Variante indiana, Galli a iNews24: “Non si conosce ancora bene, ma potrebbe essere pericolosa”

La variante indiana del SARS-CoV-2 non si conosce ancora bene, ma ha un amminoacido differente da quella brasiliana, sudafricana e nigeriana che, come spiega Massimo Galli, potrebbero essere “meno responsive agli anticorpi evocati dai vaccini disponibili e sfuggire alla maggioranza degli anticorpi monoclonali disponibili in commercio”.

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La variante indiana del SARS-CoV-2 non si conosce ancora bene, ma ha un amminoacido differente da quella brasiliana, sudafricana e nigeriana che, come spiega Massimo Galli, potrebbero essere “meno responsive agli anticorpi evocati dai vaccini disponibili e sfuggire alla maggioranza degli anticorpi monoclonali disponibili in commercio”. Ai microfoni di iNews24, il punto della situazione con il professore di Malattie Infettive dell’Università Statale di Milano e direttore della clinica malattie infettive dell’Ospedale Sacco.

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Professore, Luca Zaia, presidente del Veneto, ha annunciato i primi due pazienti con variante indiana nella sua Regione. Cosa si conosce, ad oggi, di questa nuova mutazione del virus SARS-CoV-2?
Nella variante inglese ci sono una quantità di mutazioni. Quella più importante è la N501Y, ed è quella attualmente dominante da noi. Fino a poco tempo fa abbiamo sostenuto che non fosse più cattiva della precedente, ma solo più diffusiva. Adesso invece, uno studio recente ha dimostrato un alto eccesso di mortalità. Ha una capacità di trasmissione dal 30 al 50% in più, coinvolge anche i bambini e i ragazzi. È più grave e mortale, soprattutto sugli anziani. La variante indiana appena scoperta ha due mutazioni qualificanti: la L425R e la E484Q. Nella seconda cambia l’amminoacido della E484K, che caratterizza la variante brasiliana, sudafricana e nigeriana, che provocano una serie di fastidi in più”;

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Ad esempio?
È probabile che le varianti brasiliana, sudafricana e nigeriana siano meno responsive agli anticorpi evocati dai vaccini disponibili e che sfuggano alla maggioranza degli anticorpi monoclonali disponibili in commercio. Non sappiamo ancora però, quanto la variante indiana, la E484Q, sia più diffusiva, virulenta e cattiva, anche perché ragioniamo in base alla situazione dell’India. Un Paese che conta 1,366 miliardi di persone, tra cui tantissime in situazioni di indigenza, in un contesto di grande popolosità. Tutte connotazioni queste, che rendono difficile confrontare la diffusione e la letalità dell’India con l’Europa”;

covid Galli
Covid, le parole del virologo Massimo Galli (Foto: Facebook)

Il portavoce per la Salute Stefan de Keersmaecker ha riferito che la Commissione Europea “ha avviato venerdì scorso un’azione legale nei confronti di Astazeneca, sulla base della violazione dell’accordo di acquisto anticipato”. Non sarebbero stati rispettati i termini del contratto e l’azienda non avrebbe presentato una strategia affidabile per assicurare le consegne puntuali del vaccino.
Posso dire solo che come cittadino e soprattutto come operatore sanitario, mi deprime non avere abbastanza dosi per vaccinare”;

Oggi si riparte. Si torna ufficialmente a scuola e riaprono le attività ristorative all’aperto nelle zone gialle. È preoccupato?
Fin dall’inizio ho detto che era troppo presto per riaprire. Vorrei capire dove sono i numeri che hanno determinato il basso rischio calcolato. Si è trattato di una decisione politica presa per ragioni economiche, che possono essere totalmente comprensibili. Però noi abbiamo più di 30 milioni di dosi di vaccino somministrate in meno rispetto alla Gran Bretagna, che riapre ora dopo un lockdown decisamente duro. Nella situazione in cui ci troviamo, per raggiungere il livello dell’UK in termini di protezione, avremmo bisogno dai due ai tre mesi”;

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Teme il rischio che si ripeta ciò che è accaduto in Sardegna?
Non è un rischio, è una certezza. Avremo sicuramente una risalita delle infezioni. Purtroppo un grande numero di persone dai sessant’anni in su non è ancora stato vaccinato. Possiamo solo sperare che col procedere delle vaccinazioni si possano compensare i rischi di ulteriori infezioni. Però tutto sta sulle spalle di coloro che dovranno cercare di evitare di trovarsi infettati”;

Dipende quindi, anche dalla velocità con cui si procederà con i vaccini?
Dipende tutto dalla velocità della campagna vaccinale, che è il nostro unico strumento, visto che non siamo andati avanti con la riduzione significativa dei movimenti delle persone e addirittura stiamo discutendo sull’orario del coprifuoco alle 22. Stiamo sperando che ci vada bene”.

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