Vaccini in vacanza, Di Perri a iNews24: “C’è elasticità nel calendarizzare la seconda dose. Il problema non esiste”

“Sì all'abolizione del coprifuoco a partire dal 21 giugno, a patto che prima di entrare nei locali al chiuso vengano effettuati i tamponi, o si esibiscano greenpass e certificato di guarigione”, dice Giovanni Di Perri, responsabile delle malattie infettive dell'ospedale Amedeo di Savoia di Torino. Il professore commenta la possibilità, arrivata lunedì 17 maggio sul tavolo della cabina di regia, di spostare da subito il coprifuoco alle 23 e dal 7 giugno alle 24, fino all'abolizione totale della misura a partire dal 21 giugno.

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Sì all’abolizione del coprifuoco a partire dal 21 giugno, a patto che prima di entrare nei locali al chiuso vengano effettuati i tamponi, o si esibiscano greenpass e certificato di guarigione”, dice Giovanni Di Perri, responsabile delle malattie infettive dell’ospedale Amedeo di Savoia di Torino. Il professore commenta la possibilità, arrivata lunedì 17 maggio sul tavolo della cabina di regia, di spostare da subito il coprifuoco alle 23 e dal 7 giugno alle 24, fino all’abolizione totale della misura a partire dal 21 giugno.

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Professore, la proposta del premier Mario Draghi è prudente, secondo lei?
Spostare il coprifuoco alle 23 o alle 24 non fa la differenza se tutto resta all’aperto. Dopo cena si avrà un po’ di tempo in più per tornare a casa e gioverebbe anche ai ristoratori. Non sarà certo lo spostamento di una o due ore a rompere l’equilibrio tra la lenta ma costante discesa dei casi e l’aumento delle vaccinazioni. La primavera porta le persone a trascorrere più tempo fuori casa, credo che sia un percorso fattibile”;

Sta parlando però solo dello spostamento del coprifuoco e non dell’abolizione completa, che – contagi permettendo – potrebbe avvenire dal 21 giugno…
Se si rimane con gli esercizi all’aperto, il coprifuoco potrebbe anche essere abolito, perché le trasmissioni sono molto basse. È chiaro che chi vuole trasgredire le regole, lo fa con e senza coprifuoco”;

Giovanni Di Perri - Screenshot da Youtube
Giovanni Di Perri – Screenshot da Youtube

Sul tavolo della cabina di regia ci sarebbe però, a partire dal primo giugno, la possibilità di aprire a pranzo e a cena al chiuso.
In questo caso dovrebbe essere adottato il vincolo del tampone, o di mostrare il greenpass, oppure il certificato di avvenuta guarigione anche per andare al ristorante. Secondo me questa è la via più prudente e auspicabile per gli accessi al chiuso. Con questo ritmo avremo molte meno infezioni, ma ci saranno lo stesso”;

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A quanto pare non c’è ancora una data per l’apertura delle discoteche.
Anche in questo caso, come abbiamo visto nelle prove in alcune città europee, si potrebbe seguire la strada dei tamponi, greenpass o certificato di guarigione. Queste cose andavano fatte già a novembre. La via è riaprire gradualmente, tenendo conto dell’andamento epidemiologico, e senza compromettere il grosso lavoro che è in corso”;

Il Governo ha dato il via libera alla seconda dose dei vaccini in vacanza.
Si può fare richiesta alla propria Asl, che a sua volta invierà la documentazione all’Asl nella città in cui si va in vacanza. Si organizzeranno tra loro. Abbiamo la tecnologia adatta per questo”;

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Ma non tutte le Asl sono organizzate allo stesso modo.
Si possono spostare le date delle seconde dosi, facendo i vaccini prima di partire o al ritorno. C’è un’elasticità nel calendarizzare la seconda dose che riguarda tutti i vaccini, quindi il problema non esiste. Basta organizzarsi per spostare gli appuntamenti vaccinali senza comprometterne l’efficacia. La prima dose già protegge in maniera discreta”;

Il generale Figliuolo ha assicurato che a settembre si raggiungerà l’immunità di gregge. È possibile secondo lei?
Sì, se non ci saranno novità sul piano di varianti. Si stanno osservando con attenzione quelle inglesi, che sembrano responsive ai vaccini. Se tutto procederà in questo modo, alla fine dell’estate avremo una copertura vaccinale molto ampia ed efficace, con un rischio medio di infezioni bassissimo”;

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Com’è la situazione nel suo ospedale, l’Amedeo di Savoia di Torino?
I casi sono ancora tanti, ma la tendenza va verso la decrescita costante e questo è il segnale migliore. Il numero dei malati gravi è molto calato, anche perché abbiamo vaccinato gli ultraottantenni e parte dei settantenni, quindi si è abbassata l’età media. Quando avremo somministrato il siero anche alla fascia dei sessanta, a quel punto ci si ammalerà ancora, ma il numero dei casi sarà molto più gestibile e potremo riaprire tutti i servizi che abbiamo dovuto sospendere per ricoverare gli ammalati”;

Cosa è cambiato nelle degenze?
Abbassando la soglia di età, si è ridotto il tasso di mortalità. I morti che ancora ci sono, sono ricoveri d venti o venticinque giorni fa. La degenza in ospedale adesso dura un po’ meno e i pazienti hanno una prognosi media migliore. Siamo sui dodici o tredici giorni di degenza”;

Che estate ci aspetta?
Secondo me, se sarà come quella passata, sarà una buona estate. Stiamo facendo tanti sforzi per raggiungere l’immunità collettiva. Rispettiamo le regole per non compromettere il patrimonio difensivo che stiamo costruendo”.

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