Lite per il Ramadan a Roma, Marco Milani (SULPL): “Necessaria nuova legge sulle Polizie Locali”

Una lite cominciata per motivi religiosi finita in ospedale è avvenuta poco fa a Casilina, a Roma. Sul posto i vigili urbani: "Necessaria normativa nazionale".

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Una lite cominciata per motivi religiosi finita in ospedale è avvenuta poco fa a Casilina, a Roma. Un cittadino originario del Gambia avrebbe aggredito un suo connazionale con un collo di bottiglia, ferendolo al braccio. Sul posto è intervenuta una pattuglia di pronto intervento Yankee 8, del gruppo Sicurezza Pubblica Emergenziale del Corpo di Polizia Roma Capitale, che ha messo fine alla lite e medicato il malcapitato, applicandogli un laccio emostatico per fermare la copiosa fuoriuscita di sangue dal braccio, fino all’intervento del 118.

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L’uomo è stato portato al Policlinico Tor Vergata, dove i medici gli hanno diagnosticato ferite da taglio guaribili in 15 giorni. Il presunto aggressore si chiama E.J, ha ventiquattro anni, è stato arrestato in flagranza. In queste ore si trova agli uffici di Ponte di Nona per ulteriori accertamenti, in attesa del processo con rito direttissimo.

Arresto vigili urbani Casilina
Arresto vigili urbani Casilina

L’episodio si è verificato intorno alle 16 di oggi, venerdì 7 maggio. Stando alle prime ricostruzioni dei vigili urbani, la lite sarebbe cominciata all’uscita dalla moschea con un terzo amico, presente all’aggressione ma non coinvolto, per motivi legati alla religione e in particolare al Ramadan. Il giovane aggredito avrebbe detto all’amico di lasciar perdere, scatenando la reazione violenta di E.J. Secondo le indagini, il ventiquattrenne avrebbe tentato di sferrare i colpi al collo dell’amico, che a sua volta per scansarli si sarebbe difeso col braccio, ferendosi. Solo l’intervento dei caschi bianchi avrebbe evitato che la situazione degenerasse ulteriormente.

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La critica di Marco Milani (SULPL): “Necessari interventi normativi per la categoria delle Polizie Locali”

L’episodio ha riportato alla luce il problema della normativa sui vigili urbani, sia a livello nazionale che locale e sulla questione è molto critico Marco Milani, segretario romano aggiunto del Sindacato Unitario Lavoratori della Polizia Locale: “Apprezziamo la professionalità e la tempestività dei colleghi intervenuti, ma non possiamo non sollecitare le amministrazioni nazionali e cittadine, sugli interventi normativi necessari per la categoria delle Polizie Locali, sempre più prevalente sul territorio. In particolare l’amministrazione Raggi, concluda il suo mandato allineando finalmente, come gli altri Comuni del Lazio, la Polizia di Roma Capitale, alle normative regionali vigenti e dotandola di un nuovo ordinamento, che riconosca e valorizzi le specificità del corpo e dei suoi appartenenti”.

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“Legge quadro per la categoria ferma al 1986”

Per quanto riguarda la questione a livello nazionale, Milani dice: “Richiediamo da anni una legge nazionale di riforma delle polizie locali. L’attuale legge quadro che regola la categoria, è ferma dal 1986, quando il contesto urbano in cui la polizia locale operava era completamente diverso. Prima il vigile era poco più di un ausiliare del traffico, mentre oggi effettua interventi di pubblica sicurezza, sgomberi di edifici occupati, controllo dei reati all’interno dei compi nomadi. Interventi come questi, prima erano demandati solo alle forze dell’ordine, sempre meno presenti sul territorio a causa dei tagli nazionali cominciati negli anni Novanta”.
Per quanto riguarda la questione locale invece, Milani aggiunge: “La legge 1 del 2005 del Tribunale Amministrativo del Lazio, prevede un riordino delle carriere e delle competenze all’interno delle polizie locali del Lazio. Tutti i Comuni hanno recepito questa legge, tranne Roma Capitale, che su questo vanta un colpevole ritardo”.

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