Maturità 2021, lo psicoterapeuta a iNews24: “Secondo i ragazzi, la Dad ha compromesso la loro preparazione”

Per 7 maturandi su 10, la didattica a distanza ha compromesso la preparazione per i prossimi esami, ma gli adulti sembrano ignorarlo. 2 su 3 infatti, percepiscono una sottovalutazione del valore della maturità durante la pandemia da Sars-Cov-2. E gli effetti sul fisico si fanno sentire. È quanto emerso da un'indagine portata avanti dall'associazione nazionale Dipendenze Tecnologiche (Di.Te) e il sito Skuola.net, grazie al contributo di 1600 maturandi.

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Secondo 7 maturandi su 10, la didattica a distanza ha compromesso la preparazione per i prossimi esami, ma gli adulti sembrano ignorarlo. 2 su 3 infatti, percepiscono una sottovalutazione del valore della maturità durante la pandemia da Sars-Cov-2. E gli effetti sul fisico si fanno sentire. È quanto emerso da un’indagine portata avanti dall’associazione nazionale Dipendenze Tecnologiche (Di.Te) e il sito Skuola.net, grazie al contributo di 1600 maturandi.

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Stress è la parola chiave che sintetizza, stando alla ricerca, l’avvicinamento degli studenti dell’ultimo anno delle superiori, alla maturità 2021. La prevalenza di emozioni negative però, non sarebbe solo figlia della solita ansia da prestazione che caratterizza la maggior parte dei maturandi. È anche la Dad a giocare un ruolo importante: gli studenti che hanno partecipato alla ricerca hanno l’impressione di aver già cucito addosso il marchio di chi ha sostenuto un esame di “serie b”, cioè ridotto a causa della pandemia. Il 63% infatti, pensa che le persone giudichino e continueranno a farlo in futuro, il loro esame più facile del solito.

Circa l’80% degli studenti avverte poi il peso delle aspettative dei genitori e più del 40% si sentirebbe fortemente svalutato nel caso l’esito dell’esame non fosse in linea con i piani della famiglia. Ne abbiamo parlato con Giuseppe Lavenia, psicologo e psicoterapeuta, presidente dell’associazione nazionale Di.Te.

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Dottore, dalla vostra ricerca è emerso che i maturandi sono stressati a causa del periodo in Dad. Questo dato si accentua con l’avvicinarsi degli esami. Perché?
I ragazzi, dopo aver affrontato lo stress da Dad, si ritrovano a fare i conti anche con quello da maturità. Ci saremmo dovuti occupare di più della loro salute mentale già da inizio pandemia, ma non è stato fatto nemmeno in questa occasione, dando una prova durissima da affrontare senza considerare la loro psiche. Non accogliere la loro sofferenza facendo finta che sia stato un anno come tutti gli altri, secondo me non dà valore ai ragazzi che hanno sofferto, faticato e si sono fatti forza anche svegliandosi la mattina e seguire la didattica a distanza”;

Cosa intende dire?
Non è facile restare motivati davanti a uno schermo tutti i giorni. Molti hanno addirittura detto che i ragazzi non hanno fatto quasi nulla. Ma invece di pensare a questo, dovremmo chiederci cosa abbiamo sbagliato noi adulti. Come mai magari, non si sono impegnati”;

Giuseppe Lavenia, presidente associazione Di.Te
Giuseppe Lavenia, presidente associazione Di.Te

Secondo lei in cosa ha fallito la Dad?
La Dad non è scuola. Non eravamo pronti. I docenti si sono impegnati tanto ma c’erano nei limiti oggettivi nella tecnologia. Inoltre abbiamo sottovalutato la sofferenza dei ragazzi, cioè il trauma di restare in casa senza socialità. Gli adulti non si sono presi cura di loro e la dura realtà è che stanno dando troppe cose per scontate. Purtroppo i dati che emergono ci dicono che i ragazzi hanno sofferto la pandemia. In Dad non c’erano pause, nessuno chiedeva loro come stessero, di cosa avessero bisogno dal punto di vista didattico ed educativo. Secondo me i docenti andavano slegati dall’impegno della performance, cioè di seguire i programmi e il Governo avrebbe dovuto seguire questa linea. Invece ha fatto finta che nulla fosse accaduto e si nota anche dagli esami di maturità che si avvicinano”;

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Come sarebbe dovuta essere la maturità 2021?
Bisognava pensare a un esame che non valutasse le competenze dei maturandi, come se l’anno prima non fosse successo nulla, ma concentrarsi sulla loro intelligenza emotiva. I ragazzi, come emerge dai dati, non riescono più nemmeno a immaginare il loro futuro. Questo vuol dire che è come se il motore di tante vite si fosse spento o fosse in panne. Bisogna correre ai ripari quanto prima”;

Parla anche dei programmi scolastici?
I programmi sono stati completati. Pur di completarli però, non abbiamo preso molto in considerazione la parte emotiva di questi ragazzi. Li facciamo arrivare agli esami pieni di angoscia. Magari li supereranno brillantemente, ma non avranno motivazione ad andare avanti con i loro progetti di vita”;

Esame di maturità
Maturità 2021, le nuove prove per l’esame di Stato: due ipotesi al vaglio (Foto: Getty)

Emerge anche che tra le ragazze questo dato è più accentuato. Assieme allo stress, il quadro generale vede una prevalenza di emozioni come paura (12%), disperazione (10%), noia e rabbia (7% ciascuna).
Sicuramente perché le donne tendono a immaginare e progettare molto di più degli uomini e la parte emotiva è più sviluppata a quell’età”.

Com’è cominciata la vostra ricerca?
Abbiamo intervistato 1600 ragazzi. Volevamo capire come hanno vissuto questo ultimo periodo e come stessero vivendo l’avvicinarsi degli esami di stato. Da lì abbiamo deciso di indagare per capire come stessero percependo la maturità, dopo un anno quasi esclusivamente in dad. Quindi volevamo capire se l’ansia fosse aumentata a differenza dei precedenti e dai dati è emerso che i ragazzi si sentono meno preparati e pronti agli esami e hanno molta più ansia. La cosa interessante, secondo me, è che la dad non ha funzionato da un punto di vista emotivo. L’anno scorso il 38% dei ragazzi non riusciva ad immaginare un futuro, ora siamo arrivati al 70% che non ha fiducia nel futuro. Questo è un dato allarmante e significa che anche quei ragazzi che pensavano di andare all’università, è possibile che si fermino”.

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