Massimo Boldi, appello a Mattarella: “Situazione disumana”

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Massimo Boldi, drammatico appello al Presidente Mattarella. La pandemia sta continuando a creare problemi, “una situazione disumana”

Abituati a sentirlo affrontare molti temi con leggerezza, suo marchio di fabbrica che l’ha fatto sempre amare dal grande pubblico, stupisce vedere Massimo Boldi in un’altra veste. Ma le parole del popolarissimo attore servono per tenere alta l’attenzione su un tema che negli ultimi tempi sembra quasi dimenticato.

(Instagram)

Sfiniti dalla pandemia, gli anziani che vivono nelle Rsa continuano a vivere isolati o quasi dal resto del mondo e invece mai come adesso il calore delle famiglie sarebbe fondamentale per loro. Boldi ne ha parlato prima con l’Adnkronos e poi con il ‘Corriere della Sera’ lanciano un appello pubblico al Presidente Mattarella e al premier Draghi.

Ha confessato che se fosse lui al posto di quelle persone e gli fosse impedito di vedere figli e nipoti rischierebbe di perdere la voglia di vivere. E la considera “una situazione disumana, perché senza vedere i familiari, gli anziani si intristiscono, si deprimono, diventano inappetenti, si sentono abbandonati. Gli peggiorano l’umore e la salute”.

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Massimo Boldi e la sua esperienza con le Rsa: gli incontri con il nonno e la madre, l’affetto delle figlie

La prima dose del vaccino l’ha fatta, la seconda arriverà presto ma Massimo Boldi è anche vicino ai 76 anni e ha già vissuto situazioni come questa. Da giovane andava a trovare suo nonno Pietro che è stato in un ospizio (come si chiamavano una volta) per vent’anni e ci ha sempre vissuto bene, anche perché a nessuno dei nipoti era negata la gioia di vederlo.

Poi per sette anni c’è stata anche sua madre. E quando è morta troppo presto l’amata moglie Marisa che lo accompagnava sempre, è stata dura: “Lei non mi ha chiesto nulla ma era lucida e capiva anche troppo. Gli anziani chiusi lì dentro hanno bisogno di sapere che i loro cari stanno bene. Stare chiusi come in una cella è l’anticamera della morte”.

(Instagram)

Lui invece ha la fortuna di poter vivere a casa, circondato dall’affetto delle figlie e dei nipoti senza in quali, confessa, non potrebbe stare: “A Milano ho una villa con giardino e possiamo vederci all’aperto. Marta, la figlia più piccola, che ha 30 anni, vive con me. Micaela sta di fronte, Manuela vicino. Ho tre nipoti, dai 19 ai due anni e, con tutte le precauzioni, ho visto anche loro. A Natale e Pasqua, con i tavoli separati”. Chi vive nelle Rsa invece no.

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