Covid-19, Bassetti a iNews24: “Il coprifuoco non è una decisione scientifica”

“La decisione del coprifuoco alle 22 è politica e come tale deve restare. L'importante è che non si dica che è una decisione scientifica. Perché ad oggi non esistono dati che dicono che il coprifuoco è il provvedimento migliore da adottare”, dice a iNews24 Matteo Bassetti, direttore della Clinica Malattie Infettive del Policlinico San Martino di Genova.

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La decisione del coprifuoco alle 22 è politica e come tale deve restare. L’importante è che non si dica che è una decisione scientifica. Perché ad oggi non esistono dati che dicono che il coprifuoco è il provvedimento migliore da adottare”, dice a iNews24 Matteo Bassetti, direttore della Clinica Malattie Infettive del Policlinico San Martino di Genova.

Il generale Francesco Paolo Figliuolo ha reso noto l’arrivo di 2,2 milioni di dosi di vaccino Pfizer, che verranno distribuite da domani mattina alle Regioni italiane.
Stamattina ho sentito personalmente il generale Figliuolo che ha detto che dal 29 aprile dovremmo arrivare al fatidico obiettivo dei 500mila vaccini al giorno. Direi che sta ampiamente rispettando il piano che si era prefissato entro aprile. Ci auguriamo che si possa arrivare anche a 550mila. Mi pare che abbia fatto un ottimo lavoro. Rimangono ancora alcune regioni che zoppicano, ma non dipende dalla struttura commissariale. Bisognerà che tutti si diano una mossa perché l’efficacia della campagna vaccinale dipende dalla coerenza e dall’omogeneità della crescita dei vaccinati. Mi pare però che stiamo andando bene e credo che oggi abbiamo dosi sufficienti per dire che entro l’autunno raggiungeremo l’immunità di massa”;

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Il ministro Nadim Zahawi ha annunciato su Twitter che il 25% degli inglesi ha ricevuto entrambe le dosi del vaccino anti-Covid, con quasi 50 milioni di dosi somministrate. Tuttavia il Governo ha avvertito il Regno Unito che le varianti rappresentano una minaccia. È un dato preoccupante?
Credo che l’UK sia l’esempio che le varianti non incidano. Ha vaccinato buona parte della sua popolazione nel pieno della variante inglese e mi pare che i risultati siano sotto gli occhi di tutti. Ieri ci sono stati pochissimi morti con un calo drastico dei contagi. È tutto da dimostrare che i vaccini non incidano sulle varianti, ma sicuramente non hanno problemi con la variante inglese”;

Come si combatte la diffusione delle varianti?
Con la sorveglianza e la vaccinazione, certamente non con l’allarmismo, mettendo in discussione l’efficacia dei vaccini ogni volta che arriva una nuova variante. Nel nostro Paese, negli ultimi mesi sono state isolate in pochissimi casi. Le varianti ci saranno sempre e sono insite nei virus. Chi, come me e i miei colleghi, si occupa di malattie infettive, sa bene che avremo sempre a che fare con delle modificazioni del genoma dei microbi. È una cosa naturale che avviene per l’evoluzione del microbo stesso. Non vedo cosa ci sia da stupirsi e creare allarmismo”;

Matteo Bassetti
Matteo Bassetti (photo screenshot da Instagram)

Quindi lei non è d’accordo con la decisione del Belgio, che ha chiuso temporaneamente le frontiere a chi viene dall’India, dal Brasile e dall’Africa?
Chiudere le frontiere potrebbe essere una decisione plausibile, ma deve essere utile. Bloccare i voli diretti senza interfacciarsi con l’Europa, affinché tutti i cittadini che arrivano da questi Paesi vengano controllati e quarantenati, è una misura che lascia il tempo che trova. Perché si può tranquillamente arrivare ad esempio dall’India e fare uno scalo in qualsiasi Paese europeo, per poi dirigersi in Belgio. Bisogna trovare degli strumenti di sorveglianza del viaggiatore che si interfaccino con la velocità della pandemia. Il mondo è cambiato ed è necessario il tracciamento elettronico dei viaggi”;

Secondo lei anche in Italia andrebbe presa la stessa decisione del Belgio, in sincronia con gli altri Paesi europei?
Le varianti sono presenti in ogni Paese. Bisogna farlo con tutti o con nessuno. È verosimile che quello che sta succedendo in India non è frutto solo della variante, ma della disorganizzazione sanitaria e ospedaliera. Lì le malattie infettive hanno una mortalità molto alta, a prescindere dal Covid e non lo scopriamo oggi. Non si possono fare similitudini tra quello che sta succedendo in India e la situazione dell’Europa”;

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In questi giorni è in corso un dibattito sul coprifuoco alle 22. Secondo lei andrebbe eliminato a prescindere dall’andamento della curva epidemica?
La decisione del coprifuoco alle 22 è politica e come tale deve restare. L’importante è che non si dica che è una decisione scientifica. Perché ad oggi non esistono dati che dicono che il coprifuoco è il provvedimento migliore da adottare. Per la maggioranza dei Paesi la decisione è stata presa insieme ad altre misure. Quindi è molto difficile dire se il coprifuoco da solo possa bastare. Credo che si debba fare appello al buonsenso”;

