Covid-19 Bassetti a iNews24: “Vaccinazione eterologa in qualche caso è più efficace”

Secondo Matteo Bassetti la campagna vaccinale italiana sta attraversando un momento difficile a causa delle “situazioni che stanno accadendo che stanno facendo crescere un movimento di cittadini importante contro i vaccini".

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Secondo Matteo Bassetti la campagna vaccinale italiana sta attraversando un momento difficile a causa delle “situazioni che stanno accadendo che stanno facendo crescere un movimento di cittadini importante contro i vaccini. Negli ultimi tre giorni sui social ho subito una quantità impressionante di attacchi veramente pesanti, rivolti a me come persona e come uomo delle istituzioni scientifiche e alla mia famiglia”. Ai microfoni di iNews24, il direttore della Clinica Malattie Infettive del Policlinico San Martino di Genova, dice che il Ministero e le istituzioni in generale, dovrebbero esporsi di più nella campagna vaccinale.

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Ieri il Comitato tecnico-scientifico ha deciso di non utilizzare più il vaccino Astrazeneca per le fasce d’età sotto i 60 anni e le seconde dosi verranno fatte con Pfizer.
Era difficile continuare a utilizzare un vaccino su cui, nel tempo, sono state prese tante decisioni contrastanti. Credo che ieri sia stata decretata la fine delle somministrazioni Astrazeneca in Italia. Forse per coerenza si poteva dare uno stop definitivo, ma tanto è come se l’avessero detto. Ai giovani verrà somministrata la seconda dose con Pfizer. Gli over 60 potranno scegliere con quale siero fare il richiamo e probabilmente non sceglieranno Astrazenca”;

Cosa è stato sbagliato, secondo lei?
I dati scientifici che vengono fuori dall’esperienza inglese, dicono che il vaccino Astrazeneca è efficace e sicuro. Ha subito però, una comunicazione non lineare. Le decisioni, nel tempo, del Comitato tecnico-scientifico sono state tante e contraddittorie. Evidentemente questo non ha aiutato e credo che il provvedimento di ieri sia stato ragionevole. Non tanto dal punto di vista scientifico, quanto per il momento difficile per la campagna vaccinale”;

Covid Bassetti
Matteo Bassetti (da Facebook)

Perché è un momento difficile?
Le situazioni stanno facendo crescere un movimento di cittadini importante contro i vaccini. Negli ultimi tre giorni sui social ho subito una quantità impressionante di attacchi veramente pesanti, rivolti a me come persona e come uomo delle istituzioni scientifiche e alla mia famiglia. È un momento difficile e molti considerano gli esperti scientifici come me e i miei colleghi come chi porta avanti la campagna vaccinale. Io però, porto un pensiero scientifico e starò sempre dalla parte dei vaccini. Non indietreggio a causa di questi attacchi. È chiaro però che in un momento come questo, dovrebbero essere le istituzioni governative come il Ministero a metterci la faccia, piuttosto che noi”;

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In che senso?
Se i No-Vax attaccano gli esperti scientifici, è chiaro che in qualche modo pensino che siamo noi a portare avanti la campagna vaccinale. Io sono a favore, però poi la campagna vaccinale deve essere fatta dallo Stato italiano per il bene dei propri cittadini. Anche la situazione gioca un ruolo importante. Mentre in Uk si è raggiunta l’immunità di gregge durante la massima diffusione del virus, in Italia la stiamo raggiungendo in un momento in cui i reparti si stanno svuotando, i malati non ci sono quasi più e l’Italia è quasi tutta bianca. Quindi le persone si chiedono perché vaccinarsi. Ma dobbiamo evitare di pensare che sia tutto passato, sarebbe un grosso errore. Dobbiamo continuare con le vaccinazioni per tutte le età e questi episodi (come quello di Camilla Canepa ndr.) devono essere studiati dalla farmacovigilanza e dalla magistratura per capire le azioni dei vari farmaci e altre condizioni. Ma non devono destabilizzare la campagna vaccinale perché sarebbe un gravissimo errore”;

AstraZeneca
(@GettyImages)

Ritiene rischioso somministrare le seconde dosi con vaccini diversi?
I dati della vaccinazione eterologa dicono che sembra esserci una risposta anche migliore, in qualche caso. Dobbiamo renderci conto che stiamo facendo una campagna vaccinale durante la quale impariamo giorno dopo giorno sul vaccino, che è stato approvato sette mesi fa. Quando i cittadini vogliono risposte, hanno ragione. Ma anche noi scienziati e tecnici stiamo studiando”;

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Che fine faranno le dosi di Astrazeneca acquistate, secondo lei?
Credo che saranno riconsegnate alle case produttrici o si troverà il modo di destinarle ad altri Paesi. Non tutti hanno la ricchezza di vaccini che abbiamo noi e alcuni hanno più difficoltà a conservare i sieri in frigo a -20°. Si potrebbe pensare di utilizzare le dosi di Astrazeneca in altri Paesi, ma lo deciderà la struttura commissariale. Mi pare che ci sia una dicotomia tra quello che dice la scienza e le autorità regolatorie da un lato e quella che è la percezione dell’opinione pubblica dall’altro. La decisione di ieri del Cts è di politica sanitaria, non di scienza sanitaria”;

Sta dicendo che la scienza e l’Ema siano in qualche modo state scavalcate?
I primi lavori presentati all’Ema, quelli dello studio registrativo, ha detto che è un vaccino che va addirittura meglio nelle fasce d’età minori, perché nella Fase III c’erano più giovani e meno rappresentanti delle classi di età più avanzate. Così l’Ema ha dato un’approvazione e ha detto ai singoli stati di decidere quale utilizzare a seconda della disponibilità dei farmaci”.

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