Aggressioni al 118 a Napoli: “Solo sedici ambulanze in tutta la città”

Una vera e propria escalation di violenza si è verificata a Napoli negli ultimi giorni nei confronti del 118 da parte dei cittadini. L'ultimo episodio risale a ieri mattina fa nei confronti di una postazione di Piazza del Gesù.

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Una vera e propria escalation di violenza si è verificata a Napoli negli ultimi giorni nei confronti del 118 da parte dei cittadini. L’ultimo episodio risale a ieri mattina fa nei confronti di una postazione di Piazza del Gesù. Un soccorritore e un autista sono stati aggrediti verbalmente da una donna che si era avvicinata a loro per chiedere una fascia elastica. Il soccorritore gliel’ha data, ma lei avrebbe cominciato a sputare contro il finestrino chiuso del guidatore, prendendo a calci e pugni l’ambulanza.

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L’episodio è stato denunciato attraverso la pagina Facebook di Nessuno tocchi Ippocrate, gestita da Manuel Ruggiero, medico del 118 e presidente dell’associazione. “Quattro aggressioni in tre giorni – dice il post – il ritmo diventa sempre più serrato, complice il fatto che qualcuno ha dimenticato la pandemia, ma soprattutto non ha capito che se la ha dimenticata e grazie a noi”. E un appello “alla Regione Campania: ultimate il lavoro di installazione delle telecamere sui mezzi di soccorso, prima che ci scappi il morto. Se dovesse succedere una triste evenienza del genere, siamo sicuri che ci sarà una dimissione di massa, poiché chi ci doveva tutelare non l’ha fatto”.

Ai microfoni di iNews24, il soccorritore che preferisce restare anonimo, ha raccontato la vicenda di cui è stato protagonista: “La signora si è avvicinata per chiedermi una garza elastica per potersi automedicare”. La ferita, stando al racconto, non era grave. “Dopo aver preso la garza, la donna ha fatto il giro dell’ambulanza e da quel momento si è scagliata contro il mezzo prendendolo a pugni e calci e sputando contro il finestrino dell’autista, che aveva il vetro chiuso”.
Dopodiché i due si sono allontanati perché chiamati dalla centrale per un altro intervento, mentre la donna, stando al racconto, inveiva contro di loro dicendo anche parolacce. “La cosa che mi ha fatto male è che non abbiamo fatto niente, se non aiutarla e non abbiamo capito il motivo di questo comportamento. Una pattuglia dei vigili urbani è intervenuta allontanando la signora”.

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Quello di oggi, come detto, è stato l’ennesimo episodio che ha visto vittime medici e soccorritori del 118. Nella notte tra sabato e domenica 20 giugno infatti, a Ponticelli, mentre l’equipaggio era uscito per un intervento, è stata svaligiata la postazione Asl ed è stata rubata l’auto di un medico, ritrovata poi grazie all’antifurto satellitare. Altre aggressioni sono avvenute in via Santa Teresa e un’ambulanza della Croce Rossa è stata aggredita da un gruppo di ragazzi armati di pistola. In questo caso, gli operatori erano intervenuti per soccorrere due feriti, quando l’ambulanza è stata presa di mira dai rivali che impugnavano mazze. Fuori dall’ambulanza un uomo armato di pistola ha cercato di infilare il braccio nel finestrino. Così il conducente ha deciso di allontanarsi per evitare che la situazione degenerasse ulteriormente.

Nessuno Tocchi Ippocrate, su Facebook chiede la qualifica da pubblico ufficiale.

In questi giorni è successo di tutto, una confluenza di fattori che in tre giorni non mi è mai successa – spiega Manuel Ruggiero – Questo è un campanello d’allarme perché nessuno ci sta tutelando. Abbiamo fatto tutte le denunce del caso, ma credo che debbano intervenire il prefetto e il presidente della Regione Campania, anche perché sono cose gravi e di mezzo c’è l’incolumità dei lavoratori. Se non intervengono, prima o poi qualche sanitario ci rimetterà la pelle”.

Dottor Ruggiero, quali sono i problemi del 118 a Napoli?
Sedici ambulanze per tutta la città sono poche, siamo in inferiorità numerica. Se tutte sono impegnate, automaticamente il diciassettesimo paziente che chiamerà non potrà essere assistito celermente. Tenendo conto che ogni intervento dura una o due ore, ci sono persone che attendono anche un’ora. Ma questo non possiamo pagarlo noi”;

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Come potrebbe essere risolta questa situazione?
Il direttore generale dovrebbe indire bandi di concorso per infermieri, autisti e medici del 118. Sono stati indetti per autisti e medici. Mentre per i primi il problema è stato risolto, per i secondi la risposta è stata molto bassa in due anni. Con tutto quello che succede, c’è paura di lavorare al 118. In più, io e quattro dei miei colleghi siamo assunti con contratto a tempo determinato di sei mesi e non siamo ancora stati stabilizzati. La conta attuale dei medici sul territorio quindi, comprende anche noi che però non siamo effettivi. Anche se il numero degli autisti è stato rinfoltito, senza medici ed infermieri non si può portare avanti un soccorso”;

Cosa fanno di solito i sanitari dopo essere stati aggrediti?
Alcuni si fanno refertare e tornano a casa. Ma molti continuano imperterriti il servizio perché lo spirito del dovere sovrasta la paura. Comunque anche noi che non subiamo aggressioni ci demoralizziamo e ogni volta che marchiamo il cartellino ci chiediamo cosa stia per succedere quella sera. Noi salviamo vite. La nostra condizione psicologica è fondamentale e in questo modo non riusciamo a garantire la lucidità”.

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