Gaza, Luisi (PCFR Italia) a iNews24: “È un massacro, sono morti oltre 30 bambini”

Stefano Luisi è un medico impegnato nell'assistenza sanitaria in Palestina con l'associazione Palestine Children's Relief Fund – Italia di cui è presidente. In questo periodo a causa del Covid-19 non si trova lì, ma è in contatto con i suoi colleghi e amici e racconta ai nostri microfoni uno scenario “mai visto prima”.

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Stefano Luisi è un medico impegnato nell’assistenza sanitaria in Palestina con l’associazione Palestine Children’s Relief Fund – Italia di cui è presidente. In questo periodo a causa del Covid-19 non si trova lì, ma è in contatto con i suoi colleghi e amici e racconta ai nostri microfoni uno scenario “mai visto prima”.

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Dottore, ci racconta la situazione reale di questi giorni tra Israele e Palestina?
Noi siamo medici e facciamo missioni umanitarie come volontari. Non siamo lì da più un anno per il Covid e le notizie che abbiamo provengono dai colleghi medici e dagli infermieri, soprattutto per quanto riguarda Gaza. Lì è un massacro, ad oggi sono morti oltre trenta bambini. La situazione racconta una densità di bombardamenti che non si era mai vista prima. I bombardamenti su Gaza sono i maggiori di sempre. Con alcuni miei amici di lì, ci sentiamo attraverso internet e loro dicono che Gaza è massacrata dalle bombe”;

La situazione tende a diventare più pericolosa di così?
Sono partiti circa duemila razzi da Gaza verso il Sud di Israele e dall’altra parte cercano di difendersi. La Palestina è occupata e i coloni imperversano e ricevono promesse di poter occupare sempre più il paese geograficamente e l’ultima goccia che ha fatto traboccare il vaso è il quartiere Sheikh Jarrah, palestinese. Loro non vogliono abbandonare le case e vengono ammazzati, quindi reagiscono. Gaza stavolta non c’entrava ma la situazione è diventata una buona occasione per essere bombardata. Sembra una barzelletta tragica in nome della storia religiosa, ma la gente continua a morire. Non so quanti morti ci sono oggi, ma sicuramente domani aumenteranno”;

Scontri Gaza
Medio Oriente, tensione alle stelle: Gaza lancia 100 razzi su Israele (Foto: Getty)

Domanda ingenua: secondo lei si arriverà mai alla risoluzione di questo conflitto?
Non so come si potrebbe risolvere. I tentativi di presa di posizione dell’Onu sono stati bloccati da Biden. Dall’elezione di un presidente all’altro si spera che il successivo sia migliore del precedente, ma non cambia mai nulla”;

Ci racconta cosa ha visto quando è stato lì?
Durante le nostre missioni c’erano sempre più morti di quelli che salvavamo. La situazione era drammatica, così com’è drammatico l’atteggiamento dell’Occidente così protettivo verso Israele. Credo che finirà come con gli Armeni. Saranno ammazzati a migliaia e costretti all’esodo. Finiranno sempre di più nei campi profughi del Libano o in Egitto. Negli ultimi vent’anni abbiamo visto uccidere i palestinesi e ora vediamo aumentare il numero dei morti. Loro si difendono come possono. Tutto questo può essere bloccato dall’Occidente, oppure potrebbe partire un’opposizione al conflitto dall’interno di Israele stessa, ma sarà sempre in minoranza. Nessun partito israeliano vince senza l’appoggio dei coloni. Nessuno può andare contro il loro desiderio di espandersi. Il quadro è apocalittico”;

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C’è abbastanza opposizione, secondo lei, a questo conflitto?
Bisognerebbe far vedere che esiste una parte minima della popolazione italiana che condanna la carneficina dei palestinesi. Ma analogamente, in tutto il mondo ci vorrebbe una reazione di piazza. Ci sono dietro accordi economici e politici e questo vale in Versilia, dove nessun sindaco, nemmeno di sinistra, ha mai realizzato un’iniziativa per i bimbi uccisi dagli israeliani, ma anche a Roma, a New York, a Washington o in Germania”;

Ricorda in particolare la storia di bambini che ha salvato?
Ci sono tante storie, nessuna è più importante di un’altra. Raccontarle diventerebbe pietistico e io da medico, non posso farlo. I bimbi sono tutti uguali, ognuno con la sua storia. È una strage continua e si vivono drammi incredibili”.

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