Amazon, accuse di abuso di posizione dominante: la vicenda

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Amazon è finita nei guai dopo l’accusa di abuso di posizione dominante dal procuratore generale Karl Racine: i dettagli della vicenda

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Amazon è nei guai? Il colosso di e-commerce di Jeff Bezos è stato citato in giudizio dal procuratore generale Karl Racine con l’accusa di abuso di posizione dominante e concorrenza sleale nei confronti di venditori di terze parti che sfruttano il marketplace. Una situazione simile si era verificata anche nel 2019, quando Amazon fu poi costretto a rimuovere le clausole legate ai prezzi dai contratti.

L’accusa afferma che Amazon avrebbe inserito di nuovo alcune clausole riguardanti la politica di prezzo dell’azienda.

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Amazon, i dettagli dell’accusa

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Sostanzialmente, secondo l’accusa, i venditori che siano intenzionati ad offrire i prodotti tramite il marketplace di Amazon, non potranno poi pubblicare offerte a prezzi inferiori su altri siti, incluso quello stesso del produttore.

Il procuratore Racine ha ammesso che tale politica impedisce ai concorrenti di guadagnare quote di mercato e questa è una pratiche scorretta. Una minore concorrenza porta ad una minor innovazione a scapito del consumatore.

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La causa ora è di competenza della Corte Superiore di Washington, alla quale viene chiesta la revisione delle politiche e dei contratti di Amazon sulla gestione dei prezzi di vendita. Le clausole di Amazon sono ritenute troppo rigide per i venditori che, però, d’altra parte sono attratti dall’e-commerce per l’immensa vetrina di visibilità che è.

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