“Ex Ilva non si ferma”, ex operaio su decisione del Consiglio di Stato a iNews24: “Si continua a produrre in modo scellerato”

“Adesso che è stata confermata anche la cassa integrazione ordinaria per altri lavoratori, davvero non so che senso abbia tenere in piedi l'ex Ilva. Non offre più lavoro, gli impianti sono decrepiti, aspettiamo i piani ambientali da decenni e la situazione non è mai cambiata. Inquina come prima”. Aldo Schiedo, addetto antincendio dell'azienda ma in cassa integrazione da alcuni anni, ai microfoni di iNews24.

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Adesso che è stata confermata anche la cassa integrazione ordinaria per altri lavoratori, davvero non so che senso abbia tenere in piedi l’ex Ilva. Non offre più lavoro, gli impianti sono decrepiti, aspettiamo i piani ambientali da decenni e la situazione non è mai cambiata. Inquina come prima”. Aldo Schiedo, addetto antincendio dell’azienda ma in cassa integrazione da alcuni anni, ai microfoni di iNews24 commenta la decisione di Acciaierie d’Italia di confermare alle organizzazioni sindacali di Genova, per la quale anche Taranto si è mossa in protesta.

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Cosa pensa della situazione attuale dei lavoratori?
Io non so che senso abbia tenere ancora in piedi quella fabbrica. Non offre più lavoro, gli impianti sono decrepiti, aspettiamo i piani ambientali da tanti anni e la situazione è come dieci anni fa. Inquina come prima. Io veramente mi chiedo dove si voglia arrivare e mi auguro non a un disastro ecologico e al crollo degli impianti a causa della poca manutenzione. Ci siamo già andati vicini pochi giorni fa quando c’è stato un blocco elettrico e gli impianti sono andati in pressione”;

Lei ha lavorato all’ex Ilva per tanti anni…
Ero l’addetto antincendio, ho fatto emergere tante criticità all’interno dello stabilimento. Successivamente sono stato spostato in un’officina meccanica, dove a detta loro il mio lavoro era indispensabile, ma poi sono stato mandato a casa. Per diciassette anni ho operato nell’area a caldo e da ventuno faccio parte di quella fabbrica. Oggi sono in cassa integrazione straordinaria da un anno e mezzo e non sappiamo quale sia il nostro futuro. Dal punto di vista occupazionale, parliamo di una fabbrica che non esiste più”;

ex ilva
ex ilva (tarantobuonasera)

Il Consiglio di Stato ha stabilito che l’ex Ilva di Taranto non verrà chiusa e l’attività potrà proseguire…
Ieri siamo rimasti abbastanza spiazzati, non ci aspettavamo che venisse addirittura stravolta la sentenza del Tar. La città di Taranto ha subito un’altra condanna, come se non bastasse quello che subisce già da quaranta o cinquant’anni. Conviviamo con fumi, gas, polveri, malattia e morte tutto l’anno ed è desolante, soprattutto alla luce della devastazione ambientale mondiale. Si dovrebbero abbassare i livelli inquinanti, ma si continua a produrre in maniera scellerata, senza tenere in considerazione i cittadini, né l’alto tasso di tumori che colpiscono i bambini, o le condizioni dei lavoratori di quegli impianti, che sono sull’orlo strutturale. Il Consiglio di Stato era l’ultima speranza, ma è stata cancellata. Lotto da anni per l’ambiente, ed è desolante”;

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Quasi un mese fa la Corte d’Assise di Taranto ha emesso condanne dure per il processo Ambiente Svenduto, sull’inquinamento prodotto dall’Ilva…
Quella condanna ci ha fatto ben sperare. Ci sono stati circa trecento anni totali di carcere, non mi esprimo perché bisogna aspettare la fine del processo, ma mi auguro che non facciano sconti. Ormai non ci aspettiamo grandi cose, perché non siamo abituati a vederle per Taranto e per i suoi lavoratori”;

Oltre alle proteste sindacali avete in mente, come cittadini, di organizzare iniziative future?
Ieri c’è stato un flash mob sotto la Prefettura e prossimamente verranno organizzate altre iniziative dalle associazioni. Deve reagire tutta Taranto, perché non si può andare avanti in questo modo e non crediamo nella favola della decarbonizzarione”;

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In che senso?
Decarbonizzare implica continuare con un processo simile. Si tratta di aggiungere un forno elettrico che viene alimentato da una spugna a carbone. E per produrre questa spugna, avevano anche in mente di aprire un’altra fabbrica, quindi di inquinare ulteriormente. Una farsa. Mi auguro che il Governo italiano si assuma le proprie responsabilità, perché è tutto a rischio. Taranto è dimenticata da tutti”;

Perché lo pensa?
Tempo fa mi sono sottoposto a un esame per rilevare la quantità di metalli pesanti nel sangue e i miei valori sono altissimi. Vien voglia di fuggire da qui, ma non andrò via perché sono legato alla mia terra, anche se non vediamo uno spiraglio di luce in fondo al tunnel”;

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Secondo lei l’ex Ilva continua a inquinare?
Noi sappiamo che tutte le sere, dalle nostre finestre, vediamo i fumi di quelle fabbriche ed è sotto gli occhi di tutti, quindi non si può dire che non arrivino malattie e morte. Ormai, grazie ai social poi, i video impazzano sul web”;

Perché allora, non viene chiusa?
Credo per una questione economica. Produrre in quel modo costa poco. Io credo che sia possibile far diventare green l’ex Ilva, ma va chiusa, gli impianti vanno fermati e smantellati e si deve ricominciare da capo. Però costerebbe troppo, si perderebbero le commesse e non sarebbe più conveniente. A Genova la magistratura ha stabilito che produceva malattie e morte, perché invece a Taranto no? Ci sono cittadini di “serie a” e di “serie b”.

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