Mascherine all’aperto, Galli a iNews24: “Vanno indossate sempre quando ci sono assembramenti”

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Per Massimo Galli, l’obbligo o meno dell’uso delle mascherine all’aperto, “più che una questione importante, sembra un problema di contrapposizione politica”. Ai microfoni di iNews24, il direttore della Clinica Malattie Infettive dell’ospedale Sacco di Milano, dice che l’utilizzo di questo presidio è necessario e crede che “si debba continuare ad indossarla in tutte le situazioni, all’aperto e al chiuso, dove ci siano condizioni di affollamento”.

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Professore, il ministro della Salute Roberto Speranza questa mattina ha chiesto al Cts un parere formale sull’obbligo dell’uso delle mascherine all’aperto. Pensa che siano necessarie in questo momento?
Più che una questione importante, questo è un problema di contrapposizione politica. La mascherina è un presidio necessario e credo che si debba continuare ad indossarla in tutte le situazioni, all’aperto e al chiuso, dove ci siano condizioni di affollamento. È molto opportuno utilizzarle sia per le persone maggiormente a rischio sia per i giovani. Nel caso degli anziani e dei fragili infatti, anche se sono vaccinati, non abbiamo la certezza che siano protetti completamenti. I ragazzi non vaccinati affatto, dovrebbero fare altrettanto. Tutto il resto è polemica”;

Con l’ok alla vaccinazione eterologa e la libertà di scegliere se fare o meno la seconda dose con Astrazeneca, c’è il rischio di rallentare la campagna vaccinale?
Il rischio di rallentamento della campagna l’abbiamo già abbondantemente corso a causa di una cattiva comunicazione su Astrazeneca, sia per gli eventi reali che per un eccesso di demonizzazione nei confronti di questo vaccino. La “campagna contro” è stata però anche giustificata da un cattivo uso da un certo punto in poi. Ma è un problema che ha ampiamente superato la motivazione reale che si poteva avere nell’andargli incontro”;

covid Galli
Covid, le parole del virologo Massimo Galli (Foto: Facebook)

Lei è a favore della seconda dose facoltativa con Astrazeneca se già la prima è stata fatta con questo siero?
Sono favorevole. Anche perché la quasi totalità delle reazioni si hanno con la prima dose della vaccinazione”;

Durante la conferenza stampa di venerdì 18 giugno, Mario Draghi ha sottolineato che in questo momento la sfida principale è raggiungere i 2,8 milioni di persone sopra i 60 anni che ancora non si sono vaccinate. Come?
Temo che molte di queste persone non vogliano fare il vaccino, quindi non sarà facile raggiungerle. Bisogna continuare a fare campagna vaccinale, in modo da aumentare le adesioni e valutare se non ci siano alcune aree invisibili. Mi chiedo cioè, se alcune persone non stiano sfuggendo al vaccino a causa di un’insufficiente proposta di servizi (in determinate aree ndr.)”;

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La variante che più preoccupa in questo momento è la Delta, l’ex indiana. Chi arriva dal Regno Unito in Italia dovrà restare in quarantena. Ma siamo sicuri che nel nostro Paese sia davvero poco diffusa come si dice?
Ho avuto modo di scambiare opinioni in proposito e sono convinto da tempo che in Italia già ci sia. Diventa tutto sommato, forse, solo parzialmente utile la quarantena per chi arriva dalla Gran Bretagna. Si può arrivare in Italia anche attraverso altre frontiere, quindi non c’è la possibilità di limitare eventuali arrivi. C’è però, la possibilità di circoscrivere eventuali focolai finché sono concentrati e ristretti e di procedere a un tracciamento che nelle fasi precedenti di questa pandemia non era fattibile”;

Secondo lei, nei fatti, si sta cercando la variante Delta in Italia?
Questo bisognerebbe chiederlo ai presidenti delle Regioni e ai servizi territoriali. Io lavoro in ospedale e per il momento non siamo stati sovraccaricati di pazienti con la variante Delta. Spero che questo sia un buon segnale, però il tracciamento è assolutamente necessario e mi auguro che ci sia una sufficiente capacità di attuarla nel concreto”;

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Il premier Draghi ha annunciato che deciderà se far decadere o meno lo stato di emergenza al momento della scadenza. Il professore Bassetti invece, ritiene che bisogna pensarci già da ora, soprattutto in vista delle terze dosi.
Sono d’accordo con Draghi. Vista la situazione, mi sembra una questione che non ha una reale rilevanza”;

Quindi ritiene che ci si debba pensare una volta raggiunta l’immunità di massa…
Quale immunità di massa? In questo momento stiamo vaccinando contro i casi gravi in un contesto in cui si sviluppano continuamente nuove varianti. Non mi pare di essere prossimi all’immunità di massa”;

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Ma allora il Sars CoV-2 non verrà mai debellato definitivamente?
Mi auguro di sì, ma non tanto presto. Allo stato attuale, non con questo vaccino che è impostato sul virus che girava a Wuhan a marzo 2020, che quindi evidentemente, non un siero che eviti completamente l’infezione delle nuove varianti. I vaccini a disposizione oggi evitano le terapie intensive, le rianimazioni e le morti per Covid-19, ma non riescono ad evitare nella totalità dei casi le eccezioni, com’è stato dimostrato”.

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