Tragedia Ardea, l’avvocato dei genitori dei bimbi a Inews24: “Perché non è stata sequestrata la pistola dopo le minacce alla madre?”

I genitori di Daniel e David “stanno male, sono dilaniati e devastati. Non trovo termini adeguati per poter descrivere il dolore immenso che questa famiglia sta attraversando. Non è possibile che i tuoi figli escano a giocare e qualcuno li uccida”. Sono le parole di Diamante Ceci, l'avvocato dei genitori dei due bambini di dieci e cinque anni morti domenica tredici giugno per mano del trentacinquenne Andrea Pignani.

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I genitori di Daniel e Davidstanno male, sono dilaniati e devastati. Non trovo termini adeguati per poter descrivere il dolore immenso che questa famiglia sta attraversando. Non è possibile che i tuoi figli escano a giocare e qualcuno li uccida”. Sono le parole di Diamante Ceci, l’avvocato dei genitori dei due bambini di dieci e cinque anni morti domenica tredici giugno per mano del trentacinquenne Andrea Pignani. Dopo aver ucciso loro due e Salvatore Ranieri, un ottantacinquenne, anche lui si è tolto la vita nella sua camera della casa dove viveva con la madre. “È giusto che vengano fatti tutti gli accertamenti per capire cosa non ha funzionato ed evitare che riaccada in futuro”, continua l’avvocato ai microfoni di iNews24. Ieri, giovedì 15 giugno, sono state effettuate le autopsie ai corpi dei bimbi e di Salvatore Ranieri, mentre giovedì 17 è prevista quella di Pignani. La Procura di Velletri ha avviato un’indagine contro ignoti per fare luce sulla vicenda.

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Avvocato, da un lato ci sono tre persone innocenti, dall’altro invece, un uomo che a quanto sembra, avrebbe avuto bisogno di aiuto.
In questa vicenda ci sono due grandi falle. Da un lato potrebbe essere stata sottovalutata la problematica psichiatrica di questa persona che aveva manifestato di essere violenta nei mesi precedenti. Aggredire la propria madre non è normale, bensì un sintomo di disturbo. La falla quindi, sta proprio nel sistema della gestione dei soggetti con patologie psichiatriche, che è carente e questo episodio lo dimostra. Molte persone con problemi psichici, se non hanno una famiglia in grado di assisterle e supportata in questa assistenza, diventano mine vaganti che possono esplodere da un momento all’altro, come in questo caso”;

Qual è l’altra falla?
A maggio, quando il padre era ancora in vita e si è verificata la lite violenta con la madre, perché non è stata sequestrata la pistola? La legge dice che se in famiglia ci sono soggetti violenti, le armi vanno sequestrate. Quando è morto il padre, Pignani o la madre avrebbero dovuto denunciare il possesso dell’arma, ma non l’hanno fatto e la pistola è rimasta lì. Non abbiamo un sistema che monitori la presenza di armi nelle abitazioni quando sono regolarmente denunciate. In caso di morte del titolare, la Questura dovrebbe attivarsi. È importante verificare tutta la catena che ha portato alla morte di Daniel, David e Salvatore per capire se c’è una falla, così da colmarla ed evitare che si ripeta. Questa è la questione sociale della vicenda, poi la legge farà il suo corso”;

Cosa è emerso finora sullo stato di salute di Pignani?
Dalle indagini sta emergendo che non c’era un Tso. Lui a maggio aveva tentato di aggredire la madre con un coltello. Erano intervenuti i carabinieri, che visto lo stato in cui si trovava, hanno chiamato il 118. Una volta in ospedale in codice blu, era stato ricoverato e gli avevano fatto una consulenza psichiatrica di cui non si conosce il contenuto. Il giorno dopo è stato dimesso e affidato al padre con la raccomandazione di sottoporsi a terapia”;

Dopodiché ci sono stati altri segni di squilibrio?
Questo è accaduto a maggio. Da quel momento non sappiamo cosa sia successo e se ci siano state altre segnalazioni. Secondo quanto appreso, il soggetto non era in carico presso un centro dell’Asl di appartenenza, né sappiamo ancora se si sia rivolto o meno a un medico provato. Sappiamo però che il padre è morto a novembre e per lui potrebbe essere stato un trauma dal punto di vista psicologico. Non so se abbia avuto altri eventi traumatici come la fine di una relazione, però avrebbe cominciato a manifestare delle problematiche. I vicini lo descrivono come una persona taciturna e solitaria. Bisogna verificare che cosa sia stato riscontrato al pronto soccorso quando c’è stata la consulenza psichiatrica. Se invece di consigliargli una terapia ed affidarlo al padre, non fosse stato invece, il caso di indirizzarlo a un centro specialistico e disporre una nuova visita dopo un determinato periodo di tempo”;

roma spari
Roma, spari in mezzo alla strada: colpiti due bimbi e un anziano (Getty Images)

Dopo l’episodio della madre, non ci sarebbero state altre denunce a carico di Pignani…
Quello che è emerso al momento è che non ci sono denunce precedenti di spari, ma sono in corso le indagini e vige il segreto istruttorio. A parte l’episodio di maggio, non ci sono segnalazioni a carico di questa persona, almeno formalmente. Bisogna capire però, se ci siano state segnalazioni e se siano state sottovalutate. Perché in questo caso ci sarebbe una responsabilità”.

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