Otto al ristorante, Pregliasco a iNews24: “Non anticipiamo i tempi”

“Procedere step by step”. È questo il consiglio di Fabrizio Pregliasco, docente dell'Università Statale di Milano, virologo e direttore sanitario dell'ospedale Galeazzi, sull'accordo tra Governo e Regioni per eliminare il limite di commensali a tavola all'aperto al ristorante in zona bianca ed estendere il numero di persone al chiuso per tavolo da quattro a otto persone.

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Procedere step by step”. È questo il consiglio di Fabrizio Pregliasco, docente dell’Università Statale di Milano, virologo e direttore sanitario dell’ospedale Galeazzi, sull’accordo tra Governo e Regioni per eliminare il limite di commensali a tavola all’aperto al ristorante in zona bianca ed estendere il numero di persone al chiuso per tavoli da quattro a otto persone.

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Professore, pensa che sia prudente in questo momento?
Dobbiamo procedere step by step. Siamo ancora in una fase di accrescimento della campagna vaccinale. Le cose sembrano andare bene, ma non anticipiamo troppo i tempi e andiamo piano. È un’indicazione che vuole cercare di ridurre la mobilità e quindi le occasioni di contatto. Andare al ristorante è un elemento che ci fa stare insieme a lungo senza mascherina, con una certa quota di rischio. Stringiamo ancora i denti, sono d’accordo sulla possibilità di limitare ancora per un po’ il numero delle persone sedute al tavolo”;

Fabrizio Pregliasco - Foto Twitter
Fabrizio Pregliasco – Foto Twitter

Il generale Figliuolo ha incitato anche i giovanissimi a vaccinarsi…
Penso che sia necessario. In questo momento c’è una quota di persone a rischio perché c’è una parte di anziani che non si sta vaccinando. Mentre si procede con loro, ben venga la possibilità di agire su tutti quelli che desiderano farlo. Tenere in attesa questi ultimi per sforzarsi su quelli più difficili da raggiungere, è un peccato dal punto di vista di una strategia che deve agire su due fronti: cercare di raggiungere i dubbiosi da un lato e continuare con chi vuole vaccinarsi, dall’altro. Soprattutto perché gli hub sono attrezzati come vere e proprie catene di montaggio, al di là dell’inciampo di Bologna. I ragazzi hanno dimostrato una grande voglia di vaccinarsi”;

Gli hub prima o poi chiuderanno?
Sfruttiamoli ora che sono aperti, perché prima o poi verranno chiusi. Dopodiché bisognerà trovare diverse modalità di prossimità e sistematicità nell’attuazione attraverso i dipartimenti di prevenzione, medici di famiglia, farmacie. Più occasioni di prossimità ci saranno, meglio sarà in termini di facilitazione. I più riottosi, avendoli più vicino, magari si convinceranno a vaccinarsi”;

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Da un lato la campagna vaccinale procede speditamente, dall’altro però, con l’avvicinarsi dell’estate e quindi delle vacanze all’estero, si pone di nuovo il problema delle varianti, che potrebbero arrivare in Italia e in generale in Europa…
Il rischio di far arrivare qui le varianti, c’è tutto. Sono sono un elemento naturale. Non tutte sono cattive, alcune sono più contagiose di altre, ma in generale per evitare che si diffondano, dobbiamo procedere speditamente con la campagna vaccinale. Non tanto per contrastarle, quanto per ridurre l’impatto, in modo che quando il virus si ritroverà nelle curve, non troverà terreno fertile per infettare”;

Fino a quando si dovranno indossare le mascherine all’aperto?
Appena ci sarà un valore come quello dell’Inghilterra p degli Stati Uniti, potremmo anche togliere l’obbligo di indossarle”.

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