“Reddito di cittadinanza manda in crisi bar e ristoranti”, Filcams a iNews24: “Narrazione falsa e lontana dalla realtà”

“Una narrazione falsa e lontana dalla realtà”. Fabrizio Russo, segretario nazionale Filcams, con queste parole commenta ai nostri microfoni l'allarme lanciato dal mondo Horeca, secondo il quale chi percepisce il reddito di cittadinanza, per non rinunciare all'assegno di 780 euro, smetterebbe di cercare un lavoro. La conseguenza sarebbe la crisi del settore della ristorazione, i cui datori di lavoro faticherebbero a trovare lavoratori stagionali in questa fase delle riaperture.

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Una narrazione falsa e lontana dalla realtà”. Fabrizio Russo, segretario nazionale Filcams, con queste parole commenta ai nostri microfoni l’allarme lanciato dal mondo Horeca, secondo il quale chi percepisce il reddito di cittadinanza, per non rinunciare all’assegno di 780 euro, smetterebbe di cercare un lavoro. La conseguenza sarebbe la crisi del settore della ristorazione, i cui datori di lavoro faticherebbero a trovare lavoratori stagionali in questa fase delle riaperture.

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Filcams è in disaccordo con questa tesi: “Il quadro della crisi ci insegna nel comparto della ristorazione e dei pubblici esercizi, la situazione di centinaia di migliaia di posti di lavoro persi e altrettanti lavoratori in ammortizzatore ininterrottamente da un anno, che devono fare i conti ogni mese con i ritardi nell’erogazione dei relativi trattamenti e che sono i primi ad auspicare un riavvio delle attività”.

coprifuoco gelmini
Coprifuoco e modifica delle regole, è intervenuta la ministra Gelmini (Getty Images)

A fare da eco al mondo Horeca, Vincenzo De Luca durante la diretta Facebook di sabato 14 maggio: “Non si trovano più camerieri e lavoratori per le attività stagionali, mi hanno detto che per questo alcune attività non riapriranno – ha detto il presidente della Regione Campania –. Bene, questo è uno dei risultati paradossali dell’introduzione del reddito di cittadinanza. Se mi dai 700 euro al mese e vado a fare qualche doppio lavoro, non ho interesse ad alzarmi alle 6 e andare a lavorare in un’industria di trasformazione agricola”.

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Secondo Russo però, il reddito di cittadinanza e altri sussidi non sono il motivo vero per cui le persone non accetterebbero i lavori nel mondo della ristorazione. Quanto piuttosto le condizioni che potrebbero non essere disposti ad accettare: “Il tema con è certo la scelta tra lavoro e forme di sussidio. Ma piuttosto l’offerta di un lavoro regolare e adeguatamente retribuito, nel rispetto della legge e dei contratti e in condizioni di salute e sicurezza”.

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