Fedez, caos al concerto 1 maggio: appello a Draghi ed attacco alla Lega

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E’ stato un concerto del 1 maggio movimentato per Fedez. Il cantante smentisce Rai 3 con un tweet, si appella a Draghi ed infine attacca la Lega.

Fedez concerto
Il cantante milanese durante il concertone del primo maggio (via Screenshot)

Il protagonista del concerto del primo maggio è stato Fedez, con un grande polverone sul suo intervento in diretta su Rai 3. Infatti il cantante non solo ha denunciato la tentata ‘censura‘ dei vertici di Rai 3, ma si è anche appellato a Mario Draghi ed ha attaccato gli esponenti della Lega sul Ddl Zan. Ore concitate, con Eros che ha aperto il suo intervento affermando: “E’ la prima volta che mi succede di dover inviare il testo di un mio intervento perché venga sottoposto ad approvazione politica“.

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Questa frase non è stata vista bene dalla Rai, che ha rimandato al mittente tutte le accuse. D’altra parte, però, Fedez ha sorpreso tutti pubblicando la registrazione della chiamata con i vertici dell’emittente. Poi il cantante sul palco si è appellato a Mario Draghi chiedendo un intervento sul mondo dello spettacolo, che crea tanti posti di lavoro quanto il calcio. In merito Federico ha asserito: “Caro Mario, come si è esposto riguardo alla Superlega con grande tempestività, sarebbe altrettanto gradito il suo intervento nel mondo dello spettacolo“.

Fedez, attacco alla Lega durante il concertone: la posizione del cantante sul ddl Zan

Nel suo intervento Fedez ha riservato ampio spazio ad un pensiero sul ddl Zan. Il cantante, infatti, ha anticipato questa parte del suo discorso ricordando che non era stato approvato dalla Rai. Quindi Fedez ha prima puntato il dito contro il senatore Ostellari per aver ostacolato l’approvazione. Poi il rapper ha elencato tutte le affermazioni omofobe degli esponenti leghisti.

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Prima di elencare tutte le esternazioni degli esponenti della Lega, il cantante ha nuovamente ricordato come Ostellari abbia detto che ci siano altre priorità rispetto al Ddl Zan, come il bilinguismo degli agenti di polizia a Bolzano, l’etichettatura del vino ed infine l’etichettatura dei vini.

Infine Fedez ha riservato un ultimo attacco a Jacopo Coghe, presidente dell’associazione Pro Vita e anti-abortista. In merito il cantante ha ricordato come il Vaticano ha investito più di 20 milioni in un’azienda farmaceutica che produce la pillola del giorno dopo. Attimi di tensione quindi al primo maggio, con l’intervento del cantante milanese che ha creato un terremoto mediatico.

 

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