebbe inverosimile. Nelle chat sui social, che il ragazzo ha cancellato – ma che sono state recuperate dal padre di Chiara e consegnate ai carabinieri – lei non avrebbe mai parlato seriamente della volontà di suicidarsi, e che invece cercasse l’attenzione del giovane.

Chiara Gualzetti - Foto Instagram
Chiara Gualzetti – Foto Instagram

Le telecamere di videosorveglianza riprenderebbero i due andare via da casa di Chiara

Prima della morte di Chiara, i due avevano un rapporto di conoscenza e amicizia, e lei forse aveva un debole nei confronti del ragazzo, ma non era corrisposta. Lo smartphone della vittima è stato ritrovato dai carabinieri in un fiume vicino casa di lui.
I carabinieri, che eseguono le indagini coordinati dalla Procura dei Minori di Bologna, fin dalla scomparsa della giovane, si sono concentrati sull’amico, perché stando ai filmati delle telecamere di videosorveglianza installate nelle vicinanze di casa della vittima, sarebbe stato lui l’ultimo ad incontrarla.

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La scomparsa di Chiara è stata denunciata domenica pomeriggio, 27 giugno. Immediatamente i carabinieri hanno avviato ricerche e accertamenti sulla cerchia relazionale della giovane e in particolare sul suo amico, non solo perché era l’ultimo ad averla vista, ma anche perché, quando gli hanno chiesto di leggere le conversazioni, lui avrebbe risposto di averle accidentalmente eliminate.
Quando Chiara è stata ritrovata morta lunedì 28 luglio in una zona boschiva a poche centinaia di metri da casa, i carabinieri hanno seguito da subito la tesi dell’omicidio. Il suo corpo infatti, mostrava segni al collo riconducibili ad un’arma da taglio. Dopo una breve ricerca, i militari dell’Arma hanno rintracciato il ragazzo a Bologna e portato in caserma. Durante una perquisizione a casa, i carabinieri hanno ritrovato i vestiti sporchi di sangue e l’arma del delitto: un coltello da cucina che era stato ripulito.

L’interrogatorio del giovane

Durante l’interrogatorio, un primo momento il giovane avrebbe cercato di sviare i sospetti, raccontando agli investigatori che Chiara dovesse incontrarsi con qualcuno conosciuto online. Ma nel frattempo Vincenzo Gualzetti, padre della vittima, aveva letto e consegnato le conversazioni tra la figlia e il giovane. Così, messo alle strette dai fatti, avrebbe confessato e spiegato ai militari dell’Arma dove recuperare il telefono della vittima di cui si era sbarazzato.

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Da valutare lo stato di salute mentale del ragazzo, che avrebbe agito spinto da “presenze demoniache” dentro di sé

Il giovane è finito in manette con l’accusa di omicidio aggravato dalla premeditazione e dal fatto che la vittima avesse meno di diciotto anni. Secondo gli inquirenti, avrebbe pianificato l’omicidio, dando appuntamento alla giovane con l’intenzione di ucciderla.
Nelle prossime ore verrà predisposta l’autopsia al corpo di Chiara, mentre resta da valutare lo stato di salute mentale del ragazzo, proprio per le dichiarazioni rese agli investigatori. Come detto infatti, pur avendo ricostruito in modo lucido l’omicidio, non sarebbe stato chiaro sul movente, dando più di una spiegazione. Tra queste, quella di aver agito a causa di “presenze demoniache” dentro di sé, che l’avrebbero indotto ad uccidere.

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