Tragedia a Stresa, gravi le condizioni del piccolo di cinque anni: è l’unico sopravvissuto

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Il piccolo di cinque anni, unico sopravvissuto nel tragico impatto della cabinovia crollata al suolo, è stato sottoposto ad un intervento presso l’ospedale infantile Regina Margherita di Torino

Tragedia a Stresa, gravi le condizioni del piccolo di cinque anni
Tragedia nei pressi del Lago Maggiore: si è staccata una cabina della funivia (Screenshot Twitter)

Sono gravi le condizioni del piccolo sopravvissuto nell’incidente della funivia del Mottarone. Il bambino (cinque anni) è stato sottoposto ad un intervento presso l’ospedale infantile Regina Margherita di Torino dove è stato ricoverato dopo l’accaduto, ma la prognosi resta riservata.

Attualmente il piccolo è sedato e intubato. A perdere la vita nel crollo della funivia sono stati invece il suo fratellino di due anni, Tom Brian, e i genitori. Momento di dolore per la zia che arrivata in ospedale ha dichiarato di essere venuta a conoscenza della tragedia tramite messaggi.

In tanti le scrivevano “mi dispiace” ma la donna non capiva il motivo. La zia del piccolo, medico in un carcere del Pavese dove viveva tutta la famiglia di origini israeliane, non si è sbilanciata sulle condizioni del suo nipotino. Il bambino nell’impatto con il suolo ha subito un trauma cranico: “Bisogna capire come evolverà la situazione”.

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Posto sotto sequestro l’impianto: 14 le vittime della cabinovia

Il piccolo di 5 anni ricoverato presso l’ospedale infantile Regina Margherita di Torino è l’unico sopravvissuto dei 15 turisti caduti al suolo con il crollo della cabinovia di Stresa-Mottarone.

La fune dell’impianto ha ceduto nella parte più alta della struttura. Dopo l’impatto con il suolo, la cabina è rotolata facendo sbalzare fuori alcuni dei passeggeri recuperati solo più tardi dai vigili del fuoco nel bosco. Il crollo è avvenuto a 300 metri prima di raggiungere la vetta della montagna.

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L’impianto è stato posto sotto sequestro dalla procura di Verbania. A renderlo noto è stato il tenente colonnello Giorgio Santacroce, comandante del Nucleo operativo dei carabinieri di Verbania. Si indaga adesso sulle cause che hanno portato al crollo della cabinovia.

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