Sindacalista ucciso, Cobas a iNews24: “Guerra tra poveri per le categorie più sfruttate”

“Quello che è accaduto oggi è un dramma. Un dramma che chi rivendica i diritti dei lavoratori vive ogni giorno quando rischia la vita”. Con queste parole, Francesco Iacovone dell'Esecutivo Nazionale Cobas commenta la morte di Adil Belakhdim, avvenuta questa mattina a Biandrate, in provincia di Novara, durante lo sciopero nazionale della Logistica.

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Quello che è accaduto oggi è un dramma. Un dramma che chi rivendica i diritti dei lavoratori vive ogni giorno quando rischia la vita”. Con queste parole, Francesco Iacovone dell’Esecutivo Nazionale Cobas commenta la morte di Adil Belakhdim, avvenuta questa mattina a Biandrate, in provincia di Novara, durante lo sciopero nazionale della Logistica. L’uomo aveva trentasette anni ed è stato investito da un tir fuori dalla sede del grande magazzino Lidl. Era il coordinatore locale, nonché membro del Coordinamento Nazionale SI Cobas. Stando alle prime ricostruzioni l’autista del mezzo avrebbe forzato il blocco di lavoratori per varcare i cancelli, investendo il sindacalista e altri lavoratori. Dopodiché sarebbe scappato. I carabinieri però, l’hanno rintracciato grazie ai filmati delle telecamere di videosorveglianza e portato in caserma per interrogarlo. “Difendere i lavoratori ormai, non è più un diritto costituzionale, ma vuol dire esporsi a rischi vari”, continua Iacovone.

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L’episodio di questa mattina è il secondo in pochi giorni. A Lodi la settimana scorsa c’è stato uno scontro tra lavoratori. La situazione sembra allarmante. Cosa sta succedendo?
Ultimamente si assiste a una recrudescenza criminale che comincia a fare un po’ paura. Io stesso negli anni ho ricevuto e denunciato minacce di morte e almeno cinque volte ho trovato i pneumatici della mia auto perforati. Le intimidazioni sono all’ordine del giorno, ma questi atti estremi, per fortuna, sono meno frequenti”;

Adil stava protestando per i suoi diritti e quelli dei colleghi…
La legge farà il suo corso. Ma mi lascia sconcertato il fatto che anche l’autista sia un lavoratore. Generalizzando, sembra che i datori di lavoro favoriscano questi conflitti per poi prendersi il vantaggio. È una guerra tra poveri, perché queste sono le categorie più sfruttate. Chi lavora nella logistica ha delle condizioni di lavoro come nell’Ottocento”;

Adil Belakhdim - Foto Facebook
Adil Belakhdim – Foto Facebook

Cosa intende dire?
Noi seguiamo un magazzino della logistica a Pomezia, dove gli operai hanno salari da fame e condizioni di lavoro imposte. Vengono espulsi tramite il subappalto e se protestano perché sono disperati, rischiano di perdere il posto. Gli italiani che arrivano lì, dopo una settimana scappano a causa dei ritmi che vengono imposti. La manodopera quindi, è straniera perché purtroppo ha più bisogno di lavorare. Non si può morire per protestare”;

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Sono condizioni queste, che voi denunciate spesso?
Certo. Io credo che siccome in questo settore c’è un problema serio di condizioni di lavoro, il Governo dovrebbe aprire un tavolo di confronto per trovare una soluzione complessiva e non lasciare la gestione in mano a una serie di cooperative”;

Cosa non funziona nelle cooperative, secondo lei?
Dentro ai supermercati di notte ci sono tutti lavoratori stranieri che vengono assorbiti nelle cooperative e vengono pagati cinque euro all’ora, mentre un dipendente verrebbe retribuito undici o dodici all’ora. Questa logica andrebbe sradicata e purtroppo abbiamo un Governo che non contrasta queste politiche del lavoro. Anzi, se vogliamo le accompagna”;

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In che senso?
Nel momento in cui si depotenziano gli organi ispettivi, è chiaro che le ispezioni diminuiscono e può succedere che i lavoratori muoiano sul lavoro. I vari enti sono stati accorpati e non riescono a coprire il territorio. Il Governo dovrebbe rafforzare l’ispettorato del lavoro, i controlli e dovrebbe utilizzare tutti gli strumenti utili a contrastare il caporalato. È inutile altrimenti, che quando ci sono episodi come quello di oggi, che sbattono in faccia un problema in modo veemente, il Ministro del Lavoro dica che va affrontato. È chiaro che la legge farà il suo corso sul caso di Adil Belakhdim ma il Governo deve intervenire in modo decisivo per rendere il lavoro dignitoso e ben pagato. Perché lavorare sotto la soglia della povertà non è dignitoso. Non possiamo stupirci se le persone chiedono il reddito di cittadinanza, se una commessa guadagna seicento euro. È incomprensibile”;

Sembra un cane che si morde la coda…
Il problema sta a monte, perché i datori di lavoro intascano i contributi del Governo, ma quest’ultimo dovrebbe elargirli solo ad aziende virtuose. Non è possibile erogare contributi a pioggia. Tragedie come queste devono spingere il Governo ad agire seriamente nei confronti di chi approfitta delle norme per mettere i lavoratori in condizioni di povertà. Non si può lavorare per essere poveri. Si lavora per avere una vita dignitosa e sicura. Laddove ci fosse un malcontento, il datore di lavoro dovrebbe essere aperto al dialogo con i lavoratori e non chiudersi. Se un lavoratore blocca un cancello, lo fa perché c’è un problema che non è stato risolto. In questo Paese si deve riconsegnare la democrazia nei luoghi di lavoro. Se c’è un gruppo di lavoratori che protesta, deve esserci una controparte, perché i conflitti si sedano solo col dialogo”;

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Lo sciopero di questa mattina è stato organizzato anche nel tentativo di scongiurare lo sblocco dei licenziamenti…
All’alba di un boom economico le aziende dovrebbero occupare i lavoratori, non licenziarli. Perché allora si chiede lo sblocco? Perché questo innescherà una dinamica di licenziamenti per chi ancora conserva quei pochi diritti rimasti e ne verranno assunti di nuovi che saranno praticamente schiavi. Questo, nelle aziende, crea anche conflitti tra lavoratori. Per uscire da una crisi economica, bisogna spendere. E a spendere sono i lavoratori che purtroppo quest’anno, pur avendo il pass vaccinale, non potranno andare in vacanza perché non potranno permetterselo. La spinta ai consumi la danno i cittadini che spesso però, non hanno reddito”.

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