De Petris (LeU) a iNews24: “Ddl Zan, richiesta del Vaticano sollecitata dall’esterno”

La senatrice di LeU, Loredana De Petris, è critica sull’iniziativa della Santa Sede nei confronti del Ddl Zan: “Mi sfugge davvero il motivo per cui i cattolici dovrebbero sentirsi sotto attacco”. Dubbi anche sui motivi che avrebbero spinto il Vaticano a compiere questa scelta: “Una posizione forzata, probabilmente sull’onda della campagna politica in atto”

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Loredana De Petris
Loredana De Petris (@Twitter)

Senatrice, sembra il Vaticano abbia chiesto formalmente al governo italiano di modificare il ddl Zan; secondo la Segreteria di Stato infatti la proposta di legge violerebbe “l’accordo di revisione del Concordato”. Come commenta la presa di posizione da parte della Santa Sede?

“Francamente io non capisco cosa centri in tutto questo la libertà di religione. Ho letto di questa notizia, ma a me sembra molto strana una presa di posizione del genere. Davvero mi sfugge il motivo per cui i cattolici dovrebbero sentirsi sotto attacco, e come il ddl Zan metterebbe a rischio la loro libertà d’espressione e religiosa”

Oltre ai timori per la libertà di pensiero dei cattolici, che rischierebbero conseguenze giudiziarie nell’esprimere le loro convinzioni, il Vaticano sottolinea come, secondo il testo in discussione al Senato, le scuole cattoliche non sarebbero esentate dall’organizzazione della futura Giornata nazionale contro l’omofobia.

“Ma che vuol dire? Innanzitutto di quali scuole cattoliche stiamo parlando? Mica sono tutte uguali, ci si riferisce alle private, alle paritarie? Personalmente, mi sembra una definizione fin troppo vaga e dubito che possa essere davvero questo il problema. Io credo invece che questa sia una posizione molto forzata, evidentemente sull’onda della campagna politica in atto che vuole contrastare l’approvazione del ddl Zan, ma il punto vero è che stiamo parlando di obiezioni che, alla fine dei conti, non hanno alcun fondamento”

Ddl Zan, la storica presa di posizione del Vaticano

Vaticano
Piazza S.Pietro , Vaticano (foto: Getty)

Tra l’altro, mai prima d’ora la Santa Sede era intervenuta nell’iter di approvazione di una legge italiana esercitando formalmente le facoltà che le derivano dai Patti Lateranensi. 

“Esattamente, non è mai accaduto prima d’oggi. In tutto ciò, non capisco perché queste obiezioni non siano venute fuori durante l’iter di approvazione alla Camera. Si tratta di una presa di posizione tardiva e sinceramente, mi sembra molto , molto, sollecitata dall’esterno”

Una presa di posizione che però ha rianimato chi, non solo a destra, da tempo si oppone alla proposta di legge. Anche il capogruppo al Senato di Italia Viva, Davide Faraone, ha dichiarato un po’ provocatoriamente: “E ora che diranno i pasdaràn del ddl Zan”?

“Il percorso adesso è molto complicato e nessuno lo nega; tutto questo però deriva soprattutto dall’ostruzionismo parlamentare che è stato portato avanti in questi mesi. Se non si fosse ostacolata la discussione in Parlamento, sarebbe stato possibile entrare nel merito della questione e ragionare insieme, cosa che purtroppo invece non è stata permessa”

Continuerete a battervi per l’approvazione di questa legge?

“Certamente, cosa altro dovremo fare altrimenti? Per noi il luogo del confronto è, e resta, il parlamento; ma non dipende solo da noi, soprattutto se c’è qualcuno che invece lavora incessantemente per impedire addirittura la calendarizzazione per l’inizio del procedimento. Di una cosa però sono sicura: che il ddl Zan non lede la libertà di opinione dei cattolici, come di nessun altro individuo

 

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