Ddl Zan, Varchi (FDI) a iNews24: “Draghi dice che l’Italia è uno Stato laico? È un modo per lavarsene le mani”

La deputata di Fratelli d’Italia, Carolina Varchi, accoglie con soddisfazione l’iniziativa della Santa Sede per la modifica della legge sull’omotransfobia: “Si tratta di un atto diplomatico e come tale va affrontato. Non è una semplice presa di posizione”. L’esponente di FDI ribadisce l’impegno nel voler contrastare le discriminazioni, ma sul ddl Zan non ha dubbi: “Solo un partito fuori dal mondo come il Pd può considerare prioritario un provvedimento del genere”

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Carolina Varchi, foto da Facebook

 

L’iniziativa del Vaticano, che ha attivato i propri canali diplomatici per chiedere formalmente al governo  di modificare il ddl Zan, rischia di dare il colpo di grazia ad un disegno di legge che è stato già duramente contestato, soprattutto dalle parti del centrodestra

“Fratelli d’Italia ha sempre manifestato in modo chiaro e inequivocabile la propria opposizione al disegno di legge del collega Zan. Lo abbiamo fatto prima nel corso dei lavori in commissione, e poi in Aula, perché riteniamo che l’introduzione di un reato di opinione, o come lo definisco io, di  una sorta di psico-reato, sia una deriva molto pericolosa, da evitare a tutti i costi”

Per la Santa Sede il ddl limiterebbe la libertà di espressione dei cattolici, mentre l’altro rilievo riguarda le iniziative scolastiche previste dal ddl per la giornata contro l’omotransfobia. Condivide queste preoccupazioni?

“Assolutamente sì. Siamo contrari a qualsiasi forma di discriminazione, ma siamo anche convinti che il compendio del nostro Codice Penale preveda già sanzioni adeguate per  punire tutti. Inoltre questo stesso ddl prevede anche l’introduzione del gender nelle scuole e di altri elementi che, a nostro avviso, non servono a introdurre delle tutele. Con l’introduzione di questo psico-reato voluto dalla legge Zan, rischiamo davvero di aprire la porta ad una sorta di discriminazione al contrario”

La presa di posizione della Chiesa contro il ddl Zan

Vaticano
Piazza S.Pietro , Vaticano (foto: Getty)

C’è da rilevare anche che, fino ad oggi, la Chiesa non era mai intervenuta nell’iter di approvazione di una legge italiana, esercitando le facoltà previste dai Patti Lateranensi. Non si tratta di un’ingerenza?

“Si tratta di un atto diplomatico e come tale va affrontato. Non è una semplice presa di posizione, come in molti invece dicono, stigmatizzando l’azione del Vaticano solo perché credono che non abbia il diritto di esprimere opinione su questo tema. La nota verbale consegnata dalla Santa Sede è un passo formale tra due autorità sovrane: lo Stato italiano e la Chiesa cattolica. È ovvio che il Parlamento può legiferare, ma secondo noi sarebbe più opportuno in questo momento che le Camere sospendessero l’esame del provvedimento, mentre invece abbiamo assistito alla solita superbia di una sinistra ideologizzata che ha preteso comunque che si fissasse la data per l’arrivo in aula della legge, in barba a qualsiasi prassi in ordine di risoluzioni diplomatiche”

Il premier Draghi ha dichiarato che “il nostro è uno Stato laico, non è uno Stato confessionale”,  è una risposta che vi convince?

“No, non convince perché appare un po’ come un modo per lavarsene le mani. Noi abbiamo chiesto al Presidente del Consiglio di venire in Parlamento per dare conto alle Camere di questa situazione e per spiegare come il governo intenda risolvere la controversia diplomatica. Sappiamo benissimo che il parlamento è nelle condizioni di legiferare, però sappiamo anche che questo è un provvedimento squisitamente ideologico, che non serve all’Italia e che rischia di spaccare la società. Solo un partito fuori dal mondo come il Partito democratico, che non vive nella realtà, può considerare prioritario un provvedimento del genere, lontano anni luce dai problemi concreti della gente”

L’iter del ddl Zan e le leggi anti Lgbtqi in Ungheria

Ue Orban
Orban nel mirino dei leader Ue (Getty Images)

Cambiamenti o meno, Pd, M5S, Leu e Iv hanno dichiarato di essere pronti al confronto, ma di voler andare avanti nell’iter di approvazione del ddl. Voi continuerete ad opporvi ?

“Assolutamente si, l’opposizione di FDI è ferma, chiara e netta. Questo per noi è un testo sul quale non abbiamo margini di discussione. Al contrario, abbiamo invece ritenuto di firmare unitamente agli altri partiti di centrodestra, la proposta dell’onorevole Ronzulli, proprio a dimostrazione del fatto  che vogliamo combattere le discriminazioni, ma individuando quelli che sono gli strumenti adatti

Fuori dal contesto nazionale, l’Italia ha sottoscritto con altri sedici Paesi dell’eurozona una dichiarazione comune in cui si esprime preoccupazione sugli articoli di legge in Ungheria che discriminano in base all’orientamento sessuale. Anche l’Europeo di calcio è stato caratterizzato da varie forme di protesta sostegno della comunità lgbtqi, con episodi che hanno riguardato più o meno da vicino la Nazionale ungherese. Orbàn in Europa è un vostro interlocutore, che posizione avete in merito a questa vicenda?

“Innanzitutto, questa ormai sembra essere diventata una vera e propria moda, e come sempre accade, le mode non le lanciano coloro che subiscono le discriminazioni. Francamente mi pare che in realtà qui si voglia solo essere solidali con una potentissima lobby, invece che tutelare davvero chi è vittima di discriminazioni. Dopodiché, ripeto, noi siamo pronti a combattere ogni forma di intolleranza, ma non accetteremo l’ingerenza di quel pensiero unico che vorrebbe omologare tutti, ribaltando concetti come maschio e femmina per sostituirli con una più labile e confusa identità di genere. Questo non possiamo tollerarlo, né ora né mai.”

 

 

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