Brusca libero, Salvatore Borsellino a iNews24: “Politici incoerenti, oggi si indignano ma sono contro l’ergastolo ostativo”

“Mi meraviglio che tanti politici si indignino perché Brusca è uscito di galera, mentre pensano e parlano contro l'ergastolo ostativo. Sono due cose che non si accordano tra loro. L'alternativa sarebbe che Brusca, anche senza collaborare con la giustizia, tra quattro o cinque anni sarebbe stato messo lo stesso fuori di galera e come lui, tanti altri”. Sono le parole di Salvatore Borsellino, fratello del magistrato Paolo, ucciso da Cosa Nostra nel 1992 nella strage di via D'Amelio, in seguito alla liberazione per fine pena di Giovanni Brusca, dopo venticinque anni di carcere.

0

Mi meraviglio che tanti politici si indignino perché Brusca è uscito di galera, mentre pensano e parlano contro l’ergastolo ostativo. Sono due cose che non si accordano tra loro. L’alternativa sarebbe che Brusca, anche senza collaborare con la giustizia, tra quattro o cinque anni sarebbe stato messo lo stesso fuori di galera e come lui, tanti altri”. Sono le parole di Salvatore Borsellino, fratello del magistrato Paolo, ucciso da Cosa Nostra nel 1992 nella strage di via D’Amelio, in seguito alla liberazione per fine pena di Giovanni Brusca, dopo venticinque anni di carcere. Il dibattito sull’ergastolo ostativo si è aperto quando la Corte Costituzionale ha dichiarato questa forma di detenzione incompatibile con la Costituzione e ha dato un anno di tempo al Parlamento per provvedere con una legge.

LEGGI ANCHE: Covid-19, bollettino 1 giugno: 2.483 contagiati e 93 decessi

Come ha preso la notizia della liberazione di Giovanni Brusca?
Umanamente la liberazione di un assassino come lui è sicuramente una cosa che ripugna. Purtroppo se si accetta di stare in guerra – e quella contro la mafia lo è – si deve accettare anche cose che possono ripugnare. Bisogna tener presente anche che viene liberato per la legislazione premiale dovuta ai collaboratori di giustizia che fa parte di un pacchetto ideato da Giovanni Falcone proprio per poter avere delle armi per portare avanti questa guerra. Comprende il 41 bis e l’ergastolo ostativo, ed è pensata per spingere i collaboratori di giustizia a diventare tali”;

Perché non è d’accordo?
Per Giovanni Falcone e mio fratello Paolo Borsellino, un collaboratore di giustizia era tale se diceva tutto quello che sapeva. Io ritengo che Giovanni Brusca non abbia detto tutto quello che poteva dire. Il percorso della sua collaborazione un po’ anomalo, perché bisogna ricordare che all’inizio ha finto di collaborare con la giustizia accusando anche persone delle istituzioni. Ha fatto il falso pentito, poi si è deciso a collaborare, svelare, far processare e mettere in galera tanti altri”;

Salvatore Borsellino, fratello minore di Paolo Borsellino
Salvatore Borsellino, fratello minore di Paolo Borsellino – Foto Facebook

Si spieghi…
A mio avviso Brusca non ha detto tutto. Non ha parlato di cose che sicuramente conosce. Mentre Spatuzza ha parlato delle interessenze degli uomini del servizio segreto deviato nella strage di via d’Amelio, Brusca sicuramente è al corrente di cose analoghe della strage di via Capaci ma non ha parlato di questo. Forse questi mafiosi hanno più paura della vendetta dei pezzi deviati dello Stato. Paolo Borsellino e Giovanni Falcone non avrebbero accettato una collaborazione parziale per potergli dare lo status di collaboratore di giustizia ed avrebbero preteso, come hanno fatto, che rivelasse tutto”;

POTREBBE INTERESSARTI ANCHE: Una Biennale a Napoli? “Siamo città d’arte, non solo di pizza e mozzarella”

Il fine pena di Brusca ha dato vita a polemiche da parte di tutte le forze politiche…
Mi meraviglio che si indignino per il fatto che Brusca sia uscito di galera quando intanto stanno pensando ed hanno parlato contro l’ergastolo ostativo. Sono due cose che non si accordano tra loro. L’alternativa sarebbe che Brusca, anche senza collaborare con la giustizia, tra quattro o cinque anni sarebbe stato messo fuori di galera. Come lui tanti altri. Umanamente spero che un giorno Brusca incontri una di quelle persone come Santino Di Matteo a cui ha ucciso il figlio. Anche lui è un criminale, anche se poi ha collaborato con la giustizia, però è anche un padre a cui hanno sciolto il figlio nell’acido”;

Giovanni Brusca - Foto di Wikipedia
Giovanni Brusca – Foto di Wikipedia

Tina Montinaro, moglie di Antonio, caposcorta di Falcone ha difeso il pm dicendo all’AGI: “Non mi piace il fatto che oggi si voglia dire che è una legge che ha voluto Falcone. Indubbiamente l’ha voluta lui, ma Falcone aveva pochi pentiti. Dopo di lui invece, sono arrivati altri mille collaboratori di giustizia, ma la verità sulla strage ancora non si conosce. Vuol dire che qualcosa non ha funzionato. Lo Stato in questa vicenda vacilla e dimostra un fallimento. E se la verità ancora dopo tanti decenni non si conosce, significa che questa legge bisogna cambiarla”. Concorda?
Sicuramente, se Falcone e Borsellino fossero vivi, tante cose sarebbero diverse oggi. Gli ultimi trent’anni della nostra storia sarebbero stati diversi. Avrebbero adattato la legislazione ai tempi e all’evolversi della mafia. Ma purtroppo con i se non si costruisce nulla”;

LEGGI ANCHE: Covid, Draghi: “Vedo voglia di ripartire, ci aspetta una fase nuova”

La mafia di oggi non è più quella degli anni Novanta…
La mafia si è sempre evoluta ed è sempre cambiata. È passata dal proteggere i latifondi, fino ad essere restaurata con lo sbarco americano in Sicilia, che ha messo a capo dell’amministrazione i figli dei mafiosi rientrati dall’America, al contrabbando di sigarette e droga. Oggi addirittura il suo business principale è il riciclaggio degli immensi capitali accumulati che oggi drogano l’economia pulita dello Stato. Oggi la Lombardia è un outlet dei capitali mafiosi che comprano gli esercizi in difficoltà. Tante cose sono cambiate e purtroppo Paolo Borsellino e Giovanni Falcone non ci sono più”.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui