Ddl Zan, la CEI ribadisce: “Non serve una legge contro l’omofobia”

Secondo il Vaticano, così com'è alcuni contenuti del Ddl Zan “riducono la libertà garantita dalla Chiesa Cattolica”. La Segreteria di Stato della Santa Sede è intervenuta con una “nota verbale” per dare un parere sulla legge contro l'omotransfobia che in questi mesi è uno dei nodi da sciogliere il Parlamento, e che vede impegnati artisti, associazioni e anche i cittadini italiani affinché venga approvato.

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Così come sono, alcuni contenuti del Ddl Zanriducono la libertà garantita dalla Chiesa Cattolica”. La Segreteria di Stato della Santa Sede è intervenuta con una “nota verbale” per chiedere di modificare il Ddl Zan contro l’omotransfobia, in discussione in questi mesi in Parlamento.

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Il mancato rispetto, secondo il Vaticano, del Concordato

Secondo quanto riportato dal Corriere della Sera, è stata consegnata all’ambasciata italiana della Santa Sede una nota a firma del segretario vaticano per i rapporti con gli Stati, monsignor Paur Richard Gallagher, in cui sono stati espressi dubbi sul disegno di legge che violerebbe “l’accordo di revisione del Concordato”. Il Corriere ricorda che l’intervento del Vaticano sul governo italiano è “un atto senza precedenti nella storia del rapporto tra i due Stati”. Alcuni passaggi del Ddl Zan metterebbero in discussione la libertà di organizzazione e più in generale, andrebbero contro la libertà di pensiero della comunità cattolica.

Fedez concerto
Il cantante milanese durante il concertone del primo maggio (via Screenshot)

Le reazioni del mondo politico e degli artisti

Le reazioni del mondo politico sono arrivate da più parti. Il rapper Fedez, che si sta impegnando attivamente da mesi a favore del Ddl Zan, approvato alla Camera e ora all’esame della Commissione Giustizia del Senato, su Instagram è intervenuto così: “Piccolo spoiler, amici del Vaticano, siamo in uno Stato laico” e argomentando il suo pensiero.

La Conferenza Episcopale Italiana ribadisce la sua posizione richiamando due comunicati ufficiali del 10 giugno 2020 e del 28 aprile 2021

Vaticano
Piazza S.Pietro , Vaticano (foto: Getty)

La Conferenza Episcopale Italiana, interpellata da iNews24, ha ribadito la sua posizione espressa sia il 10 giugno 2020 sia il 28 aprile 2021, confermando quindi che “non serve una nuova legge” sull’omofobia, come recitava il titolo della nota stampa dell’anno passato. Nel secondo comunicato ufficiale, aveva dichiarato: “La Presidenza della Conferenza Episcopale Italiana, coerentemente con quando già espresso, nel quadro della visione cristiana della persona umana, ribadisce il sostegno a ogni sforzo teso al riconoscimento dell’originalità di ogni essere umano e del primato della sua coscienza. Tuttavia, una legge che intende combattere la discriminazione non può e non deve perseguire l’obiettivo con l’intolleranza, mettendo in questione la realtà della differenza tra uomo e donna”.

E aggiungeva: “In questi mesi sono affiorati diversi dubbi sul testo del Ddl Zan in materia di violenza e discriminazione, per motivi di orientamento sessuale o identità di genere, condivisi sa persone di diversi orizzonti politici e culturali. È necessario che un testo così importante cresca con il dialogo e non sia strumento che fornisca ambiguità interpretative”.

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Cei: “Sviluppare un dialogo aperto, in cui anche la voce dei cattolici possa contribuire all’edificazione di una società più giusta e solidale”

La CEI, sempre nel comunicato del 28 aprile, ha ribadito: “Sentiamo il dovere di riaffermare serenamente la singolarità e l’unicità della famiglia, costituita dall’unione dell’uomo e della donna, e riconosciamo anche di doverci lasciar guidare ancora dalla Sacra Scrittura, dalle Scienze umane e dalla vita concreta di ogni persona, per discernere sempre meglio la volontà di Dio. Auspichiamo quindi, che si possa sviluppare nelle sedi proprie, un dialogo aperto e non pregiudiziale, in cui anche la voce dei cattolici italiani possa contribuire alla edificazione di una società più giusta e solidale”.

Su omotransfobia “Non si riscontra alcun vuoto normativo, ma nemmeno lacune che giustifichino l’urgenza di nuove disposizioni”

Già a giugno 2020, la Conferenza Episcopale italiana aveva fatto presente il rischio che, “le discriminazioni – comprese quelle basate sull’orientamento sessuale – costituiscono una violazione della dignità umana, che – in quanto tale – deve essere sempre rispettata nelle parole, nelle azioni e nelle legislazioni. Trattamenti pregiudizievoli, minacce, aggressioni, lesioni, atti di bullismo, stalking… sono altrettante forme di attentato alla sacralità della vita umana e vanno perciò contrastate senza mezzi termini”. E su questi temi, secondo la CEI “un esame obiettivo delle disposizioni a tutela della persona, contenute nell’ordinamento giuridico nel nostro Paese, fa concludere che esistono già adeguati presidi con cui prevenire e reprimere ogni comportamento violento e persecutorio. Questa consapevolezza ci porta a guardare con preoccupazione alle proposte di legge attualmente in corso contro i reati di omotransfobia: anche per questi ambiti non solo non si riscontra alcun vuoto normativo, ma nemmeno lacune che giustifichino l’urgenza di nuove disposizioni”.

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