Cashback, arriva la bocciatura decisiva: ora gli utenti tremano

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Cashback, arriva la bocciatura decisiva: un duro colpo per tutti gli utenti che ora tremano in attesa che il governo decida

Cashback Governo Draghi
(via Screenshot)

Mancano poco più di tre settimana all’appuntamento decisivo per tutti quelli che hanno sposato il progetto del cashback di Stato e in questo mesi si sono dati da fare per partecipare. Un rimborso ordinario, dato dalla somma delle operazioni di pagamento effettuate e in proporzione. Un rimborso straordinario, per quelli che risulteranno nelle posizioni che contano del Super cashback. Ma poi sarà tutto finito.

O meglio è il rischio reale che corre tutto il piano cashback nazionale che in teoria andrà avanti almeno fino al giugno 2022 e quindi per altro due semestri. In realtà però l’analisi fatta dalla Corte dei Conti è tanto precisa quanto spietata. Così come è strutturato il programma oggi non può funzionare e rischia di non avere adeguata copertura finanziaria da parte dello Stato.

La Corte dei Conti, esaminati i dati e l’andamento della raccolta nei primi quattro mesi del 2021, ha dato parere negativo parlando di forti criticità e limiti. Difficoltà che, se non dovesse essere messa in atto una profonda riforma, rischiano di affossare i sogni degli italiani ancora prima del nascere.

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Cashback, arriva la bocciatura decisiva: tutto quello che c’è da correggere secondo la Corte dei Conti

La Corte dei Conti nel suo ‘Rapporto 2021 sul coordinamento della finanza pubblica’ punta il dito sui benefici prodotti nei settori interessati. Ma anche sull’impatto nell’emersione di ricavi e compensi che in precedenza erano occultati. In particolare, manca una vera distinzione tra i beni oltre che i servizi che sono oggetto delle transazioni e i soggetti che forniscono la prestazione.

Secondo la Corte sarebbe preferibile “una soluzione che privilegi i pagamenti verso operatori medio piccoli prevedendo un incentivo differenziato. Quanto al numero minimo di operazioni richieste nel semestre per la corresponsione del rimborso, esso appare esiguo, indebolendo l’interesse ad utilizzare il pagamento elettronico”.

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Cashback (Getty Images)

Inoltre per il Super cashback, per evitare gli abusi dei ‘furbetti’ sarebbe più opportuno limitare il numero di operazioni effettuabili con il medesimo operatore nell’arco della stessa giornata. E il premio finale di 1500 euro ai primi 100mila utenti per numero di operazioni nei sei mesi appare spropositato.

Tutti rilievi dei quali il governo dovrà tenere conto non tanto per i rimborsi attuali, ormai vicini, quanto per quelli del secondo semestre 2021. Perché senza il parere favorevole della Corte dei Conti, impossibile ricevere i soldi.

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