Mascherine all’aperto, Miozzo a iNews24: “Via l’obbligo, ma serve prudenza”

“Con i dati attuali, è giustificato pensare di togliere le mascherine all'aperto, ma serve prudenza in situazioni di affollamento”. Agostino Miozzo, medico ed ex coordinatore del Cts, ai microfoni di iNews24.

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Con i dati attuali, è giustificato pensare di togliere le mascherine all’aperto, ma serve prudenza in situazioni di affollamento”. Agostino Miozzo, medico ed ex coordinatore del Cts, ai microfoni di iNews24.

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Professore, il Comitato tecnico-scientifico, dopo una riunione che si è tenuta ieri, lunedì 21 giugno, ha deliberato lo stop all’obbligo delle mascherine all’aperto a partire dal 28 giugno. È d’accordo?
Con dati come quelli che registriamo quotidianamente, decidere indicazioni di “libertà” da quello strumento comunque oppressivo della nostra tradizionale libertà esistenziale mi pare giustificato e decisamente logico. Ritengo tuttavia che indicazioni di prudenza, per condizioni particolari di affollamento e di possibile esposizione al rischio, in particolare in ambienti chiusi, siano assolutamente opportune”;

Covid Miozzo
Agostino Miozzo – Foto di Getty Images

Una delle preoccupazioni maggiori in questo momento è la variante Delta. Chi arriva dall’Uk in Italia dovrà restare in quarantena per cinque giorni. Stando al Financial Times, in Italia circola con una percentuale del 26%. Il sequenziamento sarebbe “costoso, richiede tempo ed è stato trascurato”, scrive. È d’accordo? La si sta cercando in Italia? Se no, perché e come si potrebbe cercare?
Non conosco la fonte dei dati del Financial Times, fino ad ieri leggevo dati diversi in termini di percentuali. Il tema del sequenziamento è comunque un tema delicato sul quale il nostro Paese non ha mai brillato di efficienza. Mi auguro che le Regioni si siano in questi mesi organizzate per mettere in atto quelle misure che oggi sono veramente indispensabili per controllale la diffusione di questa coda di pandemia che se non monitorata adeguatamente rischia di fare molto male al sistema tutto”;

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Il Governo è diviso sull’apertura delle discoteche, che restano le ultime attività chiuse. Sulla questione, Speranza ha intenzione di sentire il parere del Comitato tecnico scientifico, mentre Andrea Costa parla del mese di luglio come riapertura auspicabile. Qual è il suo parere?
Le discoteche sono entrate nel mirino della nostra attenzione lo scorso anno quando per un’avventata decisione di qualche presidente di Regione furono aperte indiscriminatamente solo in ragione di interessi economici relativi alle politiche di tutela del turismo. Lo scorso anno le condizioni erano nettamente diverse da quelle che oggi viviamo. La seconda ondata epidemica era ampiamente prevista; oggi stiamo procedendo con una imponente campagna vaccinale, i dati epidemici sono confortanti, tuttavia abbiamo ancora alcuni milioni di persone over sessanta a rischio, per immaginare un ritorno alla normalità che veda anche settori della nostra vita come questo tornare alle riaperture previste. Ci sono tuttavia modalità e ipotesi di tutela del popolo che frequenta questi ambienti: il passaporto vaccinale, la dimostrazione di aver effettuato un tampone con esito negativo. Parliamo di un settore della nostra economia che ha sofferto molto l’impatto della pandemia. Abbiamo il dovere di aiutare le strutture a tornare alla normalità ma nel contempo abbiamo anche il dovere di non sottovalutare il potenziale rischio che permane se non si mettono in atto le misure di cui ho sopra accennato”;

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Gradualmente, pare, si torna alla normalità. Crede che si dovrebbe andare più cauti in vista dell’autunno?
Torneremo alla normalità, la storia delle pandemie ci insegna che non sono eterne e che dopo un benché lungo periodo di danni e di sofferenze si estinguono. Anche Sars-Cov-2 avrà probabilmente la stessa evoluzione. Detto ciò un minimo di prudenza e di attenzione a non annullare gli sforzi fatti ed evitare di rischiare pericolosi colpi di coda – sempre possibili – è doveroso. Riprendiamoci quindi la nostra libertà tenendo a mente che il virus è comunque ancora tra di noi, più debole, meno aggressivo ma sempre presente”.

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