In che senso?
Va bene adottare misure che in una prima fase cerchino di evitare la circolazione delle persone e che abbiano contatti tra loro. Ma se si decide di aprire determinate attività, queste ultime devono essere aperte fino in fondo, altrimenti è meglio tenerle chiuse. Il coprifuoco alle 22 può funzionare in un paese come la Germania, ma non in Italia, dove le abitudini sociali e alimentari sono diverse. Il rischio è che la gente vada nei bar o nei ristoranti, nelle ore in cui può andarci, creando concentrazioni maggiori. Se l’obiettivo del coprifuoco è disincentivare i cittadini ad uscire, nella realtà accade esattamente l’opposto”;

Concerto rock
Barcellona, 5mila persone ad un concerto rock dopo un test Covid (Foto: Getty)

Gli scienziati dicono che il concerto organizzato come esperimento il 27 marzo a Barcellona è andato a buon fine. Nei quattordici giorni successivi sono stati diagnosticati sei casi positivi al virus tra le circa cinquemila persone che vi hanno partecipato, tutti lievi o asintomatici. Secondo i ricercatori, quattro di queste non si sono infettate al concerto. Sulla base di questi dati, ritiene fattibile l’ipotesi di dare il via libera agli eventi in estate, con le dovute precauzioni anticontagio?
Adesso che abbiamo riaperto cinema e teatri che sono luoghi sicuri, ma non quanto gli stadi (che sono all’aperto ndr.) non vedo perché non disputare le ultime partite del campionato italiano di calcio in presenza del pubblico. Sarebbe un bel segnale e una prova generale per gli Europei, oltre che una misura presa con buonsenso. Sappiamo che i contagi all’aperto sono molti meno rispetto ai posti al chiuso. Soprattutto laddove riusciamo a fare dei grossi distanziamenti come nel caso degli stadi. Adottando anche tutte le altre misure, non vedo dove sia il problema. Il calcio non vive solo di televisione, ma anche di emozioni. Credo che gli spagnoli abbiano dimostrato di averci ampiamente superato negli ultimi vent’anni, nell’organizzazione turistica e degli eventi”;

Pfizer ha avviato la sperimentazione di una pillola per bloccare il Sars-Cov-2 e secondo il The Telegraph, già da quest’anno potrebbe essere disponibile. Può spiegare di cosa si tratta?
Si tratta di un inibitore delle proteasi, è un enzima che serve al virus per replicarsi. Inibiscono questo enzima, bloccando la crescita del virus. Potrebbe essere un ottimo strumento. Non dimentichiamoci che c’è già un altro farmaco in studio che partirà a breve, in fase III di sviluppo, il Molnupiravir. Potrebbe essere molto utile soprattutto nel trattamento a casa o nelle fasi precoci della malattia, facendo ciò che ora fanno gli anticorpi monoclonali che sono iniettivi. Sarebbe la pasticca contro il Covid. Penso che entro il 2022 avremo un buon armamentario, grazie ai vaccini che ridurranno drasticamente il numero di casi, le terapie precoci e quelle ospedaliere. Sicuramente la perfezione sarebbe avere un farmaco che entro due giorni ci permetta di guarire dal Covid, ma in questo momento possiamo guardare al futuro in modo ottimista”;

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Johnson & Johnson, in una nota informativa, “concordata con le attività regolatorie europee ed italiane” e pubblicata sul sito dell’Agenzia Italiana del Farmaco, ha fatto sapere che potrebbe essere plausibile una relazione causale tra le trombosi e il vaccino.
C’è verosimilmente un nesso causale nelle persone più giovani tra la trombocitopenia indotta dal vaccino e gli episodi di trombosi. Questo probabilmente è legato all’adenovirus, quindi in qualche modo al vettore virale dov’è contenuta l’informazione che genera la produzione degli anticorpi. Vale per Johnson & Johnson, per Astrazeneca e probabilmente per Sputnik e anche per Reithera, il vaccino italiano. Questi vaccini comunque sono raccomandati per le classi di età avanzate ed è giusto utilizzarli, perché in questi casi non c’è evidenza di una correlazione con le trombosi. Abbiamo molti più vaccini di Pfizer che ci permettono di chiudere la nostra campagna, ma sarebbe sbagliato eliminare quelli a vettore virale, perché ne abbiamo ancora bisogno, almeno in questa fase, nel 2021”;

Che estate ci aspetta?
Se riusciremo a somministrare le fatidiche 500mila dosi al giorno, possiamo dire che entro la metà di giugno avremo vaccinato tutti gli ultra sessantacinquantenni e i più fragili. Poi riusciremo, da giugno, a vaccinare tutti i cittadini sotto i sessantacinque anni. Con l’incrocio di un numero sempre maggiore di persone vaccinate e la riduzione dei contagi che sta già avvenendo, insieme al clima che porterà le persone a stare all’aria aperta, potrebbe essere una buona estate. Almeno in alcuni punti potremo evitare l’utilizzo della mascherina. Credo che proporre la mascherina in spiaggia sia paradossale e poco praticabile. C’è bisogno di tanto buon senso e di spiegare agli italiani che devono seguire poche misure, ma molto rigorose e semplici, piuttosto che complicare una materia già complicata. Da un anno e quattro mesi complichiamo la vita alle persone. Soprattutto, quando si prendono decisioni come il coprifuoco, bisogna spiegare agli italiani il perché”.

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