Zaffini (FDI) a iNews24: “Centrodestra, la crescita di FDI rende nervosi Lega e Forza Italia”

Il senatore di Fratelli d’Italia, Francesco Zaffini, smorza le polemiche in relazione al mancato accordo tra i leader di centrodestra sui candidati in vista delle elezioni amministrative: “La sintesi c’è, mancano solo le incognite di Roma e Milano, ma il quadro si comporrà a breve”. Sulla possibilità di un fusione tra la Lega di Salvini e il partito di Silvio Berlusconi, l’esponente di FDI non ha dubbi: “Molti elettori sia della Lega che di Forza Italia non apprezzerebbero questa scelta”

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Francesco Zaffini (Da Facebook)

Dopo l’ennesima fumata nera al vertice del centrodestra, il secondo dopo quello annullato la settimana scorsa, si può ormai dire e la tensione con gli alleati per la scelta dei candidati da presentare alle amministrative, non sia più un mistero?

“Diciamo che c’è un contesto generale che sicuramente non facilita i rapporti. Il panorama politico della coalizione oggi vede due partiti sostanzialmente di pari peso, almeno nei sondaggi, ma con una dinamica differente perché un partito è in calo e l’altro in crescita. È fisiologico che ci sia una fase di confronto serrato, la politica del resto è anche questo. Personalmente non sono né preoccupato, né tantomeno sorpreso, anche perché è chiara a tutti quale sia l’importanza di questa coalizione; si tratta di momenti tattici, ma la strategia è sempre quella: che il centrodestra alle elezioni va unito

Salvini ha fatto capire di non accettare ultimatum di alcun genere, frenando anche sull’ipotesi che il prossimo incontro possa svolgersi martedì prossimo. Ma non c’è l’urgenza di esprimere i nomi dei candidati?

“L’urgenza ci sarebbe, però verosimilmente si voterà a metà ottobre, le liste andranno presentate entro settembre e i candidati usciranno certamente entro l’estate. Personalmente non credo che cambi qualcosa se impieghiamo una settimana in più di confronto con gli alleati, anche perché ormai la sintesi è stata trovata, mancano solo le grandi incognite riferite a Roma e Milano, ma sono certo che il quadro si comporrà in breve tempo. Non voglio negare che la situazione per certi versi sia oggettivamente difficile, con un pezzo di coalizione che è all’opposizione e un’altra che invece sta al governo. Anche le schermaglie fanno parte di questa specifica fase politica, e sono nervosismi che in qualche modo si riflettono anche sulle scelte dei candidati”

La crescita di FDI e i rapporti nel centrodestra

Caso Gregoretti Salvini
Meloni e Salvini (Getty Images)

Pochi giorni fa, Guido Crosetto, ha rilasciato delle dichiarazioni molto forti, dicendo che “evidentemente il problema nel centrodestra- per gli alleati-  si chiama Giorgia Meloni”. Lei è d’accordo?

“Non ci attacchiamo alle battute… Guido è un grande amico e condivido spesso ciò che dice. Se ci fermiamo al dato elettorale, stando ai sondaggi, è fisiologico che ci sia un certo nervosismo da parte degli alleati, ma il problema non può essere né FDI, né il suo leader, Giorgia Meloni. Il problema, casomai, ci sarebbe se all’interno del perimetro del centrodestra si perdessero voti a beneficio dell’astensionismo o di altri partiti, ma il fatto che il dato complessivo della coalizione di centrodestra sia sempre sopra il 50%, dovrebbe tranquillizzare anche i nostri alleati”

Quella tra voi e la Lega è comunque una situazione particolare, anche perché non era mai accaduto prima che ci fossero due leader di questo peso a contendersi il primato nella stessa coalizione…

“Potrei dire: ‘meglio avere due di leader che non averne nessuno’, ma so bene che la situazione è più complessa di così. Il problema è che il centrodestra non ha mai vissuto prima d’ora questa condizione, perché fin dalla nascita della coalizione c’è stato sempre un primo partito che era nettamente staccato dagli altri: prima era Forza Italia con Berlusconi, poi la Lega con Salvini. Fdi ha sempre rispettato il dato elettorale e la regola per cui il partito che riceveva anche un solo voto in più, doveva esprimere il Presidente del Consiglio. Oggi vale ancora quella stessa regola, e probabilmente il nervosismo dei nostri alleati nasce proprio da qui”

L’ipotesi di una fusione tra Lega e Forza Italia

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Salvini e Berlusconi (via Getty Images)

Proprio in relazione alla vostra crescita, come giudica l’indiscrezione secondo cui Lega e Fi starebbero pensando ad una fusione?

“Sinceramente, credo che queste siano notizie che in realtà servono più a voi giornalisti per riempire lo spazio della pagina quando non avete di meglio da scrivere. Non credo sia davvero un’ipotesi in campo e non capisco a chi dovrebbe convenire, anche perché non si tratterebbe di una fusione, ma di un’incorporazione della Lega nei confronti di Forza Italia. Significherebbe in pratica l’autoestinzione di FI”

Salvini però anche oggi su il Giornale ha rilanciato nuovamente questa ipotesi.

“Che lo faccia Salvini ci sta pure, ma perché mai dovrebbe volerlo Forza Italia che non avrebbe alcuna convenienza nel farlo? Anche il messaggio politico dei due partiti è abbastanza differente, certamente compatibile e alleabile, ma non al punto tale da  poterlo fondere. Non scherziamo, il messaggio di Forza Italia è storicamente diverso da quello della Lega, così come da quello di Fdi. Forza Italia è una ricchezza del centrodestra, una peculiarità che pesca il suo elettorato in ambienti in cui la Lega e Fdi avrebbero invece difficoltà a farlo. La coalizione è già bene articolata nel panorama politico cosi com‘è. Aggiungo poi che, per una vera fusione, servirebbe avere anche una qualche forma di parità, che in questo momento non mi pare di riscontrare nei rapporti di forza tra Lega e FI”

Quindi secondo lei non accadrà?

“Come ho detto, ritengo si tratti di una cronaca più giornalistica che altro. Se poi dovesse accadere, per carità, non avrei nulla in contrario. Penso però che ci sarebbero anche tanti elettori sia della Lega che di Forza Italia che non apprezzerebbero questo tipo di scelta, e qualora ciò dovesse succedere, FDI sarà pronta a raccogliere anche il loro sostegno”

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