Usa, il Pentagono attacca la Cina: “E’ la minaccia numero uno”

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Nuovo attacco del Pentagono negli Usa contro la Cina. Per il segretario alla Difesa, John Lloyd Austin, il paese orientale è il nemico numero uno.

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Il presidente Joe Biden al Congresso del Us Air Force (via Getty Images)

Gli Usa hanno archiviato la guerra mondiale contro il terrorismo. Adesso per il paese americano l’obiettivo è quello di confermare la leadership nel mondo sia dal punto di vista economico, che da quello militare. L’avversario numero uno, ad oggi, è la Cina. A confermarlo ci ha pensato John Lloyd Austin, segretario alla Difesa, attraverso una direttiva trasmessa al Pentagono. Austin indica il colosso orientale come “la minaccia numero uno”. Il momento è storico per gli Stati Uniti d’America, che adesso è pronta ad avviare una nuova era.

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Per la prima volta dopo anni, infatti, passano in secondo piano i conflitti con Isis, Al Qaeda ed Iran e le tensioni contro la Russia. Quindi gli Usa si concentreranno sull’estremo Oriente, strategia che potrebbe avere ricadute sull’Europa dal punto di vista geo-politico. Gli Usa, quindi, voglio accelerare lo sviluppo di nuovi concetti operativi, dello schieramento dei reparti e di una più moderna forza militare e civile. Ad ricordare gli obiettivi del paese ci ha pensato lo stesso Austin, mostrando l’intenzione di voler rafforzare la rete di alleati.

Usa, il Pentagono sicuro: “La sicurezza nazionale dipende dal confronto con la Cina”

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Il presidente americano durante una conferenza al Pentagono (Getty Images)

A preoccupare maggiormente gli Usa ci ha pensato la trasformazione militare della Cina. Infatti per il Pentagono la sicurezza nazionale, adesso, dipende dal confronto con il colosso orientale. I primi effetti del nuovo piano statunitense, quindi, riguarderanno le alleanze con l’obiettivo di rendere centrale il blocco indo-pacifico. Diventeranno strategiche per il paese americano i rapporti con Singapore, Malesia, Giappone, Corea del Sud e soprattutto India. Mentre l’amministrazione americana dovrà rivitalizzare i rapporti con Australia e Nuova Zelanda, con Taiwan che potrebbe tornare strategica nello scacchiere statunitense.

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Inoltre gli Usa hanno deciso di adottare nuove strategie con le operazioni cyber e la ‘guerra elettromagnetica‘ che diventeranno dottrina integrata. Il paese di Biden ha infatti espresso il bisogno di rinnovare le strategie militari. Inoltre viene richiesta anche una ‘rivoluzione culturale‘, che prevede un rinnovamento della formazione militare: dall’addestramento allo sviluppo delle carriere. Il 46esimo presidente americano punta nuovamente ad un forte coordinamento tra Esercito e Marina, con i Marines che sono stati i primi ad essere convocati nella nuova organizzazione dei reparti.

Adesso quindi ci sarà grande attesa per la risposta da parte di Pechino, che con molte probabilità cercherà di aumentare la tensione nel Pacifico. Il presidente Biden, però, non appare intimorito e sembrerebbe pronto ad un eventuale escalation. Infatti, davanti ai soldati della base di Mildenlhal, il presidente ha ricordato che l’America è tornata e le democrazie sono pronte ad affrontare le sfide del futuro.

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