Denise Pipitone, nuovo avvistamento: arriva la risposta ufficiale

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Denise Pipitone, nuovo avvistamento in Calabria: dopo la segnalazione da parte di una testimone ora arriva la risposta ufficiale

Tra speranze e delusioni, il caso della scomparsa di Denise Pipitone è aperto da 17 anni senza nessuna risposta certa anche se nelle ultime settimane molti fari sono stati accesi. L’ultima posta portava in Calabria, dopo la segnalazione di una testimone che pensava di averla vista, ormai grande, a Scalea.

(Screenshot Rai)

Quella ragazza in effetti esiste, si chiama Elena Denisa e potrebbe anche somigliare a Denise da grande. Ma ha due anni in meno (19 contro i 21 che avrebbe oggi la figlia di Piera Maggio) e soprattutto assicura di essere nata e cresciuta in Romania anche se da molti anni vive in Italia.

La locale Procura comunque disporrà tutti gli accertamenti del caso, compresa una comparazione del Dna, anche se la ragazza ha già detto la sua. Ai microfoni di ‘Chi l’ha Visto?’ ha ribadito di non essere lei e poi a ‘Pomeriggio Cinque’ ha rivolto un appello alla mamma di Denise. “Le dico di non perdere la speranza, è normale che una madre sia sempre alla ricerca. Se fossi stata io a braccia aperte sarei corsa da lei. Mi spiace, ma non sono io”.

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Una nuova falsa pista, quindi, anche se in assoluta buona fede da parte della testimone anche. In attesa del responso finale da parte della Procura, sembra un altro capitolo che si chiude anche se le ricerche non finiranno qui.

(Screenshot Rai)

Del caso Pipitone oggi è tornato anche a parlare Alberto Di Pisa, ex procuratore capo di Marsala. Secondo lui la pista giusta è quella della bambina vista a Milano e ripresa in un video in stazione dalla guardia giurata Felice Grieco. Lo ha confermato a ‘Storie Italiane’ su Rai Uno: “Al 90% era lei, per tanti motivi: la somiglianza fisica, il taglio sulla guancia sinistra e l’accento siciliano”.

Inoltre c’è un’intercettazione nella quale Jessica Pulizzi, la sorellastra della bambina, dice di averla portata a casa di qualcuno. Per questo è presumibile che qualcuno prelevato la bambina consegnandola poi ad un’altra persona che l’avrebbe ceduta ad un gruppo di rom.

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