“Vietato indossare i tacchi” a scuola, il cartello affisso da un preside scatena le polemiche a Riccione

Un cartello indirizzato al personale scolastico affisso al posto sbagliato ha dato il via a una serie di polemiche all'Istituto Comprensivo Zavalloni di Riccione. Riportava “Vietato indossare i tacchi” all'ingresso del cancello di uno dei plessi, ed ha provocato un misunderstanding generale tra i genitori, che hanno pensato che fosse rivolto a loro.

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Un cartello indirizzato al personale scolastico affisso al posto sbagliato ha dato il via a una serie di polemiche all’Istituto Comprensivo Zavalloni di Riccione. Riportava “Vietato indossare i tacchi” all’ingresso del cancello di uno dei plessi, ed ha provocato un misunderstanding generale tra i genitori, che hanno pensato che fosse rivolto a loro.

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Invece la scuola, che in questo periodo sta tenendo corsi sulla sicurezza sul lavoro, ha voluto ricordare agli insegnanti che andare a scuola con i tacchi può diventare pericoloso e mettere a repentaglio la loro sicurezza. Un motivo non certo inerente a forme di maschilismo o di “censura” nei confronti delle mamme e il preside Nicola Tontini tiene a precisarlo: “Con tutto quello che stiamo vivendo e che abbiamo fatto in questi mesi, ci sono cose più importanti a cui pensare”.

Scuola, immagine di repertorio - Pixabay
Scuola, immagine di repertorio – Pixabay

Dopo aver letto il cartello, alcuni genitori si sono risentiti della presunta decisione, ma non sapevano che c’era stato un equivoco. “Oltre ad essere un dirigente scolastico – spiega Tontini – sono un datore di lavoro che ha alle sue dipendenze circa 130 docenti, più il personale ATA. Il cartello è rivolto ai nostri lavoratori, che devono tenere delle precauzioni nella vita scolastica. Questo non lo decido io, ma il decreto 81 del 2008, che all’articolo 20 recita che i dipendenti devono avere cura di se stessi e degli altri, nell’ambiente di lavoro”.

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Come il divieto di fumo quindi o i cartelli riguardanti le misure di sicurezza anti-Covid. “Vietato indossare i tacchi” vuole ricordare che esistono delle precauzioni da mantenere a scuola: “La scuola deve ricordare che bisogna tutelarsi da ogni tipo di infortunio. I genitori sono considerati utenza occasionale e non vogliamo censurare loro se vengono a scuola con i tacchi”, continua il preside Tontini.

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La decisione di esporre il cartello è stata presa in seguito ai “corsi di aggiornamento che stiamo tenendo in questo periodo, sulla sicurezza delle varie figure preposte all’interno dell’Istituto. Tra le varie cose ci stato ricordato della possibilità di affiggere il cartello e l’abbiamo fatto. Ripeto che i genitori non sono considerati lavoratori della scuola. L’equivoco è nato – conclude Tontini – in seguito all’esposizione di uno dei cartelli in una posizione non consona, ovvero all’ingresso di uno dei plessi scolastici. Io dirigo otto plessi e può succedere. Ma in sei anni non c’è mai stata “censura” da parte mia e non comincerà adesso”.

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