Castellammare di Stabia, tornano a Pompei gli affreschi trafugati

Sei strappi di affresco trafugati illegalmente sono tornati a casa, nel Parco Archeologico di Pompei. Risalenti al I secolo dopo Cristo, oggi, martedì 18 marzo sono stati riconsegnati a Gabriel Zuchtriegel, direttore generale del sito Unesco. I primi tre sono frammenti appartenenti alle Domus Villa Arianna e Villa San Marco di Stabiae, mentre gli altri provengono dagli scavi di Civita Giuliana, a ridosso della città mariana.

0

Sei strappi di affresco trafugati illegalmente sono tornati a casa, nel Parco Archeologico di Pompei. Risalenti al I secolo dopo Cristo, oggi, martedì 18 marzo sono stati riconsegnati a Gabriel Zuchtriegel, direttore generale del sito Unesco. I primi tre sono frammenti appartenenti alle Domus Villa Arianna e Villa San Marco di Stabiae, mentre gli altri provengono dagli scavi di Civita Giuliana, a ridosso della città mariana. La riconsegna è avvenuta al Museo Archeologico Libero D’Orsi di Castellammare di Stabia, provincia di Napoli, in presenza di Laura Pedio, procuratore aggiunto del Tribunale di Milano, Massimo Osanna, direttore generale dei Musei del Ministro della Cultura, Gaetano Cimmino, sindaco di Castellammare di Stabia, Giampaolo Brasili, comandante del Nucleo TPC di Napoli e una rappresentanza degli analoghi colleghi di Monza, guidata da Raffaele Adorante. Infine, Maria Rispoli, responsabile della Reggia di Quisisana e Silvia Bertesago, responsabile delle Ville di Stabia.

LEGGI ANCHE: Covid-19, bollettino 18 maggio: 4.452 contagi e 201 decessi

Frammenti di affreschi di Stabia: la storia

Gli affreschi di Villa Ariana e Villa San Marco di Castellammare di Stabia sarebbero stati trafugati all’inizio degli anni Settanta per poi essere esportati illegalmente e rivenduti ad antiquari negli Stati Uniti d’America, in Svizzera e in Gran Bretagna. L’indagine, condotta dal nucleo carabinieri Tutela del Patrimonio Culturale di Monza per contrastare il traffico illecito internazionale di beni archeologici, ha permesso di verificare che i beni, non presenti nella Banca dati dei beni culturali illecitamente sottratti – il più grande database di opere d’arte rubate al mondo – potrebbero essere stati trafugati negli anni Settanta del secolo scorso, esportati illecitamente e poi acquistati negli anni Novanta.

Consegna affreschi Castellammare di Stabia - Foto Facebook del sindaco Gaetano Cimmino
Consegna affreschi Castellammare di Stabia – Foto Facebook del sindaco Gaetano Cimmino

I frammenti di via Civita Giuliana: la storia

Gli altri strappi di affresco sono stati recuperati e restituiti dal nucleo carabinieri Tutela del Patrimonio Culturale di Napoli, in seguito a un’indagine avviata nel 2012 contro un gruppo criminale dedito allo scavo clandestino e alla ricettazione di beni archeologici in Italia e all’estero. I carabinieri, in via Civita Giuliana, a Pompei, trovarono una buca coperta da uno strato di lamiere, terra e coltivazioni, che conduceva a uno degli ambienti di una villa romana. Nella stessa operazione vennero sequestrati altri tre pannelli affrescati, divelti e pronti per essere esportati illegalmente.

POTREBBE INTERESSARTI ANCHE: Naomi Campbell, annuncio pazzesco: fan increduli – FOTO

Sinergia tra il Parco Archeologico e la Procura di Torre Annunziata:il protocollo di intesa a tutela del patrimonio storico – archeologico

Attualmente è in corso uno scavo a cura del Parco Archeologico di Pompei, su richiesta della Procura di Torre Annunziata, in attuazione di un protocollo di intesa stipulato tra le due istituzioni. Le ricerche realizzate finora hanno portato alla luce una serie di ambienti di servizio di una grande villa suburbana conservata in eccellenti condizioni, dalla quale sono emersi reperti come i due corpi di fuggiaschi, forse il padrone col suo schiavo, vittime dell’eruzione e individuati in un vano laterale del criptopotico, di cui è stato possibile realizzare calchi dalla resa straordinaria. Recentemente gli scavi hanno portato alla luce anche il corpo di un cavallo, di cui è già stato realizzato il calco e un carro da parata con bardature in bronzo.

Affreschi asportati nelle Domus Villa Arianna e Villa San Marco di Stabiae, attuale Castellammare di Stabia
Uno degli affreschi asportati illegalmente nelle Domus Villa Arianna e Villa San Marco di Stabiae, attuale Castellammare di Stabia
Gaetano Cimmino, sindaco di Castellammare di Stabia

Castellammare di Stabia è una città straordinaria dal punto di vista archeologico, culturale, paesaggistico e naturalistico. Per noi questo è un giorno importante, perché segna la vittoria della legalità. Si è riusciti, attraverso la sinergia tra le varie Procure e i carabinieri di Monza e Napoli, a portare questi frammenti di affreschi trafugati tanti anni fa. La storia della città torna al suo posto. La cultura per la nostra amministrazione rappresenta e rappresenterà sempre un momento di inclusione sociale e crescita civile. Investiremo 12 milioni di euro di fondi regionali in progetti a tutela del nostro patrimonio storico – artistico, anche per mettere in campo iniziative che impediranno, in futuro, di trafugare altri reperti. Quello che è successo oggi deve essere un monito, un esempio a chi ancora oggi utilizza gli scavi abusivi per trafugare le nostre ricchezze. La Procura porterà avanti altre iniziative volte a tutelare le ricchezze di Castellammare di Stabia. La riqualificazione e la rigenerazione del nostro territorio può avvenire solo attraverso la cultura, che è la chiave di volta della crescita di un territorio. Oggi abbiamo bisogno che i nostri cittadini si riapproprino della loro identità. Solo così città potrà crescere veramente”.

LEGGI ANCHE: Scuola, bocciatura per i banchi a rotelle: “Mai adoperati in 7 casi su 10”

Maggiore Giampaolo Brasili, comandante del Nucleo Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale di Napoli

C’è un protocollo tra noi, la Procura di Torre Annunziata e il Parco Archeologico per una mappatura degli scavi e sono in corso dei procedimenti per il recupero delle opere. Il discorso è molto più ampio, rispetto a quello importantissimo della restituzione di oggi. È diffusa la pratica di non comunicare il rinvenimento dei reperti, magari per la poca conoscenza delle normative. Invece è importante comunicarli, in modo da avviare un percorso con la Soprintendenza, che se ritiene, può darli in custodia a chi li rinviene, lasciando una dichiarazione che ne attesti la provenienza. L’interessato in questo modo potrà tenerli in casa senza rischiare implicazioni penali. È importante quindi, segnalare i rinvenimenti alla Soprintendenza, ai carabinieri della stazione locale o a noi”.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui