Haiti, liberato l’ingegnere italiano rapito lo scorso 1 giugno: l’operazione

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Sospiro di sollievo per Giovanni Calì, ingegnere italiano di 74 anni rapito lo scorso 1 giugno ad Haiti: liberazione dopo 22 giorni di prigionia.

Haiti ingegnere italiano
Liberato il 71enne rapito all’inizio di giugno (via Getty Images)

La Farnesina ha comunicato la liberazione ad Haiti di Giovanni Calì, ingegnere italiano rapito lo scorso 1 giugno. Infatti proprio all’inizio del mese, Calì fu prelevato dal cantiere in cui lavorava da un gruppo di criminali molto noto nel paese caraibico. A coordinare l’operazione che ha riportato l’ingegnere in patria ci ha pensato l’intelligence e l’Unità di Crisi della Farnesina, che giorno dopo giorno ha tenuto anche stretti contatti con la famiglia del professionista di 74 anni.

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Giovanni Calì è un dipendente di una ditta di costruzioni con sede a Roma. Inoltre l’uomo si trovava nell’Isola caraibica perchè impegnato nella costruzione di una strada. A celebrare la sua liberazione ci ha pensato anche il Ministro degli Esteri, Luigi di Maio. L’ex leader pentastellato ha infatti scritto: “È stato appena liberato l’ingegnere Giovanni Calì, rapito il primo giugno scorso ad Haiti. Il nostro connazionale era stato prelevato da un gruppo criminale locale presso il cantiere dove lavorava. Grazie alla nostra intelligence e all’Unità di Crisi della Farnesina“.

Haiti, l’intelligence italiana libera l’ingegnere: l’operazione nell’isola caraibica

Haiti ingegnere rapito
La polizia nell’isola caraibica (via Getty Images)

Dopo oltre 20 giorni di contrattazioni, l’Italia è riuscita a donare nuovamente la libertà a Giovanni Calì. L’ingegnere era nell’isola per conto della Bonifica S.p.a, proprio per costruire una nuova strada nella povera Haiti. I rapinatori lo prelevarono nel cantiere della piccola cittadina di Croix des Bouquets. L’Unità di Crisi e l’intelligence italiana, così, si sono subito messe all’opera per liberare il 74enne.

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Insieme all’ingegnere era presente anche un tecnico, che operava con lui nel quartiere. Al momento, però, resta ancora ignota la nazionalità dell’uomo. A fornire per primo le informazioni sul rapimento di Calì ci pensò Massimo Ambrosetti, ambasciatore e console onorario di Haiti. Il console, infatti, ha fatto partire per primo l’operazione di recupero avvertendo la vicina ambasciata presente a Panama.

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