Astrazeneca, Crisanti a iNews24: “Non capisco dove fosse il Cts quando hanno organizzato gli open day”

"Penso che i test in Italia sono talmente pochi che non riflettono la situazione reale e non mi sorprenderei se quello che sta avvenendo nelle città siciliane dovesse avvenire altrove. Il virus si trasmette, basta guardare cosa sta succedendo in Inghilterra"

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Il vaccino Astrazeneca è sicuramente efficace e sicuro, ma siccome ci sono state delle complicazioni, e dato che ci sono delle alternative, è meglio evitarlo per i giovani”. Ai microfoni di iNews24 Andrea Crisanti, direttore del Dipartimento di Microbiologia dell’Università di Padova, è polemico sulla decisione di organizzare gli open day del vaccino Astrazeneca rivolto ai giovani.

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Dopo nuovi casi di trombosi e la morte della diciottenne a Genova sono tornati i dubbi sull’uso del vaccino Astrazeneca e sugli open day destinati ai giovani, durante i quali quest’ultimo viene somministrato.
Non voglio aggiungere polemiche a tutta questa situazione. Il vaccino Astrazeneca è sicuramente efficace e sicuro, ma siccome ci sono state delle complicazioni, e dato che ci sono delle alternative, è meglio evitarlo per i giovani”;

Il Comitato tecnico-scientifico (Cts) sta valutando un eventuale cambio strategia e la decisione è attesa a breve.
Non capisco. Si era già detto che Astrazeneca non sarebbe stato somministrato alle donne particolarmente giovani. Dov’era il Comitato tecnico-scientifico quando hanno cominciato a fare Astrazeneca ai ragazzi? Non capisco con quale criterio siano stati fatti gli open day e la cosa mi ha sorpreso”;

Pensa la stessa cosa anche degli open day di Johnson & Johnson?
Johnson & Johnson – che sembra dare meno problemi di Astrazeneca – è simile. Penso che, in via precauzionale, ai giovani dovrebbe essere somministrato Pfizer o Moderna”;

Andrea Crisanti, professore ordinario di microbiologia all'Università di Padova - Foto Facebook
Andrea Crisanti, professore ordinario di microbiologia all’Università di Padova – Foto Facebook

Ora che il green pass è stato approvato, andare all’estero potrebbe favorire la diffusione o lo sviluppo delle varianti?
Più il virus circola, più varianti si sviluppano. Nessun Paese ha ancora raggiunto l’immunità di gregge e non si sa ancora per quanto tempo duri la vaccinazione. Ma non metto in dubbio il green pass perché sicuramente le persone vaccinate si ammalano di meno e sono molto più protette. Il numero dei casi è sicuramente sottostimato perché si fanno pochi tamponi. Penso che la vera cosa positiva è che i vaccini funzionano e le terapie intensive sono in riduzione e questa è la cosa più importante. Chiaramente tutto ciò ha anche un valore politico e di stimolo all’economia”;

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Non mi sorprende. Penso che i test in Italia sono talmente pochi che non riflettono la situazione reale e non mi sorprenderei se dovesse avvenire in altre città. Il virus si trasmette, basta guardare cosa sta succedendo in Inghilterra”;

Come ha detto il commissario straordinario Francesco Figliulo, il vaccino in vacanza sarà possibile solo in casi eccezionali. Ma allo stesso tempo le Regioni si stanno impegnando in modo da poter fare le seconde dosi ai villeggianti, allineando i sistemi informativi e attraverso il bilanciamento delle dosi.
La seconda dose in vacanza può essere di aiuto alle persone, ma sicuramente creerà grossi scompensi. In ogni città il numero dei vaccini e tarato sul numero degli abitanti. Quindi alcune città potrebbero non avere le stesse capacità. Consideriamo anche il fatto che il personale addetto potrebbe stare in ferie in estate. Sicuramente è una cosa che ha del merito, ma bisogna vedere come si declinerà dal punto di vista pratico”.

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