Formentini (Lega) a iNews24: “Israele-Gaza, vittime palestinesi causate dagli stessi razzi di Hamas”

Il deputato della Lega e presidente del Protocollo di Collaborazione con la Knesset israeliana, Paolo Formentini, analizza la situazione in Medio oriente e difende i raid dell’aviazione di Tel Aviv: “Israele deve dare una risposta dura, perché quello che viene messo in discussione in questo contesto è il suo diritto ad esistere”. Il parlamentare del Carroccio commenta anche le operazioni di sfratto, poi bloccate dal tribunale israeliano, nei confronti delle famiglie palestinesi nel quartiere di Sheikh Jarrah: “Si è trattato di un semplice processo tra privati per ristabilire un diritto di proprietà, non c’era assolutamente niente di illegale”

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Paolo Formentini (Da Facebook)

Siamo arrivati al quinto giorno dello scontro che contrappone l’esercito israeliano e il popolo palestinese, qual è la sua idea in merito?

“La mia posizione, così come quella della Lega, è stata chiarissima sin da subito, come si è potuto ascoltare dall’intervento che ho avuto modo di fare in aula. Un intervento in cui ho stigmatizzato, non solo l’odio che è stato riversato su Israele in questi giorni, ma anche quello riversato contro Salvini, che è stato il politico italiano che più di tutti si è battuto per ribadire il diritto di Israele di esistere e difendersi. Non a caso, è stato il primo politico ad intervenire alla manifestazione che si è tenuta Roma due giorni fa, in solidarietà con il popolo israeliano”

Si aspettava questa escalation?

“Devo dire che nelle prime ore sembrava quasi che si volesse additare Israele come il responsabile delle violenze, in realtà sta solo cercando di difendersi dagli attacchi terroristici, come d’altronde dimostrano gli oltre 2000 razzi lanciati da Gaza, ma non solo, perché pare che alcuni siano lanciati addirittura dalla Siria”

Raid a Gaza, scontri e rivolte in Cisgiordania

Gerusalemme scontri moschee
Tensioni nella notte tra i manifestanti e la polizia (via Getty Images)

Questa volta la goccia che ha fatto traboccare il vaso sono stati gli sfratti di  alcune famiglie palestinesi nel distretto di Sheikh Jarrah a Gerusalemme Est.

“La vicenda è molto complicata, innanzitutto stiamo parlando di case che erano contese da un punto di vista giuridico, detto ciò la pronuncia della Corte è stata sospesa, il transennamento è stato rimosso, quindi mi pare evidente come, anche questa volta, Israele si sia speso per la pace e per superare il momento di tensione. Ma ripeto, quello degli sfratti a Gerusalemme Est si era un semplice  processo tra privati per ristabilire un diritto di proprietà secondo le leggi dello stato di Israele, non c’era assolutamente niente di illegale”

I palestinesi però non la pensano così…

“Dobbiamo partire da un concetto chiave: qui si sta contrapponendo l’unica vera democrazia del medio oriente, ad una delle frange terroristiche più violente che ci siano in quella zona del pianeta, vale a dire Hamas. Non possiamo prescindere da questo elemento nelle nostre analisi. Vorrei poi aggiungere un’altra cosa: una delle conseguenze peggiori di questo ennesimo attacco ad Israele, sta nel fatto che gli accordi di Abramo (13 agosto 2020- ndr) , ovvero quelli che sono stati considerati da tutti come ‘l’alba di un nuovo medio oriente’, vengono ora  messi in pericolo da questa crisi. Si tratta un accordo di normalizzazione delle relazioni tra mondo arabo e Israele, firmato anche da Emirati arabi, Bahrein, Sudan e Marocco; una strada nuova di collaborazione e rispetto,  che però evidentemente la leadership palestinese non sembra voler coglier e in alcun modo”

 La reazione di Tel Aviv e i raid su Gaza

Attacco Israele in Siria
Militari israeliani (Foto: Getty)

Gli scontri questa volta però non riguardano solo i miliziani di Hamas o i palestinesi di Gaza, ma hanno interessato anche la Cisgiordania, Gerusalemme est e più in generale anche molti arabi israeliani, che rappresentano circa il 20% della popolazione dello stato di Israele.

“Vero, ci sono stati anche tafferugli e scontri interetnici in varie città, ma il dato di fatto vero rimane il lancio di razzi contro la popolazione civile israeliana da parte di Hamas”

Anche a causa della disparità delle forze in campo, secondo lei non c’è una sproporzione nell’utilizzo della forza da parte dell’esercito israeliano?

“Il numero delle vittime palestinesi è direttamente imputabile agli stessi terroristi palestinesi, anche perché abbiamo notizie confermate che Hamas usa la popolazione civile come scudo umano. Ma non è tutto, secondo fonti israeliane infatti, una parte delle vittime palestinesi sarebbe addirittura dovuta al fatto che, diversi razzi sparati da Hamas contro Israele, sarebbero in realtà ricaduti proprio su Gaza, probabilmente per difetti di fabbricazione. Detto ciò, Israele deve dare una risposta dura, perché quello che viene messo in discussione in questo contesto è il suo diritto ad esistere. Ripeto, è la leadership palestinese che non vuole in alcun modo compiere quel percorso di normalizzazione dei rapporti con Israele, a differenza di gran parte del mondo arabo”

I risvolti politici della crisi militare

Mossad Israele
Israele, Benjamin Netanyahu (Foto: Getty)

A proposito di Autorità palestinese, Hamas e Al Fatah vengono accusate di sfruttare l’escalation, anche per mantenere un potere sempre più logoro ed evitare di indire elezioni nei territori palestinesi. Anche Netanyahu però probabilmente riuscirà a rimanere in sella proprio grazie a questa guerra…

“Non credo centri nulla con tutto questo. La fase politica in Israele ora è in periodo in cui il premier può cercare una maggioranza alternativa a quella che non è riuscita a vincere le elezioni, e anzi, se proprio vogliamo dirla tutta, i numeri per governare non li stava trovando nemmeno la coalizione alternativa”

Si tratta di una tempistica che però, in qualche modo, può rafforzare Netanyahu, anche e soprattutto rispetto al processo per corruzione che lo vede coinvolto…

“Lo dico senza polemica, ma questa mi pare una lettura tendenziosa, anche perché di fronte ad una crisi del genere, è naturale che qualsiasi Paese del mondo di unisca. Si tratta semplicemente di una congiuntura che forse consentirà a Netanyahu di prolungare le trattative per trovare una maggioranza, ma che non credo che possa essere usata strumentalmente“

Un’ultima domanda, c’è differenza secondo lei tra antisemitismo e antisionismo?

“Nessuna differenza, anzi, l’antisionismo oggi è una forma più strisciante di antisemitismo”

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