Palazzotto (Leu) a iNews24: “Lampedusa, l’emergenza è stata creata per poter trattare in Europa”

Il deputato di Leu, Erasmo Palazzotto, esprime un duro giudizio circa le responsabilità italiane nelle mancate operazioni di soccorso: “Le ultime 130 persone morte in mare hanno atteso invano di essere salvate da qualcuno”. Il parlamentare siciliano, non risparmia critiche anche alla gestione emergenziale dei flussi da parte del governo: “Saremmo più credibili in Europa dimostrando di saper gestire con responsabilità il fenomeno migratorio anche da soli”

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Erasmo Palazzotto (foto da Facebook)

Il tema dell’immigrazione è tornato in auge dopo gli sbarchi di questi ultimi giorni che vedono triplicare il numero degli arrivi rispetto all’anno scorso (12.991 nel 2021, erano 4.184 nel 2020). C’è però anche un altro dato che purtroppo è in aumento, quello dei morti in mare. Ieri dopo l’ennesimo naufragio, tramite un tweet, lei ha parlato di una “carneficina le cui colpe pesano sull’Europa”

“Mi pare che, per come l’Italia ha conosciuto il fenomeno dell’immigrazione in questi anni, oggi non siamo di fronte ad un’emergenza sbarchi, ma davanti ad un’emergenza naufragi, anche rispetto al livello di civiltà del nostro Paese. Negli ultimi anni abbiamo assistito ad una lenta cancellazione del sistema di soccorso statale nel Mediterraneo centrale e anche gli ultimi 130 morti, sono persone che per 24 ore non hanno ricevuto soccorso da nessuno dei centri di coordinamento dei paesi europei di competenza, quindi né da Malta né dall’Italia. Ecco, in questo momento io credo che questa sia la vera emergenza”

Come si può tamponare, se non risolvere, questa emergenza?

“Abbiamo innanzitutto bisogno di ripristinare un dispositivo di soccorso in mare, proprio per evitare che migliaia di persone perdano la vita in un’estate che, come tutte le estati, prevede un aumento delle traversate. Tutto questo, certamente, non a causa delle ong, come hanno dimostrato gli sbarchi di questi giorni, quando a Lampedusa sono arrivate oltre duemila persone, senza che ci fosse nemmeno una nave umanitaria in mare. La verità è che gli sbarchi continuano ad esserci, perché continuano ad essere drammatiche le condizioni dall’altra parte del Mediterraneo e sperare di poter fermare questo fenomeno pensando di fare accordi con le stesse figure che gestiscono le organizzazioni dei trafficanti, mi riferisco alla guardia costiera libica, non mi sembra una strategia vincente”

Le partenze dalla Libia e gli sbarchi a Lampedusa

Rescued refugees from Libya

Quindi, dietro l’aumento delle partenze potrebbe esserci una complicità dei libici?

“Non è un caso se la maggiora parte delle imbarcazioni che in questi giorni hanno raggiunto Lampedusa siano partite da Zawija, subito dopo la liberazione del noto trafficante Bija, anche capo della guardia costiera libica e appena promossa al grado di maggiore”

Nel frattempo però, l’emergenza a Lampedusa è reale, visto il numero di persone nell’hotspot siciliano…

“Ho la netta sensazione che a Lampedusa, anche questa volta, si sia voluto creare un’immagine di emergenza, da poter poi utilizzare sul tavolo per una trattativa in Europa. Davvero io non riesco a comprendere come sia possibile per un Paese come l’Italia non riuscire ad organizzare in 24 ore un trasferimento di massa sulla terraferma e offrire così finalmente condizioni di accoglienza più dignitose. Veramente l’Italia può permettersi di farsi trovare impreparata a tutto questo? Allora lo comunico io alla ministra Lamorgese:  visto che nei prossimi mesi aumenterà il numero degli  sbarchi, si vuole predisporre un meccanismo automatico di trasferimento, da Lampedusa sulla terraferma, per le persone che arriveranno, oppure ci vogliamo svegliare un giorno di agosto con tremila persone accalcate sull’isola, per poi poter gridare all’emergenza?”

A proposito di trattative europeee, la strategia della ministra Luciana Lamorgese sembra voler ricalcare lo schema del precedente accordo di Malta (La Valletta, settembre 2019), riproponendo quindi un meccanismo automatico di redistribuzione dei migranti sbarcati in Italia e a Malta.

“Io penso che avremmo maggiore credibilità in Europa, se ci dimostrassimo in grado di saper gestire con responsabilità il fenomeno migratorio anche da soli. Se si spera di poter utilizzare quelle immagini indegne per aprire una trattativa, allora sì che si ha davvero poca credibilità. Detto questo, rispetto alla gestione dei flussi migratori, l’Europa si gioca il proprio destino. Ecco perché in questo momento sarebbe necessario trovare lo stesso coraggio che, come Europa, abbiamo dimostrato nella gestione della pandemia, e applicare lo stesso principio di solidarietà del Next Generation Eu ad una nuova politica di immigrazione e asilo europeo”

La proposta di una missione europea di soccorso navale

Immigrazione
Sbarchi (da Getty)

Eppure anche solo la proposta di ripristinare una missione di soccorso europeo ha creato più di un malumore nella maggioranza, con Salvini e Molteni che hanno alzato la voce sulla questione, etichettando la proposta come “una provocazione”.

“Una missione di soccorso è innanzitutto un atto dovuto in un momento in cui c’è un’ emergenza che supera tutte le altre, e mi riferisco al dramma di quelle migliaia di persone che muoiono ogni anno tentando di attraversare il Mediterraneo. Resta il fatto che l’unico modo per fermare queste morti è quello di creare delle vie di accesso legale e permettere a chi ne ha diritto di arrivare in Italia, senza doversi affidare ai trafficanti, anche perché tutte le altre strategie adottate finora si sono dimostrate fallimentari. Dobbiamo capire che i flussi migratori vanno governati e non bloccati, perché solo cosi si garantisce la sicurezza di tutti, controllando chi arriva e lavorando sulle politiche di integrazione”

E questo è possibile farlo anche al governo con Salvini e Molteni?

“In questo momento l’emergenza è salvare le persone in mare. Prima ancora di discutere su un coinvolgimento europeo, dobbiamo stabilire un principio che vale anche rispetto a questo governo e alla presenza di Salvini e Molteni in questa maggioranza: prima si salva, poi si discute. Quindi prima ancora di una missione europea, basta ripristinare il sistema di soccorso ordinario nel Mediterraneo centrale e dare mandato alla nostra guardia costiera e alla marina militare italiana di intervenire e soccorrere le imbarcazioni in difficoltà, non come l’ultima volta, quando abbiamo fatto finta che non stesse succedendo niente, mentre 130 persone morivano annegate”

A tal proposito, a fine maggio il Parlamento dovrà decidere se rifinanziare la cooperazione con la Guardia costiera libica. Lei che ne pensa?

“Mi auguro che questa collaborazione non venga rifinanziata, sarebbe un errore gravissimo, anche perché come abbiamo visto si tratta della stessa guardia costiera che poi spara addosso ai nostri pescatori. Finalmente, almeno da questo punto di vista, credo che oggi non ci siano più dubbi su chi siano davvero le milizie che coordinano la cosiddetta guardia costiera libica”

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